5 domande che potrebbero cambiarti la vita - Psicologo Milano
coppia sana
50 caratteristiche di una relazione d’amore sana
21 settembre 2014
volersi bene
3 modi per prendersi cura di se stessi dopo la fine di una relazione
26 settembre 2014
Mostra tutto

5 domande che potrebbero cambiarti la vita

la giusta domanda

 question mark in the sky

“La domanda giusta può fare la differenza”

Che effetto può avere una semplice domanda? Se è quella giusta, può cambiarvi la vita.

Warren Berger, autore del libro “A more beautiful question” ha condotto una ricerca sul potere degli interrogativi e ha scoperto che alcune domande, poste agli altri ma soprattutto a se stessi, possono contribuire a realizzare grandi imprese, dall’aiutare a superare delle paure, a facilitare la presa di decisioni difficili o scelte importanti nella vita.

Ma perché le domande sono così potenti?

Innanzitutto perché, quando formuliamo quesiti, cominciamo già a organizzare il nostro pensiero intorno a ciò che non sappiamo. Il solo porsi una domanda è il primo passo verso l’apprendimento di qualcosa di nuovo o verso la risoluzione di un problema. Inoltre, fare domande è anche associato ad una modalità di pensiero definito “divergente”, che attinge dalla nostra creatività. Infine, ci sono evidenze che mostrano come le domande aumentino la motivazione, in quanto spronano ad andare alla ricerca di una risposta.

Certamente, alcune domande sono più incisive di altre. Berger, durante la sua ricerca, ha intervistato molte persone di successo (manager, grandi pensatori, innovatori) e ha chiesto loro di condividere le domande che ritenevano avessero avuto un ruolo determinante nel loro successo.

Ecco qui 5 domande: ciascuna è disegnata per approfondire un aspetto specifico della vita.

1. Qual è la mia “pallina da tennis”?

Questa domanda è stata posta da Drew Houston, fondatore di Dropbox agli studenti del MIT lo scorso anno durante il discorso di apertura dell’anno accademico.

È un modo più simpatico di chiedersi “Cosa mi interessa realmente?”. Houston ha spiegato nel suo discorso: “Le persone che hanno più successo sono quelle più infervorate nel risolvere le loro questioni, i loro dubbi, le loro curiosità. Mi ricordano un cane che tiene stretta tra i denti una pallina da tennis”. Houston ha suggerito che per aumentare le possibilità di felicità e successo occorre proprio “trovare la propria pallina da tennis”, da inseguire e tenere stretta tra i denti.

Come trovare la propria pallina da afferrare e non mollare più? La dott.ssa Carol Adrienne consiglia di prestare attenzione ai comportamenti più usuali e a tutto ciò che si fa senza pensare, per esempio “quando siete in una libreria, quale area guardate?”. Un altro suggerimento proposto da Eric Maisel, psicoterapeuta, è pensare a quello che si amava fare da piccoli: “Le cose che abbiamo amato da bambini, probabilmente sono le cose che amiamo e ameremo sempre.” Il consiglio è quello di scrivere una lista delle attività e degli interessi dell’infanzia per vedere quali sono rimasti nel presente. Una volta trovati, il quesito successivo da porsi è “Come posso unire i miei interessi (la mia pallina da tennis) con la vita di tutti i giorni?”.

2. A cosa sono grato oggi?

Molto spesso il nostro sguardo si focalizza su quello che ci manca nella vita: perchè non guadagno di più? Perché non ho un lavoro migliore? Perché non ho una casa più bella? Queste domande portano a dare per scontato tutto quello che già possediamo e che abbiamo guadagnato duramente. Un domanda fondamentale da porsi se si vuole aumentare vertiginosamente le proprie chance di essere felici e accaparrarsi energie positive è la seguente: “A che cosa sono grato oggi?”.“La gratitudine è una scorciatoia per la felicità” ha riferito il regista Roko Belic, in riferimento al suo documentario Felicità (girato nel 2011) nel quale è andato alla ricerca delle cose che rendono più felici le persone. La stessa conclusione è stata raggiunta dal Professore di Harvad Tal Ben-Shahar, che reputa fondamentale coltivare l’abitudine di ringraziare alla fine della giornata. Il Professore suggerisce in particolare l’uso di un “diario della gratitudine”, al cui interno appuntare ciò di cui si è grati quotidianamente. Le persone che sanno ringraziare non solo sono più felici, ma hanno anche più successo e raggiungono un maggior numero di obiettivi.

3. Che cosa potrei fare se sapessi di non poter fallire?

Questa domanda fu proposta per la prima volta dal pastore americano Robert Schuller nei suoi sermoni, circa tre decenni fa. Attualmente è molto popolare tra coloro che lavorano nella Silicon Valley, un’area a sud di San Francisco con una forte concentrazione di aziende informatiche e produttori di software che ogni giorno assumono rischi molto costosi. Recentemente è stata riproposta da Regina Dugan, celebre manager americana, come strumento fondamentale per aiutare le persone a superare la paura di fallire, e far sì che “le cose impossibili diventino improvvisamente possibili”. Come può questa domanda aiutarci a sconfiggere una paura? L’effetto è dovuto al potere della frase ipotetica “che cosa potrei fare se…”, che ci permette di passare temporaneamente dalla realtà ad un nuovo mondo, visto attraverso lenti differenti. Chiedendosi “Cosa potrei fare se sapessi di non poter fallire?”, si crea un spazio mentale nel quale il fallimento non viene contemplato, e ciò permette di pensare alle possibilità più ambiziose e fare luce su punti che probabilmente non avremmo mai identificato in altro modo. Certamente, ad un certo punto occorre ritornare al mondo reale, dove fallire è possibile e le ambizioni devono essere riviste. Tuttavia, il focus principale della domanda è quello di permettervi di cominciare a pensare in grande.

4. Quale piccolo cambiamento posso fare?

Se desiderate fare grandi cambiamenti nella vostra vita, partite da cose piccole. Caroline Arnold, broker di Wall Street e autrice del libro “Piccoli passi, grandi cambiamenti”, sostiene che se ci si focalizza su “micro cambiamenti” si hanno molte più probabilità di migliorare la propria vita. Nel testo, Arnold riporta un esempio semplice ma molto efficace. Quando ha deciso di dimagrire, ha cominciato facendo una piccola modifica nel suo comportamento: piuttosto che prendere l’autobus, ha iniziato a camminare. Ha cominciato facendolo una solo volta a settimana, il lunedì. Piano piano, l’abitudine del lunedì si è estesa e, attualmente, cammina tutti i giorni, con ricadute molto positive sulla sua forma fisica. Perché non cominciare subito a camminare tutti i giorni? Perchè partire immediatamente con standard elevati aumenta la possibilità di non raggiungere il risultato desiderato. Resistete alla tentazione di volere cambiare subito troppo e troppo velocemente. Cominciate invece chiedendovi “Quale piccolo cambiamento posso fare?”

5. Cosa ha reso la mia storia più bella?

La vita è piena di scelte: prendo questo sentiero o quell’altro?

Secondo lo scrittore John Hagel, quando state per intraprendere una strada, è bene che vi poniate la seguente domanda: “Guardando indietro di cinque anni, quali sono gli elementi che hanno reso la mia storia di vita più bella e più ricca?”. Analizzando gli elementi passati che hanno contribuito a migliorare la propria vita, è possibile comprendere in che direzione sia più opportuno dirigersi e scegliere con maggior sicurezza la nuova strada da intraprendere. Come Hagel ha affermato “Nessuno rimpiangerà di aver preso il sentiero che conduce a una storia migliore”.

Vai alla fonte in lingua originale

 

Gli interrogativi che ci vengono posti dagli altri, ma soprattutto che poniamo a noi stessi, possono avere un potere enorme sulle nostre vite.

Le domande giuste possono mettere in discussione i propri limiti, ridefinire le proprie convinzioni, aiutare a superare paure radicate e arricchire il proprio punto di vista.

Vi presento in questo articolo 5 domande che hanno contribuito a cambiare la vita di persone di successo. Provate a porvele, ma non abbiate fretta di rispondere: per farlo occorre una ricerca dentro se stessi giorno dopo giorno.

Il motivo per cui vi propongo questo articolo è che, a mio avviso, oggi tendiamo a concentrarci eccessivamente sulle risposte, mentre il vero processo di cambiamento parte proprio dalle domande, in particolare dal porsi domande diverse. Chiedersi cose diverse conduce a risposte differenti che aprono prospettive inaspettate e di grande valore dal punto di vista psicologico.

Agli interessati sul tema, infine, un video che credo possa fornire alcuni ulteriori spunti su come vivere al meglio la propria vita, e che parla dei rimpianti più frequentemente riportati da persone in punto di morte.

 

 

Commenti
Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.