I bulli del web: indentikit del fenomeno - Psicologo Milano
Il Fenomeno delle Baby Escort: cosa succede alle nostre figlie? Come possiamo intervenire?
12 novembre 2013
nomofobia
Dipendenza da cellulare: la nomofobia – intervista a DeejayTV
16 novembre 2013
Mostra tutto

I bulli del web: indentikit del fenomeno

(…) Il fenomeno, di per sé, è vecchio come il mondo. Ad essere inedite sono invece le modalità che offrono nuove possibilità di fare prepotenza: le generazioni del XXI secolo sono native digitali e a differenza di quelle del passato vivono immerse nella tecnologia e nella connettività. Così ai bulli di quartiere si affiancano i moderni cyberbulli che si muovono su piazze virtuali e incrociano vecchie dinamiche con l’uso delle nuove tecnologie.

(…) La diversità, rispetto al bullismo tradizionale, va cercata in alcune modalità che caratterizzano il cyberbullo: l’anonimato del molestatore che può procedere a rendere noto ad un ampio numero di persone l’atto di bullismo, la sua difficile reperibilità, l’indebolimento delle remore etiche per la possibilità che offre la Rete di essere online “un’altra persona”, l’assenza di limiti spazio-temporali.

(…) Un altro aspetto rilevato dalle casistiche prese in esame dalla polizia postale è la forte presenza femminile tra i bulli della Rete: il mondo reale sarebbe dominato dalla forza fisica, tipico appannaggio maschile, mentre nel Web regna il linguaggio, prerogativa femminile. Per le ragazze, la molla per le contese sul Web è spesso l’ambito sentimentale.

Ci aiuta a classificare le diverse tipologie di azioni aggressive commesse attraverso gli strumenti elettronici Luca Pisano, psicologo: «Spesso gli studenti partecipano a videogiochi online, al cui margine ci sono le chat. In realtà il vero gioco consiste nell’insultarsi reciprocamente, prendendo di mira una persona in particolare: si tratta del flaming. Quando gli attacchi sono ripetuti la pratica viene detta harassment (molestia). In questa evenienza, per lasciare i messaggi scortesi non vengono usate solo chat ma anche sms, e-mail, post su Facebook o tweet. In particolare, trattandosi di social network, l’esposizione diventa molto più ampia. Le molestie possono diventare anche particolarmente gravi, tanto da rischiare di trasformarsi in aggressioni reali, rientrando così nella categoria del cyberstalking. Un altro tipo di cyberbullismo è detto denigration, il fare gossip online. Questa pratica si realizza anche attraverso la creazione di gruppi mirati su Facebook.

C’è poi l’impersonation, ovvero impossessarsi in maniera fraudolenta dell’account di un coetaneo per entrarvi e sostituirsi ad esso, inviando al suo posto messaggi che lo mettano in cattiva luce o il trickering, cioè fare delle dichiarazioni estremamente private sulla propria vita.

A facilitare l’attuazione di queste tipiche forme di cyberbullismo vi è la diffusione capillare di smartphone tra i ragazzi (…)»

Leggi l’intero articolo

Luca Mazzucchelli – www.psicologo-milano.it‘s insight:

Interessante e lungo articolo editato sul sito della Polizia di Stato sul fenomeno attualissimo del cyberbullismo, di cui vi propongo solo alcuni passaggi. Nella versione completa, l’articolo è molto ricco: oltre all’analisi del fenomeno, propone una serie di suggerimenti (alcuni dedicate ai genitori e altri ai ragazzi) ad opera della polizia postale su come gestire queste manifestazioni. Altro passaggio interessante a mio avviso riguarda il paragrafo “curarsi con un rap” in cui viene raccontata un’esperienza molto particolare di intervento sul bullismo in una scuola italiana e di cui consiglio la lettura. #bullismo #cyberbullismo #natividigitali #poliziapostale

See on www.poliziadistato.it

Commenti
Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.