Per diventare leader migliori, affinate le vostre abilità da ascoltatori - Psicologo Milano
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Per diventare leader migliori, affinate le vostre abilità da ascoltatori

ascoltare

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(…) Quando si intende iniziare un business, non è necessario saper fare proprio tutto ciò che esso prevede. Ad esempio, se avete deciso di lanciarvi nel mondo dell’organizzazione eventi, non dovete essere preoccupati perché sapete o poco nulla di disegno grafico. Basta avere un pizzico di gusto, ma soprattutto assumere uno specialista del disegno che avrà la mansione di occuparsi delle locandine e degli inviti.

Il vostro compito è quello di essere il capo, dunque di supervisionare il gruppo di professionisti che avete scelto, ciascuno molto abile nel proprio campo. E uno dei modi più importanti per ottenere il massimo dai membri della vostra squadra è ascoltarli.

Lasciare fare a ciascuno il proprio lavoro e concentratevi a fornire il supporto di cui necessitano, imparando ad ascoltare le loro idee, i loro commenti e le loro perplessità.

I grandi ascoltatori sono i migliori leader per una varietà di ragioni. I capi che sanno ascoltare il loro staff sono capaci di:

  1. anticipare problemi potenziali e porvi rimedio;
  2. mostrare agli impiegati che si prendono cura del bene dell’azienda intera e desiderano costruire rapporti di  fiducia e di lealtà;
  3. aprire canali creativi dando consigli utili per migliorare la produttività;
  4. mantenere una efficace linea di comunicazione, in modo da permettere che il lavoro proceda in maniera regolare e serena.

 

Nel libro “Imparare ad ascoltare: il segreto per tirare fuori il talento che è nell’altro, l’autore, il Dr. Mark Goulston, sottolinea come la capacità di ascoltare l’altra persona promuova l’instaurarsi di una relazione più forte e stabile.

Ecco qui alcuni facili e pratici spunti per migliorare la propria abilità di ascolto.

 

1) Conversazioni più approfondite

Prestate molta attenzione alle inflessioni del tono di voce mentre vi sta parlando un vostro dipendente. Questo suo accento su quello specifico punto della conversazione è indice di maggior investimento emotivo e quindi di un suo particolare interesse. Dopo che ha finito di argomentare rispondete chiedendogli di spiegare maggiormente proprio quel punto che avete notato. Il vostro impiegato si sentirà capito e preso in considerazione.

 

2) Calciate via i MA con domande impossibili

Durante una conversazione lavorativa, provate a chiedere ad un vostro dipendente: “Posso farti una domanda ipotetica?”. Questa domanda susciterà la curiosità nell’altro. Subito dopo aggiungete: “Cosa incrementerebbe rapidamente il nostro progresso e successo, tuttavia impossibile da mettere in atto nella nostra società?”. Formulando la domanda in questo modo, eviterete risposte tipo “MA questo non può funzionare” oppure “MA non si può fare”, che portano la discussione dentro un clima di tensione e spingono a formulare scuse per togliersi dall’imbarazzo. Lasciando ai dipendenti la libertà e fantasia di raccontare cosa sarebbe molto utile, anche se impossibile, si aggira l’ostacolo in quanto già si sa che l’idea è irrealizzabile. In seguito si chiede “Molto creativo; adesso cosa si potrebbe fare di possibile?”

3) Fate “riempire i buchi”

Quando fate una domanda a una persona del vostro staff, inconsciamente potreste rimandare l’altro alle volte nella vita in cui si è sentito messo alle strette e questa sensazione non piace affatto. Se invece invitate il vostro dipendente a “riempire i buchi” in un discorso, si sentirà preso in considerazione e non sotto interrogatorio. Per esempio, piuttosto che chiedere “Quali sono i tuoi obiettivi per questa mansione?”, preferite la formula “I tuoi obiettivi per questa mansione sono…”, aspettando che sia lui a completare la frase. Le persone preferiscono riempire i buchi, anche perché hanno la sensazione di maggior collaborazione con il loro capo nel concepimento di una frase o un’idea.

 

4) Chiedete: “Cosa posso fare per migliorarmi?”

(…) Un’altra cosa fondamentale è guardare le proprie caratteristiche, sia buone sia cattive, dal punto di vista dei propri impiegati. Una buona formula da usare potrebbe essere la seguente: “Vorrei essere un buon capo. Per diventarlo ho bisogno di voi. Quale mia caratteristica reputate essere utile alla gestione dell’azienda e cosa, invece, faccio di sbagliato e sarebbe meglio che smettessi completamente di fare?”

 

5) Come trasformare i NO

I dipendenti (o i clienti) possono non accettare certe vostre richieste. Probabilmente è la modalità di esposizione della vostra richiesta che ha fatto si che la risposta fosse no. Comunque, nel business, qualche volta no significa forse. Invece di arrabbiarsi, è più opportuno aggirare l’ostacolo da un’altra via. Per esempio, se un dipendente vi dice che non è interessato nella realizzazione di un progetto o un cliente ad un prodotto, provate dicendo “Forse ho spinto un po’ troppo oppure ho trascurato qualcosa che era importante per te, non è vero?” Certamente la persona si sentirà accolta e ascoltata. Nel momento in cui risponde ecco che la conversazione si riapre, permettendovi di trovare il giusto modo per fargli dire SI’.

Vai alla fonte in lingua originale

Per approfondire questo tema, oltre al libro citato (in inglese) “Imparare ad ascoltare” acquistabile qui, suggerisco il testo di Daniel Goleman “Essere leader. Guidare gli altri attraverso l’intelligenza emotiva”. Lo puoi scaricare qui.

Il mio parere: il mondo di oggi ha bisogno di leader. Il leader deve sapere ascoltare per essere efficace e utile. A riguardo, vi propongo questo breve articolo, che tratta del parallelismo tra buon leader sul lavoro e buon ascoltatore. Il testo fornisce alcuni spunti per migliorare le proprie abilità di ascoltatore, al fine avere conversazioni più efficaci con i propri dipendenti. Alcune di queste strategie possono essere utilizzate anche fuori dall’ambito lavorativo, nella vita di tutti i giorni.

L’ascolto è anche uno degli strumenti principali utilizzati dallo psicologo. Esso è un presupposto fondamentale di qualunque altro intervento teso a ristabilire il benessere che può essere fatto nella stanza di terapia.

Se ti stai chiedendo se l’ascolto può davvero aiutare a cambiare, puoi guardare questo video dove ne parlo

 

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.