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Non si è mai troppo vecchi per un cervello giovane

Come mai alcuni individui arrivano a 90 anni con una brillantezza invidiabile, mentre in altri a 60 inizia il declino cognitivo?

Ecco alcuni fattori che possono influenzare il decorso dell’invecchiamento cerebrale, che a quanto pare è tutt’altro che inesorabile, tra i quali risulta particolarmente importante l’attività fisica.

Voto articolo 7/10

Luca Mazzucchelli

Tratto dall’articolo

un recente studio, pubblicato sulla rivista Trends in Cognitive Sciences, ha scoperto che a contare per un cervello giovane non è solo quello che abbiamo fatto nel corso della nostra vita adulta.

Secondo i ricercatori ci sono infatti speranze per un lifting al cervello (migliorare la memoria, restare lucidi) anche per chi interviene dopo i 60 anni, età in cui il declino cognitivo inizia a farsi sentire con più aggressività.

Il segreto dell’eterna giovinezza mentale, secondo l’autore Lars Nyberg, docente di neuroscienze alla Umeå University, è nel mantenersi attivi, sia socialmente che fisicamente, quando si entra nella terza età.

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.