Che cosa le persone anziane possono insegnare ai giovani su come imparare - Psicologo Milano
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Che cosa le persone anziane possono insegnare ai giovani su come imparare

psicologia anziani e giovani

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Raramente le persone anziane superano i giovani in compiti di apprendimento.

Eppure una nuova ricerca (Metcalfe et al., 2015), pubblicata sulla rivista Psychological Science, mostra che i soggetti anziani hanno performance migliori rispetto ai giovani quando si tratta di correggere errori fatti precedentemente.

Due degli autori dello studio, Janet Metcalfe e David Friedman della Columbia University, hanno commentato: “Il risultato principale della ricerca è che ci sono alcune cose che gli anziani possono apprendere molto bene, anche meglio dei giovani. Una di queste è correggere i loro errori. Vi è uno stereotipo negativo riguardo le capacità cognitive degli anziani, ma la nostra ricerca indica che la realtà potrebbe essere diversa…”.

Forse con l’età si impara l’umiltà quando si tratta di memoria.

I ricercatori erano interessati ad analizzare un fenomeno noto come “effetto di ipercorrezione”.

Secondo questo effetto, quando le persone sono molto convinte di una risposta che si rivela poi essere sbagliata, tendono ad apprendere la correzione, mentre quando sono inizialmente incerti della risposta sono meno capaci di memorizzare la correzione.

Precedenti ricerche hanno dimostrato che tale effetto è robusto in studenti universitari e nei bambini, mentre sembra non essere così forte negli anziani. Ciò potrebbe essere dovuto al fatto che gli anziani non sono bravi a correggere nemmeno gli errori “ad alta fiducia”, oppure al fatto che essi sono migliori dei giovani a correggere anche quelli “a bassa fiducia”.

I ricercatori hanno voluto mettere alla prova queste due possibilità.

Hanno reclutato un campione formato da soggetti giovani (età media 24 anni) e soggetti anziani (età media 74 anni). Ai partecipanti sono state sottoposte una serie di domande di cultura generale (ad esempio, “In quale città antica si trovano i giardini pensili?”). I soggetti dovevano rispondere alle domande e specificare quanto fossero sicuri delle loro risposte su una scala a 7 punti. Dopo aver fornito le risposte corrette (ad esempio, Babilonia), una selezione di domande venivano risomministrate al fine di valutare la capacità dei partecipanti di apprendere dai loro errori.

I risultati sono stati i seguenti:

  • In generale, gli anziani erano migliori a rispondere alle domande di cultura generale;
  • gli anziani avevano corretto complessivamente più errori rispetto ai giovani, indicando una maggior capacità nell’aggiornare le vecchie conoscenze con nuove informazioni;
  • più nello specifico, i giovani erano propensi ad imparare solo dalle risposte sbagliate su cui precedentemente erano certi di aver dato la risposta corretta (“errori ad alta fiducia”). Gli anziani, invece, erano anche più capaci di imparare dalle risposte su cui precedentemente erano meno convinti (“errori a bassa fiducia”).

Globalmente, questi risultati indicano che gli anziani sarebbero meno sensibili all’effetto di ipercorrezione rispetto ai giovani in quanto più capaci di correggere anche gli errori a bassa fiducia.

Rilevazioni dell’attività cerebrale tramite potenziali evocati hanno svelato che i risultati potrebbero essere riconducibili al modo in cui le persone anziane prestano attenzione. Infatti, essi erano maggiormente in grado di mobilitare le loro risorse attentive per imparare le risposte vere a prescindere dalla loro fiducia originale.“Gli anziani si preoccupano molto della verità, non vogliono fare errori e reclutano la loro attenzione per farlo bene”, hanno commentato Metcalfe e Friedman. “Le persone più anziane dovrebbero essere rincuorate dai nostri risultati, ma tutti noi invecchiamo dunque anche le persone giovani dovrebbero gioire delle conclusioni a cui siamo arrivati”.

 

Vai alla fonte in lingua originale

 

Una nuova ricerca pubblicata nel 2015 sulla rivista Psychological Science sfida lo stereotipo secondo cui le persone anziane avrebbero sempre performance più scarse rispetto a persone giovani in compiti di apprendimento.

I risultati dello studio mostrano che gli anziani (età media 74 anni), in un test di cultura generale, avevano un’abilità maggiore rispetto ai partecipanti giovani (età media 24 anni) nel correggere risposte precedentemente errate, indicando maggiori capacità nell’aggiornare le conoscenze esistenti con nuove informazioni e una certa umiltà (molto funzionale) quando si tratta di memoria.

Per i dettagli non vi resta che leggere lo studio, di cui riporto un riassunto.

Rimanendo in argomento “seniors” e dintorni, potrebbero interessarvi anche: 10 suggerimenti che le persone di mezza età dovrebbero seguire per essere felici e Problemi cognitivi in età avanzata: le attività quotidiane che riducono il rischio di svilupparli.

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.