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Perseverare è umano – Libri per la mente

perseverare è umano

Di Pietro Trabucchi ho già parlato di “Resisto dunque sono”, non ho resistito io al fare una doppia recensione del suo secondo capolavoro, forse ancora più avvincente dell’altro, dove riprende in parte il tema della resilienza ma dove poi sviluppa tutta la questione della motivazione e di come aumentarla negli individui o nei gruppi e organizzazioni.

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In questo libro vengono raccontate storie incredibili di persone che hanno sfidato limiti impensabili, portando la motivazione a dei livelli secondo me sovraumani. Molte di queste persone sono state da lui allenate a superare sfide di ultramaratona e altre discipline sportive che ti portano a toccare con mano i confini delle tue potenzialità.

Tre cose che mi sono rimaste da questo libro

  • Il mito del talento. E’ una idea fuorviante e fortemente demotivante, benchè sempre più diffusa nella nostra società. Credere ciecamente che il nostro destino sia determinato dalle predisposizioni naturali o dai geni, conduce alla passività e rassegnazione. Le grandi realizzazioni – in qualsiasi campo – sono spiegabili solo parzialmente con il concetto di talento, perché è l’impegno il fattore decisivo.
  • Le differenze culturali battono quelle genetiche. Trabucchi Spiega questo concetto con l’esempio dello strapotere degli africani nelle discipline di resistenza, che molti spiegano con le qualità genetiche o di particolari caratteristiche fisiologiche.
    Bene, non è per nulla una questione di struttura dei mitocondri degli africani rispetto ai mitocondri europei, ma è una partita che si gioca nelle differenze culturali.

Gli africani – ad esempio – imparano a correre a piedi nudi, non con comode scarpe da ginnastica, e questo (assieme a molte altre differenze culturali ed educative che potrai immaginare) contribuisce a creare in loro una cultura dell’impegno, del sacrificio e della sopportazione della sofferenza che li faciliterà enormemente quando, ad esempio, si troveranno al quarantesimo km di una maratona con 40 gradi all’ombra e un sasso che entra nelle loro scarpe.

  • I motivatori “istantanei” non servono. Trabucchi non crede alla figura del motivatore-guru magico, perché la motivazione no né una sostanza che può essere iniettata nelle persone. E se anche fosse, una volta svanito l’effetto sei punto a capo. Il vero motivatore è quello che non ti fornisce la sua motivazione, ma ti insegna a trovarla dentro di te. E questo è un processo che per essere avviato necessita di tempo, di relazione, di complicità e fiducia.

Un libro fantastico, che secondo me devono leggere le persone che vogliono diventare dei campioni nel settore in cui operano e superare i loro limiti per migliorarsi giorno dopo giorno.

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.