La psicoterapia evolutiva - Giulio Cesare Giacobbe - Psicologo Milano
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La psicoterapia evolutiva – Giulio Cesare Giacobbe

giulio cesare giacobbe

GiulioGiulio Cesare Giacobbe è uno psicologo, psicoterapeuta e scrittore italiano. Autore di testi di stampo accademico, è noto per numerosi libri di carattere divulgativo di grande successo, centrati sui temi della psicologia. Ha frequentato la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Genova, dove ha conseguito la laurea in Filosofia.

Ha seguito il corso quadriennale di formazione in psicoterapia presso l’Istituto di Psicosintesi di Firenze fondato da Roberto Assagioli, istitutore della Psicosintesi.

Viene scoperto dall’editore Luigi Spagnol di Ponte alle Grazie, con il quale pubblica i suoi primi tre libri, quindi, per pubblicare un suo romanzo di fantascienza, passa a Mondadori, con il quale pubblica i successivi.

 

Indice dell’intervista

01:41 L’origine della patologia e fondamenti teorici

05:04 Come promuovere il cambiamento

10:00 Radici teoriche dell’approccio di  G.C. Giacobbe

14.31 Terapia privilegiata

19:39 Testii di riferimento e psicologia evolutiva

22:20 Giovani psicologi: l’importanza di approcci multipli

24:40 Salute mentale secondo Giacobbe e il ruolo dell’amore

27:50 La scuola di psicoterapia evolutiva

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Maxwell Maltz, psicocibernetica

PNL (programmazione Neuro Linguistca

Bandler

 

Origine della patologia.

Luca Mazzucchelli: Un saluto a tutti da Luca Mazzucchelli, oggi con noi ancora un altro grandissimo ospite di caratura internazionale: Giulio Cesare Giacobbe col quale parleremo di psicoterapia evolutiva, grazie Giulio per aver accettato questo invito.

Giulio Cesare Giacobbe: Grazie a voi.

LM: Giulio Cesare Giacobbe, grandissimo divulgatore, autore di numerosi best seller tutti molto belli. Un divulgatore capace di parlare con un’ironia unica, ma al contempo anche di dare una serie di elementi e di riflessioni di grandissimo spessore. L’ho conosciuto in una maniera un po’ curiosa perché sempre più pazienti venivano nel mio studio citandomi delle frasi del libro probabilmente più conosciuto che è Alla ricerca delle coccole perdute, mi sono incuriosito e io poi grande lettore ho deciso di comprare un libro, sono entrato un po’ nel circolo, nel tunnel e li ho letti praticamente tutti.

Dunque iniziamo parlando del tuo approccio, se sei d’accordo. La prima domanda che generalmente faccio è questa: quale è la concezione del disagio e della persona secondo il tuo approccio, perché le persone stanno male?

GCG: Partiamo dalle origini, io ho fatto una scoperta sul campo, da diverso tempo trattavo pazienti portatori di sintomi molto diffusi ma anche molto invalidanti come attacchi di panico, stato ansioso permanente, paura generalizzata non motivata, depressione, bioritmia e cosi via, che vengono come tu sai aggredite normalmente sul piano sintomatico e anche in modo separato. Non c’è ancora ufficialmente il riferimento ad un’unica sindrome di tutti questi sintomi.

Io per caso ho messo un paziente in uno stato di trance cosciente, l’ho invitato a guardarsi dentro, di trovarsi e di vedersi e lui si è descritto come un bambino abbandonato, quindi teorizzato. Questo esperimento l’ho ripetuto su altri pazienti portatori degli stessi sintomi e ho avuto da tutti la stessa risposta al chè ho potuto ipotizzare che tutti questi sintomi facessero capo ad una sindrome che sostanzialmente vedeva il paziente portatore di un’ immagine di sé a livello inconscio rimasta ancora allo stadio infantile. Sono intervenuto con una tecnica conosciutissima e anche abbastanza vecchia della visualizzazione guidata, ho fatto incontrare un modello di adulto nel quale identificarsi, ho insistito su questa identificazione per un tempo adeguato e ho constatato la sparizione di tutti questi sintomi. Allora ho ipotizzato che in effetti noi abbiamo già memorizzato questi tre modelli, che per caso coincidono con i tre modelli di Berne  ma è tutto un altro discorso il mio, ma con i quali noi non ci identifichiamo compiutamente perché se portiamo avanti la nostra immagine di bambino, noi siamo poi soggetti alle paure a tutte le disfunzioni che noi vediamo comunemente e molto frequentemente nei nostri pazienti. Se invece noi arriviamo ad identificarci con il nostro modello di adulto tutti questi sintomi spariscono e se addirittura compiamo questa evoluzione fino al modello di genitore riusciamo anche a diventare assistenziali nei confronti degli altri. Quindi quello che ho scoperto è che questi tre modelli veramente sono dentro di noi, ma non siamo in grado di agirli: la persona sana agisce questi modelli secondo la situazione, cioè sarà assistenziale quando c’è bisogno di esserlo, adulto quando c’è bisogno di combattere, sarà bambino quando c’è bisogno di essere semplicemente creativo e giocoso.

I fondamenti teorici derivano poi da una scoperta sul campo, quindi questa è una cosa pratica funziona sul piano pratico.

Promozione del cambiamento.

LM: Sul piano pratico, in base alla grande esperienza che hai accumulato, quale è secondo te la chiave principale per promuovere il cambiamento nelle persone?

GCG: Sulla base della mia esperienza, ho trattato questi casi per una decina d’anni, questi portatori di un’immagine infantile di sé ormai inveterata e quindi fortissima non hanno la capacità ad esempio di staccarsi dai genitori, perché quasi tutti convivono con i genitori, quasi tutti non lavorano, quindi quasi tutti hanno una condizione di dipendenza economica, non hanno la capacità di rovesciare sul piano esistenziale la loro condizione, però io analizzando i casi in natura ho scoperto che noi ci stacchiamo dai genitori, diventiamo economicamente indipendenti, a questo punto creiamo un’ immagine adulta di noi stessi e io cosa ho fatto, ho invertito il processo visto che questi non possono mettersi a fare gli adulti perché le condizioni esistenziali non lo permettono e non hanno il coraggio di staccarsi dai genitori, di andare a fare un lavoro qualsiasi per mantenersi io ho invertito il processo: prima ho costruito l’immagine adulta di sé e questa gli ha dato la forza di fare il salto per avere su un piano esistenziale una vera condizione da adulto e questa funziona.

LM: Questo quindi è il ruolo del terapeuta secondo te nella pratica clinica, costruire dei mondi possibili e abitabili…

GCG: Certo, il cambiamento di personalità è radicale ed è rivoluzionario, cioè il paziente diventa un’altra persona

LM: Il terapeuta crea, da questo punto di vista…

GCG: Il terapeuta è assolutamente creativo, però pur essendo lui l’artefice di questo cambiamento, sul piano del rapporto fra terapeuta e paziente il terapeuta non assume un atteggiamento direttivo come in altre metodiche, ma assume un comportamento di tipo consultativo e soprattutto orientativo, nel senso che fornisce al paziente il mezzo pratico per la costruzione di una personalità adulta alternativa, ne segue la trasformazione e radicalizzazione di questa personalità e indica al paziente spesso perfino su richiesta quali sono le modifiche comportamentali che lui può adottare per  far diventare reale questa sua personalità.

LM: E’ una guida?

GCG: Esatto il terapeuta è esattamente una guida indispensabile. Intanto è indispensabile perché la visualizzazione guidata è una creazione del terapeuta. Io ho fornito un modello base, però ogni terapeuta ovviamente si può costruire il suo e soprattutto attraverso questo strumento può intervenire sul paziente per guidarlo in questo viaggio evolutivo, perché quello che ho io scoperto sulla base dell’individuazione della patologia è che noi in natura compiamo una evoluzione biologica e psicologica e passiamo dall’esser bambini a diventare adulti a diventare genitori, cosa che negli animali avviene normalmente e anche negli esseri umani in natura avviene normalmente perché se tu vai a vedere le popolazioni che sono ancora non assistite sistematicamente da sistemi sociali che quindi gli permettono di fare il bambino per tutta la vita ma devono darsi da fare in età molto precoce e diventano quindi precocemente adulti, questo meccanismo evolutivo avviene naturalmente.

Noi nelle nostre società agiate assistenziali lo interrompiamo. Perché i genitori che si tengono in casa i figli a 30-35 anni fino a 40 anni impediscono loro di crescere e questi fanno i bambini per tutta la vita, quindi per tutta la vita sono soggetti a sintomi gravissimi. Tutti i pazienti che ho avuto io o quasi tutti erano pazienti che non uscivano di casa da soli, che non erano in grado di prendere un autobus, un treno o un aereo, persone assolutamente incapaci di avere una vita indipendente.

Radici teoriche.

LM: senti Giulio, dove è che affondano le radici teoriche del tuo approccio?

GCG: Direi che possiamo trovare diverse correlazioni, ad esempio questa terapia può essere definita una terapia cognitivo – comportamentale. Cognitiva perché è  chiaro che l’acquisizione dell’avere dentro di sé una personalità alternativa è un fatto cognitivo. Comportamentale perché in effetti comporta inesorabilmente una  trasformazione del comportamento , senza la quale non ci sarebbe la guarigione.

D’altra parte bisogna dire che possiamo trovare delle radici ad esempio nella Psicosintesi di Assaggioli perché già lui parlava di subpersonalità e qui se parlo di tre personalità presenti in memoria anche se non agite tutto sommato sono in quest’ alveo di tipo psicosintetico. Poi ad esempio c’è anche Maxwell Maltz che ha fatto un discorso nel suo discorso sulla cibernetica del cambiamento dell’autoimmagine come necessario per risolvere alcune patologie. Lui era un chirurgo estetico e aveva constatato che moltissime delle persone che andavano a farsi cambiare il naso o il mento non cambiavano la loro condizione di felicità o infelicità perché non cambiavano la loro autoimmagine.  La loro autoimmagine in effetti che io riferisco alle personalità che ti ho detto è quindi fondamentale e va cercata a livello inconscio perché spesso il paziente non ne è cosciente. Poi c’è anche un rapporto con la PNL. Quella sorta di trance – cosciente che utilizzo come base per la visualizzazione guidata è quello che impropriamente in PNL oggi viene chiamata ipnosi, vedi ad esempio il libro della Cuttica Ipnosi per la vita e cose di questo genere; tutto sommato è una metodica abbastanza nota.

Se vogliamo c’è anche un riferimento alla transazionale di Berne perché lui questi tre modelli li aveva già individuati e questo è un suo grande merito, però lui li ha utilizzati soltanto per quanto riguarda le transazioni immediate estemporanee fra le persone e noi invece per lo studio approfondito della personalità. Io ho scoperto che noi abbiamo effettivamente queste tre personalità memorizzate perché ognuno di noi da bambino vede intorno a sé agire da bambini da adulti o da genitori, però non le usiamo perché non siamo stati messi in condizione di poterle usare e noi rimaniamo fissati. Non c’è soltanto il nevrotico infantile, quello che è ossessivamente legato ad una sola personalità, lo dice anche Bandler : la multi personalità è la salute mentale, la personalità ossessiva e fissa è la patologia. Anche se uno fa sempre l’adulto in qualsiasi condizione è patologico, è un nevrotico adulto, ma sai anche quelli che si calano dall’alto, che sanno sempre tutto e ti dicono sempre cosa devi fare, quelli sono i nevrotici genitori. La persona sana è quella che utilizza le tre personalità naturali secondo il contesto, quindi sarà assistenziale quando qualcuno ha bisogno, sarà adulto quando c’è da affrontare delle difficoltà, sarà bambino quando invece dovrà fare delle cose che ad esempio gli adulti non fanno mai, chiedere scusa quando sbagliano o chiedere aiuto quando ne hanno bisogno.

Terapia privilegiata e testi di riferimento.

LM: parli moltissimo di un terapeuta creatore e creativo e dell’importanza di giocare con le immagini. Ti va di darci un’idea di una tecnica che utilizzi più frequentemente in seduta?

GCG: Io ho creato un modello di metodica dopo una serie di prove ed errori che da dei grandi risultati, ed è un lavoro che agisce totalmente sul piano della suggestione, lavora unicamente sull’inconscio. Sono arrivato addirittura a scoprire che non ha nessuna importanza se il paziente crede o no all’efficacia di questa metodica perché la parte razionale e cosciente del paziente ha solo il ruolo di rammentare l’intervento, ma non di censurarlo semmai di promuoverlo ma non di censurarlo perché l’intervento agisce a livello inconscio, si deposita in memoria con una forte carica emotiva e quindi viene rilasciato automaticamente, lavora a livello inconscio. Praticamente è una messa, utilizza proprio la tecnica della religione in quanto costruisce visivamente con sottofondo musicale di canti tibetani (è una cosa che mi è riuscita molto bene) costruisce un incontro visivo con il modello adulto, che io ho simbolizzato per gli uomini nel guerriero di luce e per le donne nella donna di luce perché sono due contenitori dentro i quali ognuno può mettere quello che vuole , non sono definiti. Quando tu ti trovi in un deserto, il deserto del tuo futuro dove tutto può succedere, ti trovi di fronte a te il guerriero di luce che tu puoi visualizzare come vuoi o soltanto concettualizzare, lui viene verso di te e attraverso una metodica che Bandler e Grinder definivano schiacciamento lui ti tende le braccia, tu prendi le sue mani e lo attiri a te, lui entra dentro di te e tu diventi lui. Questa è una transustanziazione, che è una cosa che viene fatta in tutte le religioni, prendere il Dio dentro di  sé noi lo facciamo con l’eucarestia. Questo ha un forte impatto emotivo sull’inconscio se ripetuta in tempi ravvicinati, io ne faccio fare una al giorno ad esempio e un audio da ascoltare, poi naturalmente il paziente viene da me facciamo tutti gli interventi a livello cosciente, razionale di promozione di censura di  spinta o meno, ma dentro al suo inconscio questa cosa inizia a lavorare e ti assicuro già in una settimana si ottengono risultati incredibili. Io ho trovato gente che non usciva di casa che aveva paura di tutto cambiare da così a così e dire io mi sento un’altra persona, gente che non affrontava il pubblico, che non riusciva a rapportarsi ai colleghi è cambiata radicalmente, è una cosa che ha un risultato eccezionale.

LM: Molto interessante, sono molto incuriosito da questa cosa…

GCG: La mia ambizione, non personale ma con il solo intento di aiutare le persone che soffrono il più possibile, vorrei arrivare a dare a tutti i colleghi questo strumento per poter operare, non lo faccio a scopo di lucro lo faccio veramente a scopo di diffusione di una cosa che funziona. Gli americani dicono tutto quello che funziona è reale!

LM: Senti, per chi avesse voglia di approfondire un po’ questi temi, quali sono i libri che tu reputi cardinali rispetto a questi temi?

GCG: Io ho scritto due libri: il primo Alla ricerca delle coccole perdute, che scrissi nel 2004, è una esposizione della psicologia evolutiva come teoria che ho derivato dalla pratica clinica in cui si descrive effettivamente come queste tre personalità sono delle tappe della psicologia umana che devono essere percorse normalmente per non avere delle patologie, ma nel caso in cui  si abbia la fissazione permanente di una delle tre si è in patologia. Io descrivo tutta questa teoria psicologica che però ha una forte base nella realtà clinica.

Nel secondo libro La paura è una sega mentale, che invece è uscito soltanto un paio di anni fa, io addirittura descrivo tutta la metodica terapeutica. Questo libro in realtà è scritto per i colleghi terapeuti, ma io non ho potuto scriverlo per i terapeuti perché Mondadori mi ha detto “così non ne vendiamo più di due copie” e quindi io ho dovuto non scriverlo e si è caduto nell’equivoco in cui la gente prende questo libro, legge la descrizione del training, cerca di farselo a casa da solo, andando sistematicamente incontro ad un disastro e grazie al cielo poi mi scrivono dicendo che non funziona e certo che  non funziona come non funziona la messa se te la fai da solo a casa tua!

LM: Le logiche dell’editoria non sempre rispondono a quelle della clinica…

GCG Ma l’importante è che sia riuscito ad andare!

LM: Possiamo dire in anteprima che per i colleghi che ne avranno voglia e faranno richiesta sarà presto disponibile a questo link un ebook[link al minuto 21.45] un pdf da te curato, che riassume i concetti principali di questi due libri che sono fondanti il tuo approccio terapeutico.

GCG: assolutamente si, io l’ho già preparato è solo in fase finale di elaborazione e sarà più sintetico possibile ma allo stesso tempo più esplicativo possibile e sarà intitolato La psicoterapia evolutiva.

L’importanza degli approcci multipli, salute mentale e il ruolo dell’amore.

LM: Alla luce di questo lungo percorso così approfondito, che suggerimento ti senti di dare ai giovani psicologi che ci stanno vedendo?

GCG. Innanzitutto direi di non legarsi ad un’unica metodica, perché le metodiche sono tutte valide, ma sono tutte nate in quanto soluzioni trovate sul campo per patologie specifiche, per sindromi specifiche e quindi con una validità limitata. Anche questa metodica ovviamente è limitata a questo caso della sindrome infantile, però è anche vero che la sindrome infantile oggi è il 90% dei casi che ti capitano, perché oggi la violenza sessuale subita dalla fanciulla in tenera età che va trattata con la psicanalisi freudiana perché è un trauma rimosso è rara. Io in 15 anni di esercizio della psicoterapia ne ho incontrato uno solo, però va trattato così. La fobia ossessiva è chiaro che va trattata con la metodica dell’assuefazione graduale progressiva; ogni metodica va applicata nel proprio caso, ma se tu non le conosci tutte tu rischi di fare quello che molti colleghi fanno cioè di applicare sempre la stessa metodica qualunque caso ti capita e quindi molto spesso a non risolvere il caso perché quella metodica in quel caso lì non funziona

LM: Cioè ogni paziente ha sua chiave di accesso e deve essere il terapeuta a trovare quella giusta e non viceversa…

GCG: Esattamente, io ho trovato però che veramente 9 casi su 10 fanno capo a questa sindrome perché oggi i genitori in Italia in particolar misura hanno questo vezzo di tenersi i figli in casa fino a tarda età. Se non si va nella giungla a procurarsi il cibo non si diventa adulti, si rimane cuccioli in attesa che la mamma venga a nutrirci, siamo quindi uccellini nel nido e non voliamo.

LM: Quale è la tua idea di salute mentale?

GCG: La mia idea di salute mentale è quella di una persona che ha compiuto la sua evoluzione psicologica naturale, quindi è diventato indipendente, ha realizzato la sua personalità adulta e poi è cresciuto ancora, ha sviluppato la sua personalità genitoriale, è in grado quindi di diventare assistenziale nei confronti degli altri e a questo punto può metter su famiglia. Questo è un altro grosso problema: molti si sposano e fanno figli senza essere capaci di fare i genitori addirittura rimanendo bambini e quindi entrando nel matrimonio con l’idea di prendere qualcosa. Tu che sei già sposato e sei già padre sai benissimo che nel matrimonio non si prende niente, si da soltanto, quindi o sei disposto a dare, oppure fai il frustrato a vita.

LM: Bisogna imparare trovare il lato piacevole del dare…

GCG: Ma un genitore ha piacere nel dedicarsi, l’amore è un piacere e l’aveva già scoperto Siddharta Sakyamuni Gautama Buddha. Lui aveva detto che bisogna sviluppare l’amore nei confronti degli altri, ma non per un principio morale o metafisico… per un principio psicologico, perché se tu impari ad amare tu stai bene, sei felice perché amare ti mette in una condizione di felicità. Tu non hai più paura della persona che ami, perdi completamente la paura nei confronti di tutti perché tu ami tutti. Secondo me è molto sottile questa cosa, è superiore per noi psicologi a quella metafisica che invece ci dice che dobbiamo fare il bene per il bene. Vai a spiegarlo ad un bambino, nessun bambino sano di mente può prendere sul serio un’affermazione come questa, si fa il bene per il bene, perché non ha nessuna spiegazione logica.

LM: Mi viene in mente la frase di Isabel Allende “tutto ciò che si ha è l’amore che si da”

GCG: Perché è una ricchezza, l’amore veramente ti rende felice. Io ho visto persone che dedicavano la loro vita agli altri facendo i missionari, facendo i volontari ecc. ecc. persone che erano felici. Darsi agli altri è una fonte di gioia, quindi diventare genitori è bello, rimanere adulti non è tanto bello perché l’adulto è un egoista, però ha il vantaggio almeno che non chiede niente adesso ognuno si fa i fatti propri. La tragedia è rimanere bambini. La gente non crede quando dico i bambini sono le persone più infelici dell’universo. La gente crede che i bambini siano felici; i bambini sono felici finche li assisti, finche li nutri, finche li proteggi, finche li allatti, prova a lasciarli un momento da soli e poi vedi!

La scuola di  psicoterapia di Giulio Cesare Giacobbe.

LM: Un ultimo flash sulla tua scuola, tu hai una scuola di psicoterapia gratuita, come prepari i tuoi allievi e come è organizzata questa scuola?

GCG: Dunque innanzitutto per ammetterli a questa sorta di abilitazione, che poi non è ufficialmente riconosciuta dalle autorità quindi è un fatto più tecnico e morale che altro, io li invito ad un colloquio nel quale io accerto che loro abbiamo compiuto questa evoluzione psicologica. Dopodiché io li invito a leggere quei due libri che sintetizzerò in questo unico [Psicoterapia evolutiva] e poi gli fornisco le due versioni maschile e femminile di questo training che poi loro possono elaborare come vogliono e chiedo loro di applicarlo ad almeno due casi maschili e due casi femminili sotto la mia supervisione per metterli in condizione di saper operare effettivamente sul campo. Dopodiché io nel mio sito ho un elenco di miei allievi già abilitati, li inserisco in questo elenco e correttamente un paziente che venisse a conoscenza di questa metodica può andare a verificare sul mio sito se questi sono abilitati o no.

Ho scoperto che su internet dove c’è tutto e il contrario di tutto ci sono persone, non so se psicoterapeuti o no, che si spacciano per me e spacciano per mio una obbrobriosa imitazione di un training che non conoscono nemmeno, ho addirittura trovato su internet interventi di colleghi i quali parlano male di questo training, di questa metodica senza conoscerla, non hanno mai letto un libro, non hanno mai ascoltato un training. Li invito pubblicamente a farlo.

LM: Grazie veramente per la generosità per tutti questi spunti, magari avremo più avanti una seconda puntata su questo tema, grazie mille.

GCG: Grazie a voi.

LM: Grazie a tutti e a presto.

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.