Lo strano caso del depresso assassino - Psicologo Milano
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26 luglio 2013
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Lo strano caso del depresso assassino

Lo strano caso del depresso assassino

Per favore, leggete questa premessa!
Voglio contestare qui il fatto che ogni evento di cronaca compiuto da chi ha disturbi mentali sia da attribuire alla "depressione". Ma con questo non voglio dire che la depressione non esista. La depressione esiste, è una malattia vera, caratterizzata da una profonda sofferenza interiore e da alterazioni biochimiche del cervello ed è diversa dalla "semplice" crisi che chiunque di noi può sperimentare nel corso della vita.
La depressione si può curare efficacemente, non la si deve considerare come una condanna, né si deve pensare che si debba guarire da soli con la forza di volontà e con l'amore dei nostri cari. Pensare che basti sforzarsi per stare bene è un pericoloso errore, perchè un depresso non ha le forze per tirarsi su: è la malattia che gliele ha tolte, non è lui che è svogliato.
Sperando di essere stata chiara, veniamo al dunque.

Lo strano caso del depresso assassino

Per favore, leggete questa premessa!
Voglio contestare qui il fatto che ogni evento di cronaca compiuto da chi ha disturbi mentali sia da attribuire alla “depressione”. Ma con questo non voglio dire che la depressione non esista. La depressione esiste, è una malattia vera, caratterizzata da una profonda sofferenza interiore e da alterazioni biochimiche del cervello ed è diversa dalla “semplice” crisi che chiunque di noi può sperimentare nel corso della vita.
La depressione si può curare efficacemente, non la si deve considerare come una condanna, né si deve pensare che si debba guarire da soli con la forza di volontà e con l’amore dei nostri cari. Pensare che basti sforzarsi per stare bene è un pericoloso errore, perchè un depresso non ha le forze per tirarsi su: è la malattia che gliele ha tolte, non è lui che è svogliato.
Sperando di essere stata chiara, veniamo al dunque.
 
Quanto c’entra la moda?
Fatta questa doverosa premessa… posso dirlo? A me pare che anche noi professionisti “psico-qualcosa” dobbiamo fare i conti con la moda. Non quella dei vestiti: quella dei vocaboli.
Tempo fa nel linguaggio comune era tutto un parlare di “panico”. E improvvisamente nessuno parlava più di ansia o di angoscia: soffrivano tutti di panico.
Poi si è scoperto il termine “anoressia”. E tutte le ragazze un po’ più magre della media erano automaticamente delle anoressiche.
Anni e anni prima era stato il turno del famigerato “esaurimento nervoso”: meravigliosa acrobazia linguistica del tutto assente nel linguaggio scientifico. Non ci crederete, ma nessun testo moderno annovera tra le malattie mentali l’esaurimento nervoso. Se ne parlava nei discorsi dei non addetti ai lavori per definire, in modo generico, ogni condizione di forte sofferenza psicologica. Adesso tutt’al più resiste il modo di dire “Sono un po’ esaurito”. Che significa più o meno “Sono in un periodo di particolare stress”, o “Sono particolarmente in crisi”.
Ora è il momento della depressione: e vai con la parolina magica a ogni fattaccio di cronaca. Ma possibile che ogni volta che un delitto è commesso da una persona che ha problemi psichici salti fuori che “soffriva di depressione”? Possibile che fino a qualche anno fa i fatti di cronaca raccapriccianti ci fossero lo stesso ma che nessuno fosse depresso?
 
Il mio sospetto: “depressione” = ogni forma di disturbo psichico.
Non potrò mai confermare il mio sospetto, ovviamente, perché i dati clinici dei pazienti non sono pubblici. Ma ho la forte sensazione che in questo periodo si adoperi la parola “depressione” per definire qualunque forma di disagio mentale. Abbiamo forse trovato il vocabolo che prenderà il posto dell'”esaurimento nervoso”?
Chiariamoci bene. Come ho detto nella premessa, non sto dicendo che la depressione non esista. Qui sto dicendo un’altra cosa: che una volta scoperta una parola che “funziona” sembra che scatti la tentazione di tirarla fuori in ogni momento. Anche a sproposito.
E se parlare di depressione è un bene, parlarne in modo inesatto non lo è.
 
OK, allora dicci cos’è la vera depressione!
Come ho detto nella presentazione di questo sito, qui non voglio fare un prontuario di psicopatologia. Quindi insisto: senza uno specialista potete e dovete restare sull’ipotetico.
A grandi, grandissime linee considerate questi segnali come qualcosa per cui conviene chiarirsi le idee con uno specialista:
– un grosso calo dell’umore che dura da molto tempo;
– un notevole calo di energie che dura da molto tempo;
– dei problemi del sonno che durano da molto tempo;
– un marcato calo di interesse, che dura da molto tempo, per le cose che normalmente piacciono.
Attenzione: questi segnali non significano che si soffra di depressione. Possono dipendere da moltissime altre cause. Quindi – e scusate se insisto su questo punto, ma è proprio opportuno – non concludete che si tratta certamente di depressione in base a questi pochi segnali. Sono solo alcuni indizi. Per fare una diagnosi ce ne vogliono molti altri: dunque, parlatene con un esperto.
 

Per gentile concessione della Dott.ssa Silvia Bianconcini www.psicologia-imola.it

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.