Altre 10 sindromi psichiche strabilianti - Psicologo Milano
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Altre 10 sindromi psichiche strabilianti

roba da matti

1. Sindrome di Fregoli

fregoli

La Sindrome di Fregoli prende il nome dall’attore italiano Leopoldo Fregoli, famoso per la sua capacità di fare rapidi cambi di aspetto (…) ed è l’opposto della sindrome di Capgras. (ndr: chi ne è colpito ha la ferma convinzione che le persone a lui care siano state rimpiazzate da sosia impostori). Anche Fregoli è un delirio di errata identificazione (…) e anch’esso è caratterizzato dalla convinzione delirante che le persone possano assumere sembianze diverse da quelle abituali, ma in questo caso diverse persone sono in realtà una sola persona che cambia in continuazione il suo aspetto e appare sotto mentite spoglie. Come la sindrome di Capgras, anche Fregoli si presenta più frequentemente in pazienti affetti da schizofrenia, ma è stata riportata anche in pazienti con demenza o epilessia e in conseguenza a lesioni cerebrali traumatiche. (…)

 

2. Sindrome della mano aliena

aliena

La sindrome della mano aliena è sostenuta dalla convinzione (…) da parte del soggetto che la propria mano non appartenga a lui stesso, ma abbia una vita propria.

La persona affetta da questa sindrome percepisce normalmente tutti i suoi arti, ma crede che la mano in questione, pur essendo parte del suo corpo, agisca in modo autonomo e con “volontà propria”. Viene mantenuto cioè il senso di “proprietà” dell’arto, ma non quello di “controllo”. Chi soffre di questa sindrome spesso personifica l’arto alieno, credendo di essere “posseduto” da qualche spirito (…). Spesso vi è una netta distinzione tra i comportamenti delle due mani, in cui la mano interessata è percepita come “ribelle” o ” disobbediente “, mentre l’altra è sotto il normale controllo volontario. (…) La sindrome della mano aliena è di solito causata da ictus o altri danni cerebrali, in particolare nella zona del corpo calloso (che collega i 2 emisferi cerebrali), nei lobi frontali o parietali.

 

3. Fuga dissociativa

fuga

(…) Per fuga dissociativa (o psicogena) si intende un improvviso, inaspettato allontanamento del soggetto dal proprio ambiente, con incapacità di ricordare il proprio passato, confusione riguardo alla propria identità e parziale o completa assunzione di una nuova personalità. Di solito, lo stato di fuga può durare ore o giorni, ma sono stati riportati anche casi di mesi. Tali episodi di fuga possono avvenire in seguito a forti stress emotivi o fisici. Dopo il recupero, può verificarsi amnesia per l’episodio di fuga e l’evento scatenante. La fuga dissociativa è stata osservata nel contesto di gravi traumi psicologici o fisici, ingestione di sostanze psicotrope o condizioni mediche generali. Può anche essere correlata a condizioni di disturbo bipolare, depressione, delirio, demenza.

 

4. Sindrome da accento straniero

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La sindrome da accento straniero è una condizione rara in cui la persona parla la propria lingua madre come se avesse un accento straniero. Questa sindrome di solito si manifesta in seguito a ictus o traumi cranici che colpiscono il centro del linguaggio del cervello.

5. Sindrome di Stoccolma

stoccolma

La Sindrome di Stoccolma si caratterizza come una risposta psicologica che può essere osservata in una vittima, che mostra simpatia, lealtà e complicità nei confronti del suo carnefice, a prescindere dal rischio a cui è stata esposta. La sindrome si manifesta spesso in contesti di rapimento, ma è stata descritta anche in situazioni di stupro o di abusi su minori. Essa può essere intesa come una forma grave di “formazione reattiva” (ndr: meccanismo di difesa psicologico che consiste nell’assunzione di un atteggiamento cosciente diametralmente opposto ad un desiderio rimosso) che avviene sotto un fortissimo stress emotivo e fisiologico. La sindrome deve il suo nome ad una rapina in banca avvenuta appunto a Stoccolma, in Svezia. I rapinatori tennero in ostaggio i dipendenti della banca dal 23 al 28 agosto 1973, e i prigionieri si attaccarono emotivamente ai loro sequestratori. Dopo il rilascio, arrivarono a difendere i rapitori rifiutando di testimoniare contro di loro. (…)

 

6. Sindrome di Lima

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La Sindrome di Lima è l’esatto opposto della sindrome di Stoccolma. In questo caso, sono i sequestratori/carnefici che diventano empatici con i desideri e le esigenze degli ostaggi/vittime. La sindrome di Lima prende il nome da un fatto conosciuto come “crisi degli ostaggi dell’ambasciata giapponese” a Lima, in Perù, che durò dal 17 Dicembre 1996 fino al 22 Aprile 1997. Quattordici membri del Movimento Rivoluzionario Tupac Amaru presero in ostaggio diverse centinaia di diplomatici, funzionari governativi e dirigenti aziendali di molti paesi presso la residenza ufficiale dell’ambasciatore del Giappone in Perù. Alcune fonti riportano che i guerriglieri rinunciarono al gioco duro con gli ostaggi, lasciandoli esporre cartelli alle finestre, giocare a carte e a scacchi e organizzando corsi di cucina ed economia. Curiosamente, dopo pochi giorni, la maggior parte dei prigionieri furono liberati (…) tra cui il futuro presidente del Perù e la madre presidente in carica. (…) Dopo mesi di negoziati infruttuosi, tutti gli ostaggi rimasti furono liberati da un raid dei commandos peruviani, anche se un ostaggio rimase ucciso. Non è ancora chiaro se la sindrome di Lima possa essere spiegata da sentimenti di colpa, indecisione morale (…) o oblio.

 

7. Sindrome di Stendhal

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La Sindrome di Stendhal è caratterizzata da ansia fisica ed emotiva (fino ad arrivare ad attacchi di panico), esperienze dissociative, confusione e persino allucinazioni quando un individuo è esposto all’arte. La sindrome è di solito innescata da un’opera d’arte percepita come particolarmente bella o può verificarsi quando la persona è esposta a grandi quantità di arte concentrata in un unico luogo. (…) La sintomatologia può anche seguire un’esperienza particolarmente travolgente, per esempio quando ci si confronta con l’immensa bellezza del mondo naturale. La sindrome prende il nome dal famoso scrittore francese del 19° secolo Stendhal, che ha descritto un’esperienza simile durante la sua visita a Firenze, nel 1817, all’età di 34 anni. Di solito, la sindrome di Stendhal regredisce autonomamente e non è seguita da durevoli o gravi conseguenze dal punto di vista psicologico.

 

8. Sindrome di Munchausen

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La Sindrome di Munchausen, nota anche come “sindrome da dipendenza ospedale”, prende il nome dal barone von Munchausen (1720-1797), un ufficiale tedesco del 18° secolo noto per la sua tendenza ad “abbellire” le storie e le esperienze della sua vita.

La Sindrome di Munchausen è attualmente classificata come un tipo di “disturbo fittizio”, in cui la persona agisce ripetutamente come se avesse un disturbo fisico o mentale ma, in realtà, è lui stesso a causarsi i sintomi. Le persone affette da disturbi fittizi agiscono in tal modo a causa di un bisogno interiore di essere percepiti come “malati” o “feriti” e non per ottenere benefici concreti, come per esempio un guadagno finanziario. Essi sono anche disposti a sottoporsi ad esami e operazioni dolorose o rischiose pur di ottenere le cure normalmente destinate alla persone veramente malate. (…) Le persone affette da Sindrome di Munchausen producono deliberatamente o esagerano la sintomatologia in vari modi: possono mentire su sintomi falsi, modificare test diagnostici oppure arrivare in segreto a ferirsi autonomamente. (…) La condizione si differenzia dall’ipocondria poichè, mentre nell’ipocondria il paziente crede davvero di avere una malattia, in Muchausen la persona è consapevole di stare esagerando i sintomi.

 

9. Sindrome di Munchausen per procura

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La Sindrome di Munchausen per procura è un tipo di disturbo fittizio in cui una persona agisce come se l’individuo di cui si prende cura fosse affetto da una malattia fisica o mentale, quando invece è lui a procurargli i sintomi. Il soggetto adulto che ha la sindrome di Munchausen per procura dunque produce una sintomatologia o mente sullo stato di salute di un’altra persona sotto la sua cura, di solito un bambino sotto i 6 anni (ma anche un anziano genitore). I sintomi possono essere creati o esagerati in diversi modo: semplicemente mentendo circa i sintomi, alterando test diagnostici (come contaminando un campione di urina), falsificando cartelle cliniche o inducendo sintomi attraverso vari mezzi come l’avvelenamento, il soffocamento, non nutrendo adeguatamente il bambino o causando infezioni. (…) Anche in questo caso, la condotta non ha l’obiettivo di ottenere benefici concreti, come il guadagno finanziario. (…)

 

10. Apotemnofilia

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L’Apotemnofilia, nota anche come disturbo dell’identità dell’integrità corporea, è un disturbo neurologico in cui una persona ha il desiderio di avere uno o più arti amputati perchè non riconosciuti come propri. (…) Poiché pochi chirurghi sono disposti ad amputare arti sani, i pazienti sono spesso portati a danneggiare irrimediabilmente l’arto in questione. Dopo l’ amputazione, la maggior parte delle persone affette da questa condizione riferiscono di essere felici della loro decisione perchè, paradossalmente, si sentono “complete”. (…)

 

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Luca Mazzucchelli – www.psicologo-milano.it‘s insight:

Che cosa sono la Sindrome di Fregoli, la Sindrome di Lima, la fuga dissociativa e l’apotemnofilia?

In questo articolo sono elencate e raccontate 10 condizioni mentali interessanti e molto rare, che spaziano da convinzioni deliranti, a fenomeni mentali indotti da traumi, da reazioni inaspettate e travolgenti allo stress, a disturbi che si verificano in seguito a danni neurologici.

Per alte 12 sindromi psichiche strane e sorprendenti, consulta anche questo articolo

Ma non preoccupatevi, rivolgersi ad uno psicologo può andare bene anche per casi molto più normali! Ecco un video dove spiego con tre aneddoti in cosa consista il ruolo dello psicologo

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.