Definire i tuoi obiettivi - Psicologo Milano
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Definire i tuoi obiettivi

definire obiettivi6 strategie per definire i propri obiettivi

Può sembrare un compito banale, ma in terapia ci si rende conto facilmente di quanto sia complesso definire in maniera chiara gli obiettivi da raggiungere.
Quando domando alle persone cosa si aspettano di raggiungere durante il percorso psicologico, spesso rispondono in maniera banale concentrandosi sulla "semplice" eliminazione del problema.
Cercherò di spiegarmi meglio con un esempio che racconta le molteplici modalità che le persone utilizzano per definire i loro obiettivi. Immaginiamo una persona che prova paura a entrare in relazione con le altre persone: ecco 6 sistemi utilizzabili per esprimere gli obiettivi in forma sostanzialmente diversa.

definire obiettivi6 strategie per definire i propri obiettivi

Può sembrare un compito banale, ma in terapia ci si rende conto facilmente di quanto sia complesso definire in maniera chiara gli obiettivi da raggiungere.
Quando domando alle persone cosa si aspettano di raggiungere durante il percorso psicologico, spesso rispondono in maniera banale concentrandosi sulla “semplice” eliminazione del problema.
Cercherò di spiegarmi meglio con un esempio che racconta le molteplici modalità che le persone utilizzano per definire i loro obiettivi. Immaginiamo una persona che prova paura a entrare in relazione con le altre persone: ecco 6 sistemi utilizzabili per esprimere gli obiettivi in forma sostanzialmente diversa.
1) La negazione del problema vissuto: “Non voglio più avere paura a relazionarmi con gli altri“.
Queste persone non definiscono un vero e proprio obi, ma si limitano ad affermare ciò che non vogliono succeda. Questa modalità di pensiero, oltretutto, concentra l’attenzione sul problema rendendo più difficile il trovare la via di uscita dalla situazione fastidiosa.

2) Definirsi all’estremo opposto del problema vissuto: “Voglio sentirmi sicuro di me quando sto con gli altri”. E’ una modalità in cui c’è un miglioramento ma si resta comunque in una situazione dove c’è un continuo confronto con la situazione vissuta problematica.

3) Prendere in prestito un riferimento esterno: “Voglio stare in mezzo alla gente come se fossi Steve Jobs“. Se è vero che si esce dal mecanismo della negazione e della polarizzazione all’estremo opposto, è anche da considerare che spesso questi esempi sono considerati troppo lontani e irraggiungibili, scoraggiando la persona a perseguirli oppure creando aspettative esagerate.

4) Individuare una serie di caratteristiche chiave: “Voglio essere spigliato, disinvolto e sicuro di me stesso“. Direi che qui c’è già un bel passo avanti rispetto alla primissima definizione dell’obiettivo. Però è anche vero che una persona in questo caso potrà comprendere con grande chiarezza cosa le serve, ma non per questo si sentirà in grado di raggiungere queste caratteristiche.

5) Stabilire un risultato derivante da caratteristiche che già possediamo: “Voglio essere più sciolto e sereno quando mi relaziono con gli altri“. Si continua pertanto ad avere ciò che già si ha, solo in maniera maggiore.

Una nuova strategia per definire gli obiettivi, molto potente ed innovativa è quella di usare la tecnica del “come se”.
Consiste nel porci questa domanda: Come mi sentirei se avessi già raggiunto lo stato agognato?

In effetti è più difficile definire gli obiettivi quando siamo immersi in una situazione problematica e angosciante. Spesso anzi questo aspetto è parte del problema stesso, rendendo complessa la nascita di processi creativi e risolutivi. Con la strategia del “come se” si distoglie l’attenzione dallo stato problematico e ci si muove nella direzione dello stato desiderato.
Per tornare allora all’esempio di prima “se avessi già raggiunto lo stato desiderato mi sentirei competente e a mio agio davanti alle persone quando le frequento”.

Non credo ci sia una strategia più utile di altre nel definire gli obiettivi, ma usare queste 6 procedure tutte assieme certamente aumenta la nostra capacità di capire cosa vogliamo raggiungere davanti a un problema.

Ecco allora una serie di domande da porci per definire il nostro obiettivo

Quale stato problematico voglio cambiare?

Definisci ora l’obiettivo adottando tutte e 6 le strategie sopra descritte

1) negando lo stato problematico:
Voglio smettere di _________________

2) Identificando la polarità dello stato problematico:
invece di ___________ Voglio  piuttosto_______________

3) pensando a un modello esterno:
Voglio agire o essere come  ___________________

4) cercando di definire caratteristiche chiave dello stato desiderato:
Voglio incarnare le caratteristiche di __________________

5) Ampliando risorse già esistenti:
Voglio essere più _________________________

6) agendo “come se”:
Se avessi già raggiunto lo stato desiderato, ora sarei _____________

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Luca Mazzucchelli

 

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.