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Le 5 nazioni più felici al mondo… e cosa le rende tali

felicità nazioni

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Già a partire dalla sua prima pubblicazione nel 2012, il report “World Happiness” ha sottolineato come il benessere e la felicità sociale di una nazione condizionino notevolmente il suo sviluppo economico, e dovrebbero quindi essere il punto nodale della politica di ciascun governo.

Nel 2015 l’organizzazione Gallup, che si è occupata della raccolta e delle analisi dati, ha indagato il cambiamento nei livelli di felicità in 158 paesi del mondo e ha cercato di fare luce sulle ragioni sottostanti.

I dati raccolti hanno mostrato che la Svizzera è la nazione più felice, seguita da Islanda, Danimarca, Norvegia e Canada. Gli Stati Uniti sono soltanto al 15° posto, la Gran Bretagna al 21° mentre l’Australia al 10°; l’Italia è al 50° posto. Non sorprendentemente, 4 delle 5 nazioni meno felici al mondo si trovano nell’Africa sub-sahariana: Rwanda, Benin, Burundi e Togo.

Obiettivo primario del report è stato quello di mostrare l’importanza del benessere sociale, evidenziando la sua funzione anche di motore per l’economia mondiale.

Jeffrey Sachs, direttore dell’Earth Institute (Columbia University), uno degli autori del report, ha sottolineato “L’aspirazione di ciascuna società è il fiorire dei suoi cittadini! Per essere felici non basta solo essere ricchi, ma occorre anche essere in buona salute, sentirsi al sicuro nella propria città e avere sentimenti di fiducia verso le istituzioni pubbliche. Questo report mostra quali sono i fattori che permettono il raggiungimento del benessere sociale. Per tale motivo vuole essere una guida per le nazioni del mondo affinchè sviluppino politiche di governo a misura d’uomo.”

Analizzando le statistiche indagate, i ricercatori hanno osservato che la differenza tra nazioni poteva essere spiegata da questi 6 fattori:

  • PIL
  • aspettative di vita
  • avere persone sulle quali contare
  • libertà di scelta e di parola
  • libertà dalla corruzione
  • generosità

Il professore Richard Layard, direttore di Well-Being Programme presso il LSE’s Centre for Economic Performance (Londra), altro autore dello studio, ha aggiunto: “Un atteggiamento positivo e propositivo dei genitori durante i primi anni del bambino pone le basi per una felicità più consistente in età adulta. Dunque compito di ciascuno stato è investire fin da subito nei bambini in modo tale che crescano diventando adulti indipendenti, produttivi e felici. Questi futuri adulti contribuiranno al benessere economico e sociale della nazione.”

Lo studio ha sottolineato che i cittadini dei paesi più felici mettono al primo posto la famiglia e gli amici, e riportano che nel momento del bisogno sanno di poter contare su di loro. Inoltre hanno più fiducia nei confronti degli organi politici e più rispetto verso le norme sociali. Il report mostra anche che, se questi fattori diventassero aspetti pregnanti di ciascuna comunità, le nazioni sarebbero più resilienti alle crisi economiche.

Il professore John F. Helliwell, della University of British Columbia e direttore del Canadian Institute for Advanced Research, un altro autore del report, ha concluso: “Siamo giunti al cuore di quei fattori che determinano la felicità dei cittadini e di conseguenza della nazione stessa. Stiamo incoraggiando moltissimi governi di tutto il mondo a rivedere i loro piani politici avendo come obiettivo principale il benessere sociale, poiché le nazioni più felici sono anche quelle più resilienti davanti a crisi economiche e sociali”.

 

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Il report “World Happiness” è un pubblicazione periodica che raccoglie le misurazioni dei livelli di felicità di tutti le nazioni del mondo. L’ultima edizione del report è stata pubblicata nell’aprile 2015 e offre anche la possibilità di fotografare l’impatto della crisi economica sul benessere psicologico delle nazioni che ne sono state coinvolte.

La Svizzera è risultata essere la nazione con il più alto tasso di felicità del mondo, seguita da Islanda, Danimarca e Norvegia. L’Italia si posiziona solo al 50°posto (su 158), con una perdita di 0,8 punti di felicità (un valore discreto, se si pensa che la valutazione di ogni nazione è su una scala da 1 a 10) dall’ultima misurazione, a seguito della crisi.

L’aspetto più interessante di questa ricerca è che la felicità di una nazione (a cui concorrono ovviamente moltissimi aspetti di tipo psicologico, la qualità dei legami sociali in testa) condiziona notevolmente il suo sviluppo economico e la sua capacità di resilienza davanti a momenti di crisi.

 

 

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.