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Felicità: 10 recentissimi studi psicologici da conoscere

felicità

Vi riporto di seguito i miei 10 studi psicologici preferiti sulla felicità, tratti dalle più recenti scoperte scientifiche.

1. La felicità si propaga per tutto il corpo

A differenza dei pensieri, le emozioni non vivono solamente nella mente ma sono anche associate a sensazioni corporee. Uno studio recente (Nummenmaa et al., 2013), per la prima volta, ha analizzato le sensazioni corporee prodotte dalle diverse emozioni (…). I ricercatori finlandesi hanno indotto emozioni diverse in 701 partecipanti e questo ha permesso loro di colorare mappe corporee nelle quali, a seconda dell’emozione, si osserva un incremento o una diminuzione dell’attività sanguigna.

Ecco le mappe corporee delle 6 emozioni di base: il colore giallo indica alti livelli di attività, il rosso medi livelli di attività, il colore nero è neutrale mentre il blu indica i livelli di attivazione più bassi.

basic_emotions

È interessante notare come la felicità sia l’unica emozione che comporta l’attivazione di tutto il corpo, comprese le gambe. L’attivazione a livello degli arti inferiori è stata spiegata con l’ipotesi che le persone felici sono potenzialmente pronte ad intraprendere qualsiasi tipo di azione e, addirittura, a fare qualcosa di assurdo….

2. La felicità modifica il nostro codice genetico

La felicità non solo ci fa sentire bene da un punto di vista psicologico, ma anche il corpo ne trae beneficio e addirittura il nostro codice genetico.

Uno studio recente (Fredrickson et al., 2013) ha esaminato l’espressione genica all’interno delle cellule responsabili della difesa dell’organismo contro le patologie infettive e ha rilevato che, nelle persone che sperimentano elevati livelli di felicità, vi è una forte espressione di anticorpi e geni antivirali. Fare bene e sentirsi bene ci rende felici, e tutto questo non fa altro che apportare beneficio anche a livello genetico

 

3. Le persone sono più felici quando fanno “la cosa giusta”

Cosa è successo alla felicità delle persone di tutto il mondo quando hanno avuto a che fare con la crisi economica? Come hanno affrontato la perdita del lavoro, l’avere pochi soldi, il senso di disperazione e la mancanza di controllo su un incubo che non sembra avere fine?

Una delle possibile risposte è: alcuni si sono fatti forza insieme.

I dati ottenuti da 255 aree metropolitane degli Stati Uniti hanno mostrato che le comunità che cooperavano tra di loro (semplicemente facendo piccole cose per gli altri come il volontariato o aiutare i vicini) erano più felici (Helliwell et al., 2013). Il capitale sociale ha un effetto protettivo e positivo: le persone sono più felici quando fanno la “cosa giusta”.

 

4. Agire da estroversi aumenta la felicità (anche se si è introversi)

Una ricerca recente (Ching et al., 2014) ha suggerito che agire in maniera estroversa fa sentire le persone più felici. Lo studio parte da un sondaggio condotto su un amplissimo campione di persone provenienti da America, Venezuela, Filippine, Cina e Giappone. Ai partecipanti era chiesto di agire in maniera aperta e disinvolta per dieci minuti, successivamente veniva chiesto loro come si erano sentiti. I soggetti hanno riportato un livello molto elevato di emozioni positive nelle situazioni in cui sono stati estroversi e ciò valeva anche per i partecipanti più timidi e per coloro che di solito preferivano ingaggiarsi in attività solitarie.

5. La felicità dilaga nel web

Uno studio condotto da Coviello e colleghi (2014) ha rilevato che le emozioni comunicate online sono contagiose. Coviello e collaboratori hanno esaminato il contenuto emotivo di un miliardo di post su Facebook per due anni consecutivi. In particolare, è emerso che le emozioni positive si diffondono più velocemente e con maggiore impatto di quelle negative: i messaggi positivi sono più contagiosi.

 

6. Invecchiando cambia ciò che ci rende felici

Invecchiando le persone traggono più piacere dalle esperienze di ogni giorno. In un recente studio (Bhattacharjee & Mogilner, 2014) è stato domandato a un campione di 200 soggetti di un’età compresa tra i 19 e i 79 anni quali fossero le esperienze, sia “ordinarie” che “straordinarie”, che li avevano resi più felici nelle loro vite. Tutti i gruppi di età dello studio hanno dichiarato di ricavare piacere da entrambe le tipologie di esperienze, ordinarie e straordinarie. Tuttavia sono le persone più anziane che traggono maggior piacere dalle esperienze quotidiane: trascorrere il tempo con la loro famiglia, guardare il programma televisivo preferito o camminare nel parco. Le persone più giovani, invece, si definiscono in larga parte con esperienze di tipo straordinario.

 

7. Le persone materialiste sono meno felici

Uno studio recente (Tsang et al., 2014) ha rilevato che le persone materialiste si sentono globalmente meno felici. Il motivo per cui le persone materialiste sono meno felici è che essere focalizzati su ciò che si vuole avere, e che dunque adesso non si ha, rende più difficile apprezzare ciò che si ha già. Lo studio ha riportato le parole del filosofo greco Epicuro: “Non disprezzate quello che possedete; ricordatevi che quello che avete adesso, una volta era tra le cose che speravate di ottenere.” Per legge, tutte le carte di credito dovrebbero avere questa citazione stampata sul davanti in rosa fosforescente 😉

8. Felicità = relazioni

Lo studio condotto da Olsson e collaboratori (2012) ha osservato che le relazioni sociali rendono felici le persone molto più che il raggiungimento di risultati accademici. Le relazioni sociali durante l’infanzia e l’adolescenza sono associate ad una maggior felicità in età adulta, mentre molto più bassa è l’associazione tra felicità e ottimi risultati accademici. Sembra che tutte le educazione del mondo, puntando maggiormente sul successo scolastico che sulle relazioni amicali, non insegnino cosa significhi essere veramente felici 🙂

 

9. Gli obiettivi che conducono alla felicità

Sorprendentemente, le persone spesso sbagliano nel valutare quali obiettivi li renderanno felici. Una ricerca condotta da Rudd e colleghi (Rudd et al., 2014) ha suggerito che obiettivi concreti per la felicità funzionano decisamente meglio di obiettivi astratti. Muoversi verso obiettivi concreti, ad esempio “far sorridere qualcuno”, rende la persona molto più felice rispetto ad obiettivi astratti, ad esempio “rendere l’altro felice”. Pensando in modo concreto a quali sono i nostri obiettivi di felicità, possiamo ridurre la distanza tra aspettative e quello che sarà possibile ottenere.

 

10. I piaceri inaspettati dei momenti quotidiani

Le esperienze di tutti i giorni possono produrre una gioia inaspettata, come scoperto da un recente studio condotto da Zhang e collaboratori (2014). Nella ricerca è stato chiesto a 135 studenti di creare una “capsula del tempo” all’inizio dell’estate, all’interno della quale inserire: una conversazione recente, l’ultimo evento al quale avevano partecipato, un estratto di una lettera, le 3 canzoni preferite del periodo. Inoltre è stato chiesto loro di scrivere come si sarebbero sentiti quando avrebbero aperto la capsula tre mesi dopo. I risultati mostrano che, passata l’estate e aperta la capsula, gli studenti avevano significativamente sottostimato quanto sarebbero stati sorpresi, curiosi e felici nel ricordare il materiale inserito. Lo studio ha evidenziato come solitamente tendiamo a sottostimare il valore della felicità provata nelle situazioni di ogni giorno. Perché non fare una capsula del tempo oggi stesso?

Vai alla fonte in lingua originale

 

Torniamo a parlare di felicità, una delle parole della psicologia più usate ma anche più difficili da definire e da comprendere davvero.

Ne ho parlato in QUESTO articolo, dove cerco di delineare 10 ingredienti per vivere felici, e in QUEST’ALTRO, dove racconto ciò che i bambini possono insegnarci sulla felicità.

Oggi vi propongo una raccolta di 10 studi psicologici recentissimi che parlano delle ultime scoperte scientifiche su questo argomento.

Infine QUI potete trovare il mio video sui 5 maggiori rimpianti delle persone in punto di morte.. quale spunto più azzeccato per riflettere sul valore della felicità nel momento presente?

 

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.