Ansia da primo appuntamento... come superarla? - Psicologo Milano
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Ansia da primo appuntamento… come superarla?

ansia primo appuntamento

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ansia appuntamentoUn famoso portale di incontri mi ha chiesto di scrivere un articolo sul tema “ansia da primo appuntamento”.

Per una serie di motivi, la pubblicazione del mio lavoro non è andata a buon fine, condivido pertanto qui il lavoro che ho fatto, consapevole che non sia semplice parlare senza banalizzare troppo su questo tema.

 

Da un punto di vista psicologico, quali sono di solito i sentimenti  che proviamo prima del primo appuntamento?

Sono in gioco un’ampia gamma di emozioni, alcune delle quali tra loro contraddittorie: sentimenti positivi rimandano al piacere e alla gioia di incontrare finalmente la persona che abbiamo “adocchiato” o con cui ci siamo scambiati messaggi o fotografie, ma anche una certa quantità di ansia, spessa vissuta negativamente ma in realtà non necessariamente nemica alla “performance” che andremo a compiere.

L’ansia è normale perché non sappiamo cosa ci aspetta, non sappiamo che piega prenderà la situazione e siamo inevitabilmente esposti al giudizio che l’altra persona avrà di noi. Tuttavia questa quota di apprensione è potenzialmente nostra alleata: davanti a un qualcosa di sconosciuto ci rende vigili, ricettivi, pronti ad affrontare la situazione. Certo talvolta l’ansia diventa eccessiva, e allora ci paralizza: qui possono crearsi dei problemi.

 

Quali sono le paure legate al primo appuntamento

Di base uomini e donne sperimentano le stesse paure. Quella più frequente è legata all’esposizione al giudizio dell’altro, che può generare il timore di non piacere, di non essere sufficientemente interessanti/all’altezza oppure di dire o fare qualcosa di sbagliato. Queste paure sono molto diffuse e “fanno parte del gioco”, talvolta possono anche provocare nel nostro interlocutore una sorta di “tenerezza” anch’essa utile a stringere relazione.

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Alcuni consigli pratici per superare l’ansia del primo appuntamento

Come detto precedentemente una certa dose d’ansia è positiva, e sradicarla del tutto sarebbe a mio avviso controproducente. Il tentativo di controllare eccessivamente le nostre emozioni, d’altro canto, provoca spesso gli effetti opposti, perché può distrarci eccessivamente dal vivere il qui ed ora, e spostare le nostre energie mentali proprio nella direzione che invece cerchiamo di ridimensionare. Metterle a tacere, quindi, non è la strategia che suggerisco.

Occorre piuttosto concentrarsi su come – paradossalmente – potremmo peggiorare la nostra emotività, in modo da mettere a fuoco le cose da non fare. Allora la domanda da porsi è questa: “se volessi volontariamente e deliberatamente peggiorare la mia ansia e agitazione invece che migliorarla, cosa dovrei fare o non fare, dire o non dire, pensare o non pensare?”. Ognuno ovviamente troverà le sue risposte, di seguito quelle più frequenti in queste situazioni, che vanno quindi a costruire se rigirate in positivo alcune regole che è bene tenere a mente:

  1. Intrattenere un dialogo interno negativo. E’ uno dei principali “killer psicologici” che ci permette di peggiorare la nostra performance in poco tempo. Il dialogo interno è un termine psicologico che si riferisce al flusso di pensieri della nostra mente e alle cose che diciamo a noi stessi in risposta agli eventi della vita. I pensieri hanno un grande potere nell’influenzare le nostre emozioni. Continuare a ripetere mentalmente che qualcosa andrà male e chiedervi a ripetizione se state facendo una buona impressione, non potrà che alimentare la vostra ansia.
  2. Concentrarsi sui nostri difetti. E’ controproducente perché porta loro potere e ci fa sentire più inadeguati, meglio piuttosto allora individuate 2 qualità positive che possedete e spostate su quelle l’attenzione della vostra mente.Allontanatevi da pensieri limitanti (“sto rovinando tutto”, “gli piacerò?!”) e concentratevi su pensieri potenzianti (ad esempio, “sono una persona divertente e aperta, posso affrontare la situazione e divertirmi”). Questi ultimi pensieri contribuiranno ad abbassare la vostra apprensione.
  3. Sentirsi eccessivamente sotto esame. Ovviamente perpetrare questo stato mentale non fa altro che logorarci e farci arrivare senza energie all’appuntamento. Invece non siete lì solo per essere giudicati, ma anche per capire se l’altra persona fa al caso vostro.
  4. Ascoltare con attenzione i segnali provenienti dal corpo. Altra strategia solitamente perdente perché porta la persona a perdersi dentro se stessa scoprendo (e creando) sempre più segnali allarmanti e ansiogeni. In realtà, se il vostro corpo vi manda segnali d’ansia come tachicardia e sudorazione alle mani, sappiate che queste manifestazioni sono normali, e mettere troppo pensiero su questi aspetti non fa altro che gettare benzina sul fuoco.
  5. Sforzarsi di essere perfetti. La perfezione è soggettiva e deve essere più una meta verso la quale continuare a dirigersi che una caratteristica da ricercare a tutti costi nel presente. Oltretutto c’è da dire che qualche volta anche un appuntamento disastroso può aprire le porte ad una storia d’amore.

 

L’ansia di non piacere all’altra persona può portarci a mentire? Come possiamo evitarlo?

Spesso al primo appuntamento l’uomo e la donna possono dire qualche piccola bugia funzionale al mantenimento dell’autostima. Ad esempio gli uomini possono enfatizzare la loro posizione lavorativa, pensando che ciò li conduca a fare colpo. Le donne invece, più concentrate su una dimensione affettiva, possono tendere a minimizzare la sofferenza provata nelle precedenti relazioni. Bugie di altra natura sono destinate a venire a galla con il procedere della conoscenza, e possono compromettere la fiducia che l’altra persona vi ha accordato. Quando un rapporto occasionale si trasforma in rapporto d’amore, coprire i vostri punti deboli con bugie ad hoc non potrà che rendere più difficile la costruzione del legame di fiducia.

 

Gli argomenti di conversazione appropriati per sciogliere il ghiaccio durante il primo appuntamento

Non ci sono ricette precostituite. Mostratevi curiosi verso l’altra persona, nel qui e ora della relazione, e lasciate che lui o lei possa incuriosirsi a voi. Se esaurite gli argomenti, talvolta è anche meglio, perché potete sempre sorridere e soprattutto ascoltare cosa l’altra persona ha da dirci. Impariamo ad ascoltare e porre domande ancora prima di chiederci cosa sia intelligente da dire e cosa no.

Uno stato di ansia può influenzare l’inizio di una relazione? Se si in che modo?

Nei casi più gravi, la persona ha talmente paura di relazionarsi con gli altri che comincia ad attuare “condotte di evitamento” nei confronti degli stimoli temuti… semplicemente, per evitare di sperimentare la sintomatologia ansiosa, rinuncia in partenza a conoscere nuove persone significative dal punto di vista sentimentale. Ciò può generare un disagio non indifferente e lasciare inespressi alcuni bisogni di particolare importanza. In questi casi, rivolgersi ad uno psicologo può rappresentare una via per uscire da questa situazioni di impasse.
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Ci sono altri consigli, raccomandazioni o suggerimenti che vuole darci riguardo all’ansia da primo appuntamento?

In linea di massima il pensiero rischia di divenire nostro nemico, pertanto cercate di non pensate troppo a cosa fare. Meglio piuttosto fare, magari un passo alla volta, come suggerisco anche in questo video

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.