I 5 più grandi rimpianti delle persone in punto di morte - Psicologo Milano
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I 5 più grandi rimpianti delle persone in punto di morte

Vi siete mai chiesti quale sarebbe il vostro più grande rimpianto se oggi fosse il vostro ultimo giorno di vita? Cosa vorreste aver fatto, cosa vi pentireste di non aver mai provato?

 

Bronnie Ware, un’infermiera australiana nella rete delle Cure Palliative per i malati terminali (…) ha riportato per anni le loro ultime parole e desideri in un blog intitolato “Inspiration and Chai” che ha avuto un seguito talmente grande da convincerla a scrivere un libro intitolato “I 5 più grandi rimpianti dei morenti”.

Il libro è stato anche tradotto in italiano ed è acquistabile qui: Vorrei averlo fatto. I cinque rimpianti più grandi di chi è alla fine della vita

(…) Molti temi comuni. Nessun accenno al non aver fatto più sesso o a non avere provato a fare sport estremi, ma il rimorso di non aver speso più tempo con la propria famiglia, coltivato le amicizie o cercato con più accortezza la via della felicità.

 

Questi i cinque più comuni rimpianti:

 

5. Vorrei essere stato capace di rendermi più felice.

“(…) Molti non si rendono conto, finché non è tardi, che la felicità è una scelta. Sono rimasti bloccati nelle loro abitudini e nella routine (…). La paura del cambiamento li fa fingere con gli altri e mentire a se stessi, convincendosi di essere contenti quando nel profondo, non desideravano che ridere a crepapelle e un po’ di infantilità nella loro vita”

 

4. Vorrei esser rimasto in contatto con i miei amici.

“(…) Molti erano così concentrati sulle proprie vite che hanno perso per strada delle amicizie d’oro nel corso degli anni. (…) Ognuno sente la mancanza dei propri amici quando sta morendo.”

 

3. Vorrei aver avuto il coraggio di esprimere i miei sentimenti.

“Molte persone sopprimono i loro sentimenti in modo da mantenere il quieto vivere con gli altri. Di conseguenza, si accontentano di un’esistenza mediocre e non diventano mai chi erano realmente in grado di divenire (…). ”

 

2. Vorrei non aver lavorato così duramente.

“Questo è venuto fuori da ogni paziente di sesso maschile che ho assistito. Si sono persi l’infanzia dei loro figli e la compagnia dei propri partner. (…) Tutti gli uomini che ho curato hanno rimpianto profondamente l’aver trascorso così tanto della loro esistenza a dedicarsi sfrenatamente al lavoro. ”

 

1. Vorrei aver avuto il coraggio di vivere una vita come volevo io, non quella che gli altri si aspettavano da me.

“Questo il rammarico più comune per tutti. Quando le persone si rendono conto che la loro vita è quasi finita e ripensano ad essa tirando le somme, è facile rendersi conto di quanti sogni sono rimasti insoddisfatti (…). La salute offre una libertà di cui in pochi si rendono conto, fino a quando non la perdono.”

 

Viviamo. Prima che sia troppo tardi.

 

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Luca Mazzucchelli – www.psicologo-milano.it‘s insight:

Quale sarebbe il vostro più grande rimpianto se oggi fosse l’ultimo giorno della vostra vita? Un’infermiera australiana di un ospedale specializzato in cure palliative ha raccolto le ultime parole dei malati di cui si è occupata in fase terminale. Ne risulta l’elenco che vi propongo, che a mio avviso racchiude alcuni suggerimenti semplici ma preziosissimi che spesso, purtroppo, perdiamo di vista….

See on www.newswiki.it

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.