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10 cose che (forse) non sai sull’AUTOSTIMA

autostima

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L’autostima è un concetto psicologico attorno al quale ruota un mercato di miliardi di dollari.

Vista la moltitudine di articoli, libri, programmi e seminari (spesso della durata di pochi giorni giorni e descritti come “miracolosi”) volti al miglioramento dell’autostima, si potrebbe pensare che la nostra comprensione di questo costrutto psicologico sia piuttosto avanzata.

Purtroppo non è così: vi è ancora un certo disaccordo su che cosa l’autostima sia in realtà.

Dopo decenni di discussioni in merito alla definizione di autostima, vi sono tuttavia alcuni punti su cui la maggior parte degli psicologi sembra concordare. Eccoli

 

1. Vi sono diversi tipi di autostima

Gli scienziati concordano sul fatto che la nostra autostima possa essere sia “globale” (cosa pensiamo di noi stessi e come ci sentiamo con noi stessi in generale) sia “specifica” (cosa pensiamo di noi stessi e come ci sentiamo con noi stessi in ruoli specifici, ad esempio come genitori, come professionisti, come sportivi etc).

Anche se tutti noi abbiamo diversi domini specifici di autostima, non tutti hanno la stessa importanza, perché…

 

2. L’impatto dell’autostima specifica sull’autostima globale varia

Più un dominio specifico di autostima è importante e significativo per noi, più questo impatterà sulla nostra autostima globale. Per esempio, giocare una pessima partita di golf non ci danneggerà molto se per noi il golf non è così importante, ma creerà potenzialmente una grave ammaccatura nella nostra autostima globale se siamo giocatori di golf professionisti.

Ecco perché…

 

3. La nostra autostima oscilla di giorno in giorno e di ora in ora

Proprio come in una classica “giornata no” dei nostri capelli che si rifiutano di stare al loro posto, un giorno possiamo alzarci che stiamo particolarmente bene con noi stessi e ci sentiamo sicuri di noi, mentre soltanto il giorno dopo possiamo sentirci totalmente incapaci. Solitamente crediamo che la nostra autostima sia cristallizzata, o alta o bassa, invece è molto più fluida e dinamica: subisce aumenti e diminuzioni in base ai feedback interni che ci diamo e a quelli esterni provenienti dall’ambiente.

Spesso si pensa che avere un’autostima molto alta sia la condizione ideale, invece…

 

4. Avere una autostima molto elevata non necessariamente è un aspetto positivo

Idealmente, la nostra autostima dovrebbe essere ragionevolmente alta, ma non eccessivamente alta! I narcisisti tendono ad avere sentimenti di sé molto alti, tuttavia la loro autostima è anche fragile e instabile. Anche gli insulti più piccoli possono far sentire il narcisista profondamente ferito. È per questo motivo che le persone con una autostima ragionevole (e stabile) tendono ad essere psicologicamente più in salute rispetto a quelli con una autostima alta (ma fragile).

Se pensate che i narcisisti siano incredibilmente attraenti, ciò potrebbe essere dovuto al loro aspetto sempre impeccabile, ma questo non dice molto della loro autostima perchè…

 

5. L’autostima non è correlata all’attrattività fisica

Alcuni studi hanno scoperto che persone con bassa autostima venivano giudicate attraenti tanto quanto quelle con alta autostima. Ciò che fa la differenza invece è come noi ci presentiamo agli altri. Immaginate due persone ugualmente attraenti: quello che si sente meglio con se stesso, vestirà in modo più interessante, sarà più sciolto e sicuro di sé, quindi lascerà un’impressione migliore rispetto alla persona insicura…

Se credete di essere persone attraenti, probabilmente vi sentirete meglio con voi stessi anche perché la gente vi darà più attenzioni e vi farà più complimenti, mentre invece…

 

6. Le persone con autostima bassa sono resistenti ai feedback positivi

Sfortunatamente, avere una bassa autostima ci rende resistenti ai complimenti e ai rimandi positivi che, invece, potrebbero aumentare il nostro sentimento di autostima. Quando la nostra autostima è bassa, ci sentiamo non degni di ricevere lodi. Molte persone cercano di migliorare la loro autostima facendosi da soli i complimenti in forma di affermazioni positive, per esempio “Sono attraente e degno di amore” o “Avrò presto un grande successo”.

Purtroppo …

 

7. Affermazioni positive possono far sentire le persone con bassa autostima… anche peggio!

Quando le persone con bassa autostima ricevono complimenti, non solo sono resistenti, addirittura tendono a sentirsi peggio. Infatti, quando un apprezzamento cade lontano dal proprio sistema di credenze, si tende a rigettarlo. Quando qualcuno si sente profondamente debole e senza potere, ricevere un complimento di forza e di prestanza non fa altro che ricordare alla persona quanto in quel momento invece si sente esattamente nella condizione opposta. Ironia della sorte, le persone che tendono a beneficiare maggiormente di affermazioni positive sono coloro che hanno già un’alta autostima.

I complimenti “auto rivolti” non sono l’unico “rimedio fai da te” utilizzato per aumentare la propria autostima. Sul mercato ce ne sono molti altri, purtroppo tutti seguono il principio appena esposto. Infatti..

 

8. La maggior parte dei “programmi” per aumentare l’autostima… non funzionano!!

Alcuni studi mostrano che l’autostima di molte persone non cambia dopo l’utilizzo di programmi e seminari volti a promuoverla. Allora, perché l’autostima mette comunque in moto un mercato così fiorente? Gli studi in questo senso hanno scoperto che, dopo aver svolto un programma di incremento dell’autostima, tendiamo a distorcere i nostri ricordi di come ci sentivano prima di iniziare, e ricordiamo il nostro precedente livello di autostima come più basso di quello che era in realtà. Crediamo dunque che la nostra autostima sia migliorata quando, in realtà, non è cambiata.

E’ un vero peccato che molti di questi programmi non funzionino, poiché…

 

9. Avere un’autostima ragionevolmente alta funziona come un “sistema immunitario emozionale”

Quando la nostra autostima è più alta, soffriamo meno di stress e ansia, sperimentiamo rifiuti e fallimenti come meno dannosi e ci riprendiamo da esperienze dolorose in tempi più rapidi. In questo senso, l’autostima può fungere come “sistema immunitario emozionale”, che ha la funzione di tamponare le nostre ferite emotive e psicologiche.

Ne consegue che dovremmo fare tutto il possibile per proteggere e rafforzare la nostra autostima, eppure…

 

10. La maggior parte dei danni alla nostra autostima sono auto-inflitti

Purtroppo, spesso reagiamo a rifiuti e fallimenti diventando autocritici, mettendoci ad elencare tutti i nostri difetti e le nostre carenze, rivolgendoci a noi stessi con epiteti offensivi e prendendoci metaforicamente a calci quando siamo già giù. Inoltre utilizziamo ridicole giustificazioni danneggiando ulteriormente la nostra fragile autostima quando è già ferita, ad esempio “Me lo merito!”, “Questo mi servirà per restare umile”, “Devo tenere le mie aspettative più basse”, “Mi detesto”. C’è un programma adatto a tutti e che può fare miracoli per la nostra autostima: abolire le autocritiche inutili e i dialoghi interni punitivi … ed è anche gratuito!

Vai alla fonte in lingua originale

 

Parliamo nuovamente di autostima, uno dei concetti psicologici in assoluto più “inflazionati”.

Con questo articolo, cerchiamo di fissare 10 semplici punti a riguardo, per fare luce su alcuni concetti chiave e mettere in discussione alcune false credenze su questo argomento.

Nello studio dello psicologo è possibile lavorare sull’autostima in modo approfondito ed efficace, grazie a tecniche mirate e tagliate su misura ma soprattutto grazie alla relazione umana curativa che si instaura con il professionista.

 

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.