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Lo sviluppo della doppia identità in adolescenti figli di coppie miste

identità figli coppie misteL'identità nei figli di coppie miste

In quest’articolo il collega Matteo Baruffi termina la sua disamina sulle coppie miste e i loro figli, approfondiendo alcuni aspetti che caratterizzano la costruzione della doppia identità nell’adolescente, e in particolare l'appearance, social network e autostima; mentre i primi hanno un’influenza indiretta sul processo, l’autostima funge da unità di misura per valutare la qualità del processo di costruzione identitaria.
Buona lettura,

Luca Mazzucchelli

La ricerca di Rockquemore (1998), presentata nel precedente articolo, che ha portato a definire le quattro modalità con cui le persone interagiscono con la propria duplice identità, ha considerato anche due aspetti secondari che a prima vista non sembrano avere un’influenza diretta con la costruzione dell’identità nell’adolescente i cui genitori appartengono a differenti culture.
La Rockquemore, infatti, ha considerato il ruolo che appearance (aspetto esteriore) e social network (rete sociale) hanno nel favorire la costruzione di una stabile identità etnica nell’adolescente.

L’appearance, fornisce preziose informazioni alla comunità sociale circa l’identità di un individuo, di contro l’individuo riceve una serie di feed-back dalla comunità sociale in cui vive che gli permettono di strutturare una fitta rete di negoziazioni con essa per definire la propria identità. Tutto ciò è di fondamentale importanza se si pensa che alla base dell’appearance stanno una serie di fattori, come il modo di vestire e la lingua parlata, che sono altamente indicativi di come la persona vede e considera se stessa (Tizard-Phoenix, 1995).
Nell’adolescente figlio di coppia mista l’osservazione di come appare può indicare molto su come egli sia riuscito a negoziare la sua identità rispetto alla duplice appartenenza, al tempo stesso da un’attenta osservazione della persona, delle sue interazioni sociali e dei possibili cambiamenti che queste apportano al suo look si possono dedurre eventuali cambiamenti identitari in corso.
Osservando il figlio di una coppia mista, in base al grado di somiglianza apparente con uno o l’altro genitore, si può dedurre infine dove il figlio si riconosce di più e, quindi, verso quale polo culturale tenderà a costruire la propria identità.
Il social network è, invece, la rete sociale in cui si muove ed interagisce quotidianamente la persona: esso influenza profondamente la costruzione identitaria dell’individuo; sulla base dei luoghi e delle persone frequentate gli uomini adottano infatti una serie di comportamenti che li caratterizzano specificatamente. Rockquemore (1998) sostiene che tali influssi possano influenzare fortemente la costruzione identitaria nell’adolescente con duplice identità.
Sulla base dei luoghi e delle persone che il ragazzo frequenta possono verificarsi delle polarizzazioni identitarie verso il background culturale a cui si riferiscono: se il figlio di una coppia mista partecipa attivamente ad eventi e situazioni culturalmente tipiche di uno dei due genitori si troverà man mano a costruire la propria identità attorno al background culturale di quel genitore. Anche nel caso dei social networks come per lo studio dell’appearance, per capire la loro influenza sulla costruzione identitaria, bisogna affidarsi alla pratica osservativa.
Sebbene appearance e social network siano elementi che non sempre hanno un ruolo primario nell’influenzare la costruzione dell’identità possono comunque costituire elementi decisivi per la formazione identitaria definitiva.

identità adolescientiBracey, Bámaca e Umaña-Taylor (2004) hanno approfondito il ruolo dell’autostima prendendo in considerazione quali legami possono sussistere tra la stessa autostima e l’identità etnica in uno studio che ha interessato 3282 adolescenti tra i 13 e i 20 anni provenienti da tre scuole differenti. Il campione è composto sia da adolescenti figli di coppie tradizionali che di coppie miste, tra questi ultimi se ne contano 181. Rispetto al genere è stata fatta una suddivisione del 50% tra maschi e femmine.
Precedenti lavori di ricerca hanno messo in luce due posizioni differenti che hanno diviso la comunità dei ricercatori circa il rapporto tra autostima e identità etnica, da una parte c’è chi sostiene che alti livelli d’autostima dipendono da un forte senso d’appartenenza al proprio gruppo etnico-culturale, ciò presuppone un’identità etnica ben sviluppata, dall’altra vi è chi afferma che bassi livelli d’autostima sono il risultato del basso senso d’appartenenza ad un gruppo etnico-culturale definito, in questo caso l’identità etnica è poco sviluppata (Rockquemore-Brunsma, 2002).
La ricercatrici vogliono cercare di capire se, effettivamente, vi è una relazione tra le variabili di autostima e identità etnica.
Dall’elaborazione dei dati della ricerca emerge che vi è una corrispondenza positiva presente in tutto il campione tra le variabili di autostima e d’identità etnica, quindi anche per gli adolescenti figli di coppia mista.
Le spiegazioni che le autrici hanno dato al risultato è da far risalire al fatto che un’identità etnica ben formata ed approfondita contribuisce a proteggere maggiormente la persona rispetto alle discriminazioni che può subire dai rapporti con altri gruppi sociali della società in cui vive, di conseguenza viene preservato il benessere psicologico di cui l’autostima è un elemento fondamentale (Martinez-Dukes, 1997).
Dallo studio emerge così che un’identità etnica stabile e ben formata garantisce un alto livello di autostima e quindi incrementa il benessere psicologico della persona, tuttavia bisogna tenere conto delle difficoltà che gli adolescenti figli di coppia mista hanno nel rapportarsi alla loro doppia identità. Ciò non significa tuttavia che questi ragazzi non raggiungeranno mai un adeguato livello di benessere psicologico, essi impiegheranno solo più degli altri a stabilizzare il loro livello d’autostima e a migliorare il rapporto con la loro identità.
Anche in questo caso valgono le conclusioni tratte sulla base dello studio di Rockquemore citato nel precedente articolo. Ci si può chiedere, infatti, se si possa estendere questa tipologia di ricerca alla realtà italiana e vedere quindi se anche gli adolescenti italiani figli di coppia mista manifestano maggiori livelli d’autostima e se è presente un’identità etnica maggiormente definita.

identità stranieraSe fino a qualche anno fa avere una doppia origine comportava alla persona fare i conti con stereotipi e luoghi comuni che, spesso, nel caso in cui uno dei due genitori fosse stato di colore, sfociavano in razzismo, oggi questa particolare situazione è vista in maniera differente.
Bisogna tenere conto che la globalizzazione e il progresso tecnologico hanno consentito di ridurre notevolmente le distanze tra persone che abitano il mondo così che la diversità non rappresenta più quell’ostacolo insormontabile che appariva qualche decennio fa. Inoltre le dinamiche economiche fanno sì che milioni di persone migrino da un paese all’altro in cerca di condizioni di vita più stabili: questo permette il contatto tra culture e popoli molto diversi tra loro favorendo il crollo delle barriere difensive degli uni contro la diversità degli altri quando entrambi entrano in contatto in maniera responsabile.
Le società lentamente si rinnovano e l’espressione di questi cambiamenti si notano su più livelli, ad esempio, si possono ritrovare nella comparsa da parecchio tempo dei Mc Donald americani in tutte le grandi città del mondo, oppure, più recentemente, nell’adeguamento dei marchi d’alta moda nel confezionamento di veli firmati per le donne di religione islamica.
Questi esempi sono però solo l’espressione superficiale dei cambiamenti societari, ad un livello più profondo si può affermare che l’espressione più forte del cambiamento sono i figli di coppie miste, nuovi abitanti della nostra società e innovatori culturali se riescono ad integrare al meglio le loro doppie origini nella costruzione di un’identità stabile e definita.
Questi nuovi cittadini pur sentendosi parte del paese in cui risiedono sentono di avere una marcia in più, vincono le eventuali marginalizzazioni e si percepiscono come abitanti del mondo.
Lo studio e l’analisi delle dinamiche caratterizzanti la costruzione dell’identità negli adolescenti figli di coppia mista può portare quindi ad una maggiore comprensione della definizione dell’identità etnica da un punto di vista psicologico, mentre da quello sociologico, ad ulteriori approfondimenti sulle dinamiche socio-culturali che investono la società in cui viviamo.

Matteo Baruffi

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BIBLIOGRAFIA:

Bracey J. R., Bámaca M. Y., Umaña Taylor A. J., Examing identity and self-esteem among biracial     and monoracial adolescents, Journal of youth and adolescents, vol. 33 (2), 2004, pag. 123-132.
Martinez R. O., Dukes R. L., The effect of ethnic identity, ethnicity and gender on adolescent well-being, Journal of youth and adolescence, vol. 26 (5), 1997, pag. 503-516.
Rockquemore K. A., Between black and white: exploring the biracial experience, Race and society, vol. 1 (2), 1998, pag. 197-212.
Rockquemore K. A., Brunsma D. L., Beyond black. Biracial identity in America, Sage, Thousand Oak (CA), 2002.
Tizard B. Phoenix A., The identity of mixed parentage adolescents, Journal of child psychology and Psychiatry vol. 36 (8), nov. 1995, pp. 1399-1410.


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