Di cosa si occupa lo psicologo del lavoro?
Quando si chiedono informazioni in merito a cosa concretamente faccia lo psicologo del lavoro, la risposta si riferisce di solito esclusivamente alla "selezione del personale". Ma essere uno psicologo del lavoro vuol dire davvero solo questo?
Più precisamente nel 1917 l’America entra in guerra, ma non avendo mai costituito un esercito di leva, si è trovata nella necessità di selezionare decine e decine di migliaia di soldati di diversa provenienza geografica, abitudini, età, sesso, capacità professionale e grado di istruzione, per una vasta serie di impieghi specifici.
Oggi la psicologia del lavoro e delle organizzazioni è insegnata in tutti i corsi di laurea italiani di psicologia, ed è stato anche attivato lo specifico corso di laurea denominato “Psicologia del lavoro e delle organizzazioni“ indirizzo che rappresenta il curriculum formativo degli psicologi che intendono operare in questo campo.
Ecco un esempio di alcune giornate tipo dello psicologo del lavoro
Giornata tipo 1 (Frenquenza 2gg/settimana):
Ore 9.00: Ufficio
Burocrazia legata ai corsi(3h),
screening curricula (1h),
progettazione dei corsi di formazione(2h),
riunione staff(30m),
un'oretta per verificare le attività del giorno successivo(1h)
Ore 17.30: Back home
Giornata tipo 2 (Frequenza2gg/settimana)
Ore 7.00: imbocco l'autostrada per raggiungere Azienda/Ente/Gruppo
Ore 9.00: entro in aula (da solo se docente singolo o con il docente per tutoraggio) per fare lezione
Ore 11.00: pausa caffè
Ore 13.00: pausa pranzo
Ore 14.00: ripresa della lezione
Ore 16.00: pausa caffè
Ore 18.00: Uscita
Giornata tipo 3 (Frequenza 1gg/settimana)
Ore 9.00: cliente numero 1 per Follow Up su un determinato corso
Ore 11.00: caffè con un possibile cliente/fornitore (P.R.)
Ore 12.00: ufficio per sistemare alcune carte e coordinarsi con gli altri colleghi
Ore 13.00: pranzo
ore 16.30 à pausa caffè (con il cliente)
Ore 17.00 à ufficio e condivisione delle informazione con tutti
Ore 17.30 à back home.
Ma perché eventuali imprenditori e datori di lavoro dovrebbero assumere uno psicologo del lavoro?
Alcune persone temono irrazionalmente che uno psicologo possa inventare problemi che non esistono, ma in realtà è la loro stessa paura di non essere in grado di stare al passo con i tempi proietta sulla figura che rappresenta questo cambiamento, lo psicologo.
Acquisendo uno psicologo nel proprio team le medie e grandi imprese avrebbero il vantaggio di avere una preziosa risorsa nell’ambito delle relazioni che può svolgere egregiamente diversi tipi di mansioni:
Si occupa di formazione rivolgendosi sia al personale interno all’organizzazione, sia ad altri utenti che desiderano imparare. Le aziende al giorno d’oggi si trovano ad operare in un mercato sempre più globale e dinamico. Per questo l’aggiornamento professionale è essenziale, non solo per quel che riguarda nuove metodologie da utilizzare sul campo, ma anche nella prevenzione di fenomeni quali il mobbing o il bullismo. In questo senso lo psicologo del lavoro si occupa anche di prevenzione e sicurezza in quanto, oltre ai rischi fisici, ogni organizzazione ed i suoi lavoratori sono sempre soggetti ai rischi psicosociali, tra i quali l’ormai famoso stress lavoro-correlato e questo porta ad un basso rendimento dei lavoratori e quindi a perdite economiche per l’organizzazione. Secondo alcune stime il mobbing, ad esempio, può causare una perdita economica all’azienda che può arrivare anche a cifre fra gli € 500 ed € 750 al mese per lavoratore.
Possono costare molti soldi all’azienda anche gli errori dovuti a imprecisioni nelle comunicazioni, ma lo psicologo non si ferma ad analizzare le comunicazioni interne, bensì si prende cura anche di quelle esterne, ossia rivolte alla clientela, prestando attenzione sia alla modalità di interazione con l’utenza che alla pubblicità. Utilizzando le tecniche di intervista e del questionario, lo psicologo realizza sondaggi e analizza i dati riguardanti l’azienda, come l’efficacia di un nuovo spot pubblicitario o il gradimento effettivo di un nuovo prodotto, riducendo al minimo interferenze e distorsioni nella comunicazione.
Infine lo psicologo del lavoro ha le competenze per analizzare il contesto sociale in cui operano le organizzazioni, soprattutto riguardo le persone che lo compongono, quindi si può occupare anche della pianificazione degli obiettivi a breve e lungo termine. Infatti forse alcuni rimarranno stupiti nel sapere che gli studenti di psicologia studiano molta statistica in quanto si trovano a fare ricerca in ambito psicosociale.
Come la psicologia è la scienza umana che promuove il benessere attraverso la conoscenza della mente e del comportamento umano nel loro insieme, allo stesso modo la psicologia del lavoro promuove specificatamente il benessere lavorativo.
I problemi personali si ripercuotono sul lavoro e viceversa quindi, avere una figura interna che non sia il capo di lavoro permette la creazione di un tipo di dialogo che non potrebbe mai avvenire nel rapporto di lavoro subordinato, se non forse nelle microimprese all’interno delle quali capita spesso che i rapporti personali si fondino con quelli professionali.
La speranza è che le aziende comprendano al più presto il valore aggiunto che rappresenta lo psicologo in modo che, proprio in questo momento di crisi, sia una figura sempre più presente e valorizzata per riuscire a muoversi al meglio in un momento storico tanto delicato caratterizzato dalla complessità e dalla velocità.
Aurora Napoli
Dott.ssa in Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni
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Bibliografia:
· Francesco Avallone (1994), Psicologia del lavoro, Carocci;
· Forum di psicologia online: http://www.opsonline.it/forum/psicologia-3d/psicologo-del-lavoro-cose-56640.html;
· Raffaela Brumat, Breve storia della psicologia del lavoro, PsicONLINE;
· Maurizio Volpini (1999), Lavoro presentato al VI EUROPEAN CONGRESS OF PSYCHOLOGY "European Metamorphosis: The Task of Psychology" Rome July 4th/9th, 1999;
· Liliana Signorini (2008), Psicologia del lavoro, ARACNE editrice S.r.l.;
· Orion – galaxy of warmth emotions (2011), Psicologia del lavoro: cos’è e perché serve.
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