Il lavoro perfetto per noi? Quello che ci assomiglia - Psicologo Milano
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Il lavoro perfetto per noi? Quello che ci assomiglia

Il mio parere: trascorriamo sul lavoro più della metà della nostra vita e fare una scelta che incontri le nostre passioni e che sia in grado di gratificarci è fondamentale.

Si dice che lo stress per essere positivo debba avere due caratteristiche.

La prima è che vi sia uno scopo conseguente allo stress per il quale ci sentiamo gratificati e riconosciuti, la seconda è che non perduri troppo nel tempo.

Affinchè il lavoro sia uno stress positivo, chiaramente, è importante fare una buona selezione del personale da parte dell’azienda, ma anche i lavoratori devono avere il coraggio di rischiare e buttarsi in ciò che veramente piace loro fare.

E poi non dimentichiamo mai che la nostra personalità e lavoro non è solo incentrata e costruita sulla base dei risultati lavorativi, ma anche e soprattutto dalla sfera degli affetti.

Se riusciamo a stare bene in quest’ultima, gli altri ambiti avranno maggiore difficoltà ad abbatterci.

Tratto dall’articolo:

“VOGLIO un lavoro che rispecchi le mie ambizioni, i miei sogni”.

Questa frase la ripetono come un mantra neolaureati, insoddisfatti, precari, disoccupati.

Poi guardano in faccia la realtà (e quella italiana è particolarmente deprimente), aggiustano il tiro e si accontentano del primo contratto decente che capita.

Eppure, la soluzione a tutti i mali, almeno sul fronte professionale, potrebbe star proprio in quel lavoro “qualsiasi”. In quello mai sognato, mai ambito, estraneo a ogni aspirazione.

Perché, secondo uno studio svizzero, il lavoro che fa per noi è quello che più rispecchia non le nostre ambizioni ma il nostro carattere.

Che il legame tra carattere e professione sia strettissimo comincia a percepirlo sempre più anche chi assume, come conferma il report americano “Social networking websites, personality ratings, and the organizational context: more than meets the eye? 5”, secondo cui il primo biglietto da visita al momento di un colloquio ormai è il profilo su Facebook, che altro non è che la trasposizione virtuale di ciò che siamo o mostriamo di noi.

E’ dunque probabile che un domani i colloqui prenderanno spunto anche da un profilo web per trovare il lavoro perfetto, valorizzando al meglio quanto emerge da post, tweets e fotografie.

Nella speranza che l’interrogato di turno sia riuscito ad esprimere, in rete, tutti e otto i propri strategici punti di forza.”

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Luca Mazzucchelli

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.