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L’esercizio della Margherita – self empowerment

self empowerment

stefano ghenoStefano Gheno è psicologo del lavoro e svolge la professione prevalentemente presso aziende ed organizzazioni non profit. Si occupa di benessere organizzativo, di formazione e sviluppo delle risorse umane.

E’ membro di diverse società scientifiche come l’ Associazione Italiana di Psicologia, la Società Italiana di Psicologia di Comunità e la Società Italiana di Psicologia Positiva.

Indice

00:37 Definizione di psicologia positiva, diversità e somiglianze rispetto al pensiero positivo.

04:45 Ambiti applicativi della psicologia positiva

06:15 La margherita delle possibilità: origini dell’esercizio

08:02 La margherita delle possibilità: esecuzione dell’esercizio.

10:23 La margherita delle possibilità: accorgimenti nello svolgere l’esercizio

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American Psychological Association

Csikszentmihalyi

Self Empowerment

Seligman

Pensiero positivo

Società Italiana di Psicologia Positiva

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“Tanto più noi siamo capaci di aprirci nuove possibilità di intravedere delle vie d’uscita dal tunnel nel quale ci siamo imbucati e tanto più è probabile che stiamo bene. C’è una relazione circolare tra l’esperienza del benessere psicologico e lo sviluppo di alcune competenze che rientrano nel novero di quelle descritte dalla psicologia positiva”

(Stefano Gheno)

***

Definizione di psicologia positiva, diversità e somiglianze rispetto al pensiero positivo

Luca Mazzucchelli: Un saluto a tutti da Luca Mazzucchelli, oggi siamo qui per parlare di psicologia positiva e lo facciamo con Stefano Gheno, che è il Presidente della Società Italiana di Psicologia Positiva. Ciao Stefano e grazie per essere qui.

Stefano Gheno: Ciao Luca, grazie dell’invito.

LM: Psicologia positiva, se ne sente sempre più parlare. Puoi darci una definizione di cosa è, in cosa consiste?

SG: Il termine psicologia positiva è stato formalizzato nel 2000 da Martin Seligman e Csikszentmihalyi, due psicologi americani che riflettendo sulla rivista dell’American Psychological Association notarono come il mutamento dei tempi richiedesse un nuovo approccio alla psicologia. Storicamente gli autori segnalavano come la psicologia si sia sempre occupata di quello che non funzionava, del malfunzionamento, del disagio, della difficoltà e della patologia, mentre non si è mai occupata o si è occupata in maniera marginale del funzionamento ottimale. La psicologia positiva è quella branca della psicologia che si concentra in particolar modo sulle esperienze positive, sul funzionamento ottimale dell’organismo, sulle capacità più che sulle mancanze, sulle risorse più che sulle difficoltà.

LM: Sento sempre di più associare la parola psicologia positiva alla concezione del pensiero positivo. Quanto è vera questa associazione? Limitante o esaustiva?

SG: Bisogna intendersi sul termine, nel senso che se noi per pensiero positivo intendiamo un vago ottimismo un po’ di derivazione new-age, come spesso si intende, allora no.  La psicologia positiva ha la pretesa di interiorizzare delle metodologie, è un approccio scientifico allo studio del funzionamento ottimale e quindi ha poco a che vedere con suggestioni un po’ da metafisica dilettantesca. E’ vero però che un approccio positivamente orientato alla cognizione, all’emozione, e questo lo dimostrano ormai moltissime ricerche sperimentali, ha un valore molto forte in relazione al funzionamento ottimale e alle esperienze ottimali dell’individuo. Tra l’altro uno studioso italiano molto noto, Gian Vittorio Caprara, ha identificato scientificamente un costrutto che lui ha chiamato pensiero positivo e ha usato questo termine per indicare che la nostra capacità di sviluppare uno stile cognitivo positivo nell’affronto della realtà è sicuramente correlato ad una serie di comportamenti utili, funzionanti, efficaci e legati al benessere.

LM: Mi viene da pensare che quando noi stiamo male, quando siamo in un mood di pensiero negativo è difficile poi trovare delle soluzioni, delle vie d’uscita rispetto alle situazioni in cui siamo, mentre quando stiamo bene subentra la capacità di problem solving e di creatività…

SG: Sì, direi che il processo è circolare: tanto più noi siamo capaci di aprirci nuove possibilità di intravedere delle vie d’uscita dal tunnel in cui siamo imbucati e sviluppare competenze di decisione e di risoluzione dei problemi, tanto più è probabile che stiamo bene. C’è una relazione circolare tra l’esperienza del benessere psicologico e lo sviluppo di alcune competenze che rientrano nel novero di quelle descritte dalla psicologia positiva

Ambiti applicativi della psicologia positiva. 

LM: La psicologia positiva è molto in linea con la necessità, di cui sempre più si parla, di ricollocare la psicologia non solo come qualche cosa che si occupa di chi sta male, ma anche di chi si occupa di chi sta bene ma vuole cercare di stare meglio. Da questo punto di vista quali sono gli ambiti applicativi della psicologia positiva?

SG: Noi come Società Italiana di Psicologia Positiva promuoviamo un convegno nazionale che si chiama Giornate di psicologia positiva, che ormai è arrivato alla settima edizione. Da alcuni anni è evidente che ci sono studiosi che utilizzano il paradigma della psicologia positiva nei più diversi ambiti di applicazione. In questo momento vedo fondamentalmente tre grandi ambiti in cui è proprio evidente quello che dici, ossia il desiderio di potenziare le risorse che già esistono: l’ambito della psicologia del lavoro, l’ambito della psicologia dell’educazione scolastica e l’ambito della psicologia dello sport. Sono tre contesti in cui evidentemente la possibilità di lavorare sulle risorse personali per rafforzarle e quindi incrementare il benessere dell’individuo è qualcosa di fondamentale.

La margherita delle possibilità: origini dell’esercizio.

LM: Entrando più nello specifico, ti va di darci un esempio di un esercizio che solitamente si usa in psicologia positiva per aiutare le persone a stare ancora meglio?

SG: Io in particolar modo mi occupo di un costrutto che è quello di self empowerment, che è un processo teso ad aumentare le possibilità percepite dall’individuo. Quando noi facciamo un intervento di self empowerment lavoriamo sul sentimento di potere delle persone, il fatto che uno si senta dotato di potere da un lato incrementa sicuramente il suo benessere, perché si capisce molto facilmente che l’impotenza è portatrice di malessere e di disagio; oltre a questo  ha una maggiore facilità nello sviluppare quelle competenze anche applicative che gli serviranno per realizzare concretamente questa sua nuova possibilità. L’esercizio che vi propongo lo chiamiamo La margherita delle possibilità. La margherita è stata scelta perché anche simbolicamente è il fiore delle scelte, ad esempio m’ama –non m’ama è un esercizio vecchio come il mondo per riuscire a scoprire se la persona amata ci corrisponde o corrisponderà.  Noi per certi versi lo abbiamo sviluppato al contrario, nel senso che invece di togliere petali alla margherita noi li aggiungiamo.  La nostra idea di positività e di benessere è l’idea che più sono le possibilità e quindi più sono i petali del nostro fiore, più è probabile che una qualche via per raggiungerlo la troveremo.

La margherita delle possibilità: esecuzione esercizio

SG: L’esercizio è molto semplice, si tratta di disegnare un fiore da bambino, quindi un fiore con tanti petali, noi suggeriamo di disegnarne almeno cinque e l’esercizio procede in questo modo: nella parte centrale del fiore, il bottone giallo della margherita, si tratterà di scrivere l’area di vita su cui vogliamo lavorare: potrebbe essere il lavoro, la scuola per qualcuno che sta ancora studiando, ma anche delle scelte che riguardano più generalmente le nostre dimensioni esistenziali. Una volta che abbiamo scelto qual è l’area di vita su cui vogliamo concentrarci si tratterà di esplorare quali sono le nostre possibilità. Ancora una volta quello che viene chiesto è di usare i petali come delle lavagnette su cui mettere innanzitutto il titolo delle possibilità, ad esempio in ambito lavorativo potrebbe essere rimango a fare la mia professione, cambio azienda, valuto un periodo all’estero, decido di andare a fare un corso di formazione eccetera, le tante possibilità di cui dispongo davvero.

Noi pensiamo, e anche in questo senso la nostra concezione di pensiero positivo è diversa da quella che più frequentemente si usa, che il realismo sia molto importante per lavorare sulle possibilità, altrimenti rischiamo di moltiplicare le frustrazioni invece che aumentare il nostro benessere, si tratta di esplorare, di scrivere sotto forma di titolo quelle che sono le varie possibilità. L’ultima fase dell’esercizio sarà poi quella di provare ad esplorare un petalo alla volta,  nell’esplorare il suggerimento è quello di provare a girarsi un po’ il film della possibilità in azione. Se ho scritto ad esempio andare a lavorare all’estero, proviamo un po’ a riflettere e a rappresentarci anche sotto forma di immagine che significato ha per noi andare a lavorare all’estero. Questa è l’esperienza di costruzione di una pensabilità positiva, che è appunto un requisito fondamentale per promuovere il benessere.

La margherita delle possibilità: accorgimenti nello svolgere l’esercizio

SG: Due piccoli accorgimenti dell’esercizio: il primo è che ci vogliono un po’ di petali, non possiamo pensare che una margherita abbia un petalo solo, magari all’inizio è un po’ difficile perché ci sembra di non vederli, noi suggeriamo di puntare oltre l’ostacolo e di scriverne almeno tre o quattro.

Il secondo accorgimento è che un petalo lo dobbiamo lasciare bianco, perché questo sta a significare che le possibilità sono sempre di più di quelle che noi vediamo immediatamente. Questo è un esercizio molto semplice, ma molto potente dal punto di vista simbolico e noi lo utilizziamo proprio quando il desiderio risulta un po’ fermo.

LM: Molto bello Stefano, devo dire che questi esercizi sono tanto potenti quanto semplici e uno si rende conto nel momento in cui fa queste cose di quale sia la loro importanza. Si dice che le cose prima di tutto nascono nella nostra mente, nella nostra immaginazione e questo esercizio ci aiuta ad esplorarla e a renderla reale. Mi sembra molto importante quel che tu hai detto, che bisogna scriverle le cose, per quello che riguarda la mia esperienza non basta immaginarle o mettersi a pensare davanti a questo disegno della margherita, ma scrivendo veramente le possibilità quasi ci avviciniamo a realizzarle.

SG: certo…

LM: Stefano ti ringrazio molto per la tua disponibilità e per l’esercizio, vediamo i commenti che suscita il nostro video e poi magari faremo una seconda puntata più avanti.

SG: D’accordo, grazie a te e a presto.

LM: Ti ringrazio Stefano, a presto.

 

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.