Disturbi alimentari Archivi - Psicologo Milano
31 luglio 2013

Disturbo da alimentazione incontrollata: quale approccio più efficace?

 

Approccio Breve Strategico vs approccio Cognitivo-Comportamentale per pazienti affetti da Disturbo da Alimentazione Incontrollata.

 

L’obesità, una delle problematiche mediche maggiormente rilevanti della nostra epoca, è spesso accompagnata da complicanze di ordine psicopatologico, quali il Disturbo da Alimentazione Incontrollata (Binge Eating Disorder, BED) caratterizzato dall’alternanza di periodi di digiuno e momenti in cui l’individuo si abbandona completamente al piacere delle abbuffate. Contrariamente a quanto avviene per la Bulimia Nervosa, l’assenza di condotte compensatorie (es. uso di lassativi, vomito autoindotto, ecc.) porta inevitabilmente il soggetto ad aumentare di peso.

29 luglio 2013
obesità

Ψ L’obesità

obesitàL'obesità: un quadro complessivo

Il termine "obesità" deriva dal latino "ob – edo", mangiare meno, ma un'analisi più attenta chiarisce meglio il sottile concetto. "Ob" indica “al di sotto”, vale a dire, mangiare senza saziarsi.
Viene definita come: condizione cronica, ad eziologia multifattoriale, caratterizzata da un aumento del peso corporeo per accumulo di tessuto adiposo, in misura tale da influire negativamente sullo stato di salute (OMS, 1997). La quantità di adipe non dovrebbe, infatti, superare il 19 % della massa corporea negli uomini ed il 22 % nelle donne: è possibile, quindi, parlare di obesità solo al di sopra di tali limiti. Diversi studiosi hanno, poi, proposto alcuni sistemi di classificazione basati sull’indice di massa corporea, permettendo l’individuazione di quattro gradi di obesità:
29 luglio 2013

Binge eating desorder e disturbi alimentari Non Altrimenti Specificati

Binge eating desorderUn’altra categoria dei disturbi dell’alimentazione inclusa nel DSM-IV, oltre alla Bulimia e all’Anoressia Nervosa, è quella dei Disturbi dell’alimentazione Non Altrimenti Specificati (NAS o EDNOS, nella terminologia inglese) la quale comprende l’insieme dei casi che non soddisfano i criteri di nessun altro specifico disturbo alimentare. Risulta, infatti, importante considerare, come entità clinicamente rilevanti, anche le sindromi parziali, che possono anticipare o far seguito ad una sindrome completa e sono accompagnati, solitamente, da significativa e manifesta sofferenza psichica (depressione, tentativi di suicidio, disturbi somatoformi).
29 luglio 2013

Ortoressia: l’ossessione di mangiare sano

ortoressiaOrtoressia

Mangiare cibi biologici, fare sport, non bere, non fumare sono tutte condotte tipiche di quello stile di vita esemplare che i media, a partire dagli anni ’90, hanno incessantemente promosso con campagne su salutismo, benessere, fitness e wellness.
La ricerca ossessiva di tale modus vivendi, tuttavia, può divenire un problema soprattutto per quanto concerne il rapporto col cibo: si inizia escludendo alcune macro categorie alimentari, come la carne o i cibi di origine vegetale, per poi giungere a frequentare solo supermercati specializzati, fare propri esclusivamente regimi nutrizionali alternativi (Macrobiotica, Veganismo, Crudismo, etc.) ed avanzare, quindi, una crociata contro il cibo sospettato di essere inquinato, industriale, nemico, sviluppando, così, una vera e propria patologia: l'Ortoressia.
Il termine Ortoressia deriva da greco “orthos”, ossia “giusto” e “orexis”, ovvero “appetito”, ed indica l’ossessione psicologica per il mangiare sano;
29 luglio 2013

Drunkoressia

drunkoressiaDrunkoressia


Dint’ ‘a butteglia
N’atu rito ‘e vino è rimasto…

Embè

Che fa m’ ‘o guardo?
M’ ‘otengo a mente e dico:

“me l’astipo

e dimane m’ ‘o bevo?”

Dimane nun esiste.
E ‘o juorno prima

Siccome se n’è gghiuto,
manco esiste.

Esiste sulamente stu momento
‘e chisto rito ‘e vino int’ ‘a butteglia.
E che faccio, m’ ‘opperdo?

Che ne parlammo a ffa!

Si m’ ‘o perdesse

Manc’ ‘a butteglia me perdunnarrìa.
E allora bevo….
E chistu surz’ ‘e vino

Vence ‘a partita cu l’eternità!
 
Eduardo de FILIPPO

29 luglio 2013

I numeri dei disturbi alimentari

epidemiologia disturbi alimentariL'epidemiologia dei disturbi alimentari

Negli ultimi anni sono stati numerosi gli studi che hanno mostrato gli elevati tassi di prevalenza dell’anoressia e della bulimia nella maggior parte dei paesi occidentali, nonché la presenza pervasiva, soprattutto fra gli adolescenti, di fattori aspecifici che possono considerarsi predisponenti allo sviluppo di questi disturbi, come il desiderio di dimagrire, l’insoddisfazione per il proprio peso corporeo e la propria immagine, il frequente ricorso a diete, il valore estetico della magrezza, ecc (Speranza, 1998).
Negli ultimi venti anni, anche se le rilevazioni non sono chiare per via dei diversi criteri diagnostici utilizzati, è apparso evidente un aumento notevole dei disturbi alimentari. Gli studi degli anni ‘70 negli Stati Uniti e in Europa rilevavano una prevalenza dello 0.5-0.6% per l’anoressia e del 2% per la bulimia nella popolazione a rischio.
29 luglio 2013

Problemi alimentari e abusi emozionali

cibo emozioniCibo ed emozioni

Il concetto di abuso emozionale è di difficile definizione, in quanto tale forma di abuso non è caratterizzato da un comportamento specifico da parte del soggetto abusante, ma la definizione tende a dipendere dalla percezione da parte della vittima degli intenti e dei pensieri del perpetratore (Waller et al., 2007). In termini generali l’abuso emozionale “si riferisce a persistenti  maltrattamenti emotivi e atteggiamenti di rifiuto e denigrazione che determinano conseguenze negative sullo sviluppo affettivo e comportamentale. Tale categoria dovrebbe essere utilizzata quando si presenta da sola o è prevalente, dato che tutte le altre forme, in qualche modo, la comprendono.” (Di Blasio, 2000).
29 luglio 2013

Abuso infantile, Disturbo di personalità borderline e problemi alimentari

E’ ormai ampiamente noto come esperienze traumatiche infantili ripetute determinino un’enorme varietà di conseguenze psicologiche negative nell’età adulta. Tali conseguenze comprendono differenti difficoltà sul piano sociale ed interpersonale, nonché numerosi disturbi psichiatrici.  Tra le più comuni conseguenze è possibile riscontrare i disturbi del comportamento alimentare (Duran et al., 2004; Heim & Nemeroff, 2001; Kendler, Kuhn, & Prescott, 2004; Roy, 2002; Schechter et al., 2000), nonché il disturbo di personalità borderline (BPD), un Disturbo della Personalità caratterizzato da instabilità nelle relazioni interpersonali, nell’immagine di sé e nelle relazioni affettive, e da impulsività elevata (Sansone & Sansone, 2006).
29 luglio 2013

Problemi alimentari e traumi infantili

traumi infanzia alimentazionePTSD e alimentazione

Pubblico con piacere un articolo di Francesco Panzeri, in cui si evidenza un'interessante correlazione tra il disturbo post-traumatico da stress e le problematiche legate all'alimentazione. In particolare trovo utile mettere l'accento sul processo per cui la condotta alimentare viene vista come aiuto dell'individuo per gestire parte delle emozioni negative derivanti dal trauma stesso.
Buona lettura
Luca Mazzucchelli

Negli ultimi anni numerosi clinici e ricercatori hanno posto l’attenzione sugli effetti che i traumi precoci possono avere sullo sviluppo di varie forme di psicopatologia in età adulta e adolescenziale, tra le quali i disturbi del comportamento alimentare. L’esperienza clinica ha portato molti studiosi ad interrogarsi sulla frequenza con cui si rilevano eventi traumatici di natura sessuale, fisica o psicologica nei pazienti che hanno sviluppato una patologia anoressico-bulimica.
29 luglio 2013

Bigoressia

bigoressiaLa bigoressia

Tra gli ormai innumerevoli mali dell’ultimo secolo, in cui culto e percezione del corpo assumono importanza rilevante, oltre ad Anoressia Nervosa e Bulimia Nervosa, è il caso di aggiungerne altri, non meno importanti e preoccupanti. Tra questi la BIGORESSIA.

Tale termine medico trova la sua origine etimologica nell’inglese “big” = grande e nel latino “orex” = appetito, ad indicare la “fame di grossezza”, ovvero il desiderio di possedere un corpo sempre più muscoloso e asciutto, il tutto accompagnato da cronica insoddisfazione per il proprio aspetto fisico e ossessivo timore di perdere il proprio stato di “perfetta” forma fisica, raggiunta in seguito ad anni di duro allenamento, diete e sacrifici.

29 luglio 2013

√ La questione femminile

ruolo donna disturbi alimentariIl ruolo della donna e i disturbi alimentari

Nonostante siano in netto aumento i casi di maschi che soffrono di disturbi alimentari, questa patologia colpisce soprattutto le donne.

Dato che, negli articoli precedenti, Alessia Besana ha evidenziato un legame tra questi disturbi e gli aspetti sociali caratteristici di una determinata epoca, oggi ci soffermiamo su uno dei motivi del progressivo e recente aumento di queste patologie: il ruolo che oggi si attribuisce alla donna.
Buona lettura
Luca Mazzucchelli

L’anoressia e la bulimia sono patologie in cui il processo d’integrazione dell’identità “devia da un progetto psicologicamente e culturalmente adeguato” (Confalonieri, Gavazzi, 2002) per seguire un percorso d’insicurezza che riflette non solo caratteristiche individuali,