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√ La funzione paterna

funzione paternaIl ruolo e i compiti della figura del padre

Negli articoli precedenti avevo già accennato che la funzione del padre ha un carattere simbolico e non biologico come invece, quella materna. In particolare si può sostenere che “non è possibile parlare di padre, se non in rapporto alla cultura” (Lo Castro, 1997): già all’epoca dei romani il padre veniva dimostrato dalle nozze, evento specificatamente culturale e sociale (Lo Castro, 1997) e ancora oggi, l’atto di cedere il proprio cognome al figlio rappresenta l’instaurazione di un legame di tipo sociale.

Freud ha lavorato ampiamente sulla funzione paterna e l’ha ricondotta al meccanismo edipico: il padre è colui che vieta il rapporto con la madre al figlio, ponendo quindi un divieto al godimento senza limite (Lo Castro, 1997). Il padre introduce “quell’elemento che fa cadere l’illusione di un accesso senza limiti al godimento. Quel limite che l’anoressia si sforza di tenere ben saldo e che la bulimia cerca disperatamente di stabilire” (Lo Castro, 1997).

funzione paternaIl ruolo e i compiti della figura del padre

Negli articoli precedenti avevo già accennato che la funzione del padre ha un carattere simbolico e non biologico come invece, quella materna. In particolare si può sostenere che “non è possibile parlare di padre, se non in rapporto alla cultura” (Lo Castro, 1997): già all’epoca dei romani il padre veniva dimostrato dalle nozze, evento specificatamente culturale e sociale (Lo Castro, 1997) e ancora oggi, l’atto di cedere il proprio cognome al figlio rappresenta l’instaurazione di un legame di tipo sociale.

Freud ha lavorato ampiamente sulla funzione paterna e l’ha ricondotta al meccanismo edipico: il padre è colui che vieta il rapporto con la madre al figlio, ponendo quindi un divieto al godimento senza limite (Lo Castro, 1997). Il padre introduce “quell’elemento che fa cadere l’illusione di un accesso senza limiti al godimento. Quel limite che l’anoressia si sforza di tenere ben saldo e che la bulimia cerca disperatamente di stabilire” (Lo Castro, 1997).

 

La funzione del padre è quella di mettere ordine nella relazione tra madre e figlio e di rappresentare la Legge all’interno della famiglia. Il Padre svolge due operazioni principali: innanzitutto limita il desiderio della madre, spostandolo su qualcuno che non sia il bambino e aprendo uno spazio al soggetto e, in secondo luogo, il Padre vieta l’incesto segnalando al bambino che deve cercare altrove il proprio oggetto d’amore. Il bambino è così introdotto alla legge regolatrice di ogni rapporto (Senin, 1997).

Il padre, pertanto, è fondamentale per il modo “con cui un soggetto entra a far parte di una gruppalità complessa staccandosi dall’essere puro evento biologico” (Maiocchi, 2009) e, inoltre, egli attribuisce un ordine a qualcosa altrimenti seguirebbe un corso libero (Lo Castro, 1997).

Di conseguenza la funzione del padre interviene ponendo un limite che è necessario affinché si possa instaurare un rapporto con l’Altro sapendo che le proprie pulsioni sono regolate e tenute a freno. Il padre ha quindi a che fare con il mondo dell’Altro che è, del resto, il mondo della cultura (Lo Castro, 1997). Come si è visto nell’articolo precedente, è questa funzione di limite che viene a mancare nell’epoca contemporanea, e gli effetti di questo fenomeno saranno analizzati in seguito.
Oltre a quella riguardante il limite, il padre deve svolgere la funzione di separatore della diade madre-figlio: vietando l’incesto egli diventa simbolo delle leggi morali e sociali (Brutti, Parlani, 1995) ed evita che il bambino venga sopraffatto dal desiderio della madre e che scompaia come soggetto (Senin, 1997).

Occorre notare due aspetti: in primo luogo, parlando di “funzione” paterna ci si riferisce a “un’istanza che non ha figura umana” (Senin, 1997) e questo significa che essa “può, in maniera indifferente, essere svolta sia da soggetti di sesso maschile che femminile” (Lo Castro, 1997). E’ sufficiente perciò che qualcuno rappresenti il simbolo della Legge anche quando il padre è assente mentre quando egli invece è presente “questo paradossalmente deve funzionare come se fosse mancante. Conviene che il padre reale sia sempre in difetto. Non deve incarnare la Legge, essere un tiranno […] non deve essere neanche un padre che terrorizza o un padre dal godimento sessuale senza limite”(Senin, 1997). In secondo luogo, la separazione che il padre compie della madre e del bambino non è di tipo “fisico”, ma ha a che fare con lo spazio che il padre ha nel discorso della madre. La funzione paterna non è quindi legata necessariamente alla presenza della figura del padre ma “appartiene al discorso della madre che lascia o no il posto a questa funzione, è lì dove le cose si giocano” (Maiocchi, 2009).

Lacan riprende il pensiero di Freud e propone un’ innovazione riguardante proprio la funzione paterna, da lui chiamata “Nome-del-Padre”. Il padre freudiano interviene in quanto Legge, proibizione edipica: per Lacan, invece, la funzione del padre non è riducibile solo all’aspetto della proibizione ma andrebbe integrata con l’elemento del desiderio. “Ciò che identifica il Padre, la sua vera funzione non è la proibizione ma di unire (e non di opporre) un desiderio con la Legge” (Lacan,1974): il padre, con Lacan, diventa quindi “supporto della Legge simbolica come tale, che è promozione del soggetto a livello del desiderio” (Maiocchi, 2007).

Da Freud a Lacan si assiste perciò a una modificazione di ciò in cui consiste la funzione paterna: da necessaria nel proibire l’incesto, a “rappresentante della Legge che permette il passaggio dal registro del bisogno a quello del desiderio” (Andolfi, 2001).

Il padre è quindi “ambasciatore della realtà, garante, mediatore, protettore, ma anche perturbatore, fattore di conflitto, ostacolo, creatore di limiti e di divieti” (Brusset, 1995); inoltre “è il guardiano del legame con il sociale e la cultura, il garante delle norme, della normatività, della genealogia e del nome” (Brusset, 1995).

Alessia Besana

BIBLIOGRAFIA

Andolfi M. (a cura di), Il padre ritrovato: alla ricerca di nuove dimensioni paterne in una prospettiva sistemico-relazionale, FrancoAngeli, Milano, 2001

Brusset B., Il padre negli stati limiti, in Aa.Vv. , La funzione paterna, Borla, Roma 1995

Brutti C., Parlani R.,Ritorno del padre?, in Aa. Vv., La funzione paterna, Roma, Borla, 1995

Lacan J.(1960), Sovversione del soggetto e dialettica del desiderio nell’inconscio freudiano, in Scritti, Torino, Einaudi, 1974

Lo Castro G., Cultura e padre, in “ABA news-trimestrale dell’associazione per lo studio e la ricerca sull’anoressia, la bulimia e i disordini alimentari”, annoV, N°18, 1997

Maiocchi M.T., lezione tenuta presso l’università Cattolica del Sacro Cuore, Milano, 26-03-‘09

Maiocchi M.T., Dal padre al nome, generare, separare, de-cidere, in Scabini E., Rossi G. (a cura di), Promuovere famiglia nella comunità, Milano, Vita e Pensiero, 2007 

Senin F., La funzione paterna in “ABA news-trimestrale dell’associazione per lo studio e la ricerca sull’anoressia, la bulimia e i disordini alimentari”, annoV, N°18, 1997

 

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.