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Luca Mazzucchelli - "Lo psicologo che non usa il lettino..."

  
  
  
  
  

Conosco bene i test psicologici: si trovano su qualunque rivista!

Conosco bene i test psicologici: si trovano su qualunque rivista!

 
"Scopri anche tu il tuo carattere col grande gioco dell'estate!"
Pare proprio che uno dei passatempi preferiti da molte persone, soprattutto d'estate in spiaggia, sia quello di "farsi fare i test" e di "farli" agli altri. Già, i "test": quei deliziosi questionari che puntualmente compaiono sui giornali, più spesso sui femminili o sulle riviste di salute, e che promettono di spiegarti chi sei in due minuti. Quelle liste di domandine che trovi sulla rivista di moda che sfogli mentre dal parrucchiere aspetti il tuo turno, e di cui ti diverti a leggere le risposte date da chi ha letto il giornale prima di te (e intanto le confronti mentalmente con quelle che daresti tu, se solo avessi una penna sottomano). Con la diffusione di Internet, poi, molti siti offrono "test" on line: si devono solo scegliere le risposte e al calcolo del punteggio finale pensa il computer.
Gli argomenti più diffusi riguardano i sentimenti o la vita di coppia (tu e il tuo lui siete compatibili? Come affrontate i vostri problemi? Che tipo di amante sei? Sei incline al tradimento?). Più rare mi sembrano le prove che promettono di "misurare l'intelligenza", o che garantiscono la descrizione del proprio "carattere" o "personalità".
Il gran numero di virgolette che ho usato finora non è un vezzo ma una necessità. Perchè diciamo le cose come stanno: non si può proprio dire che queste liste di domande siano dei test nel senso pieno del termine.
 
Giochi estivi e test seri
I test psicologici veri e propri, infatti, sono una faccenda molto più seria: a cominciare dal modo stesso con cui sono progettati che è estremamente rigoroso. Prima di essere diffusi nella comunità scientifica sono sempre tarati su un vastissimo numero di soggetti; non è raro che a seguito di questa fase sperimentale debbano essere modificati e ri-sperimentati, finchè non si ottiene uno strumento valido e attendibile. Solo allora il test viene diffuso. Inoltre quando esso viene, finalmente, reso disponibile è sempre corredato da un manuale che ne spiega tutti i requisiti tecnici: come è stato costruito, quali procedure statistiche sono state usate per crearlo, come vanno calcolati e interpretati i risultati, quali sono i valori di riferimento a cui rapportare le risposte. Di alcuni test, poi, ci sono versioni differenti per bambini e per adulti oppure per maschi e femmine; altre volte un test è pensato esclusivamente per una certa fascia di soggetti e non ce ne sono versioni alternative per altre fasce. Tutti questi dettagli devono essere ben conosciuti da chi applicherà il test a un soggetto.
Tanta cautela dipende dal fatto che un test è, nè più nè meno, uno strumento di misura. Ora, se lo strumento non è affidabile non lo saranno neanche i risultati che ne conseguono. Un po' come una bilancia: come non si può considerare attendibile un peso calcolato con una bilancia male tarata, così non si può fare affidamento sui risultati di un test non ben costruito perchè portano fuori strada.
Penso che a questo punto si capisca perchè i questionari dei periodici non possano essere definiti "test" in senso stretto: essi non sono praticamente mai accompagnati da tutti quei dati statistici e dalle indicazioni d'uso di cui ho appena parlato, dunque non è chiara la loro attendibilità e i risultati che danno non sono affidabili sotto l'aspetto scientifico.
Dobbiamo smettere di giocare, allora? Per carità. Se amiamo cimentarci coi "test dell'estate" perchè mai dovremmo privarci di questo divertimento? Semplicemente prendiamo questo passatempo per per quel che è: un'occasione piacevole per passare qualche minuto di relax, senza alcuna pretesa di veridicità. E se il responso non è dei più esaltanti non è proprio il caso di farne una malattia: è un gioco, nient'altro che un gioco.
 
"Ci prendono proprio!"
Parlando invece dei veri test, quelli progettati seriamente così come ho descritto qui sopra, voglio raccontare un episodio a cui assisto spesso. Io lo trovo divertente.
Mi è successo molte volte, in contesti diversi e per motivi svariati, di sottoporre le persone a uno o più test. Ai tempi dell'università, perchè la mia tesi consisteva in una ricerca basata sul Rorschach, uno dei test più diffusi e impiegati. Dopo la laurea, per approfondire alcune caratteristiche psichiche delle persone che mi capitava di vedere. Ho quindi potuto usarli in contesti sia clinici che di ricerca. Bene, una delle cose che più mi stupiscono è un certo tipo di reazione delle persone testate, un commento che è trasversale ai vari contesti. Al momento della discussione dei risultati, tra lo sbalordito e il divertito, dicono: "Accidenti, ma questo test ci prende proprio!".
Il fatto curioso sta proprio qui. Pensiamoci un momento: perchè mai un test serio, attendibile, valido, affidabile non dovrebbe "prenderci"? Sarebbe come andare dal medico e, quando lui ci spiega che la radiografia a cui siamo stati sottoposti evidenzia un po' di artrosi, commentare: "Accidenti, dottore, ma questo esame ci prende proprio!".
Non so, forse sotto sotto le persone hanno la segreta fantasia che i test psicologici non siano poi così veritieri, oppure pensano che siano una specie di gioco di prestigio, una dimostrazione di abilità pensata per lasciare gli astanti a bocca aperta. In realtà sono semplicemente un modo per esplorare determinate caratteristiche psicologiche: non hanno niente di magico o di strabiliante ed è quindi ovvio che, se applicati e interpretati come si deve, "ci prendano".
 
Tutti gli psicologi usano i test? Gli stessi test?
Ed ecco un altro luogo comune.
Tipica scena da film. Studio di uno psicologo, paziente in seduta. Si decide di fargli un test. A volte nel film questo non viene neppure preannunciato al paziente: si comincia così, di punto in bianco. Inizia la prova: tipicamente, una serie di domande bislacche che lasciano stupito il paziente; oppure gli si mostrano dei disegni senza un apparente significato e lui deve descriverli. Lo psicologo ascolta le sue risposte con fare assorto e ispirato. Fine della seduta. I segreti della mente del paziente sono stati svelati.
Inutile dire che non funziona così.
Innanzi tutto i test non sono un passaggio obbligato nella seduta dallo psicologo: esattamente come non è detto che un medico prescriva sempre esami ogni volta che si va da lui, dato che a volte possono bastargli gli elementi che ottiene dalla visita diretta, così lo psicologo può ritenere di avere già abbastanza materiale a disposizione semplicemente parlando col suo paziente. Non ci si deve quindi aspettare che se si va da uno psicologo arriverà sicuramente e sempre il momento dei test.
In secondo luogo non è possibile che a un paziente venga presentato un test senza prima avvertirlo. Una persona viene sempre preventivamente informata di quel che si intende fare; se poi questa non è d'accordo (può succedere) il test non si fa. Questo è molto importante: il consenso del paziente è essenziale per ogni cosa che accade nello studio dello psicologo.
Terza e ultima precisazione: non tutti gli psicologi hanno la stessa competenza in fatto di test. Dipende moltissimo dal settore in cui essi operano: ci sono infiniti test disponibili (e qui c'è un altro luogo comune: molti pensano che i test siano solo quei due o tre di cui ogni tanto si sente parlare). Nessuno psicologo li può conoscere tutti: ognuno conosce e usa prevalentemente quelli inerenti al suo campo. In certi settori, inoltre, i test non vengono per nulla adoperati e questo è il motivo per cui alcuni psicologi appena finita l'Università abbandonano del tutto l'uso dei test. All'Università, poi, solo alcuni test, i più noti, vengono insegnati e comunque non è detto che gli studenti conseguano tutti la medesima formazione sul tema, perchè a seconda del loro maggiore o minore interesse possono decidere se sostenere o no degli esami opzionali in campo testistico.
 
"Mi ha psicanalizzato"?
E chiudiamo questa lista di chiarimenti con una precisazione terminologica. Quando si viene sottoposti a test psicologici non si "viene psicanalizzati", come mi è successo di sentire molte volte. Non confondiamo il termine "test", che indica - ormai dovrebbe essere chiaro - un preciso tipo di strumenti per esplorare il funzionamento mentale, con il vocabolo "psicanalisi", che descrive una teoria del funzionamento mentale e una tecnica di intervento psicologico.

Per gentile concessione della Dott.ssa Silvia Bianconcini www.psicologia-imola.it


Luca Mazzucchelli
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