Abuso infantile, Disturbo di personalità borderline e problemi alimentari - Psicologo Milano
Problemi alimentari e traumi infantili
29 luglio 2013
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Abuso infantile, Disturbo di personalità borderline e problemi alimentari

E’ ormai ampiamente noto come esperienze traumatiche infantili ripetute determinino un’enorme varietà di conseguenze psicologiche negative nell’età adulta. Tali conseguenze comprendono differenti difficoltà sul piano sociale ed interpersonale, nonché numerosi disturbi psichiatrici.  Tra le più comuni conseguenze è possibile riscontrare i disturbi del comportamento alimentare (Duran et al., 2004; Heim & Nemeroff, 2001; Kendler, Kuhn, & Prescott, 2004; Roy, 2002; Schechter et al., 2000), nonché il disturbo di personalità borderline (BPD), un Disturbo della Personalità caratterizzato da instabilità nelle relazioni interpersonali, nell’immagine di sé e nelle relazioni affettive, e da impulsività elevata (Sansone & Sansone, 2006).

E’ ormai ampiamente noto come esperienze traumatiche infantili ripetute determinino un’enorme varietà di conseguenze psicologiche negative nell’età adulta. Tali conseguenze comprendono differenti difficoltà sul piano sociale ed interpersonale, nonché numerosi disturbi psichiatrici.  Tra le più comuni conseguenze è possibile riscontrare i disturbi del comportamento alimentare (Duran et al., 2004; Heim & Nemeroff, 2001; Kendler, Kuhn, & Prescott, 2004; Roy, 2002; Schechter et al., 2000), nonché il disturbo di personalità borderline (BPD), un Disturbo della Personalità caratterizzato da instabilità nelle relazioni interpersonali, nell’immagine di sé e nelle relazioni affettive, e da impulsività elevata (Sansone & Sansone, 2006).
A tal proposito, di notevole interesse risulta essere il contributo di Sansone e Sansone (2007), le quali propongono un modello “a cascata”. In particolare, le Autrici hanno esaminato il ruolo del trauma infantile come fattore eziologico per lo sviluppo sia di un disturbo alimentare, sia del disturbo di personalità borderline. Inoltre, lo stesso BPD sembra portare ad un aumento del rischio i sviluppare un disturbo del comportamento alimentare, in particolare nei soggetti adolescenti di sesso femminile. A conferma di ciò, esiste un’enorme quantità di dati empirici che hanno rilevato l’esistenza di una frequente associazione tra il disturbo borderline di personalità e i problemi alimentari.
Sansone e Sansone (2007) arrivano a proporre l’esistenza di dinamiche specifiche del disturbo borderline di personalità, le quali aumentano il rischio di sviluppare un disturbo del comportamento alimentare, ed in particolare identificano due aspetti che aumentano significativamente il rischio di sviluppare un problema alimentare: disturbi dell’immagine corporea e comportamenti autolesionistici. Sansone e Sansone (2007) ipotizzano che disturbi dell’immagine corporea, presenti sia in individui con storia di abuso sessuale in infanzia, sia in soggetti con BPD, costituiscano la base per lo sviluppo di un senso di disagio legato al corpo. Per i soggetti con tale disagio, l’obiettivo principale sembrerebbe essere quello di “riparare” o migliorare il corpo, percepito come sbagliato o inadeguato.
In presenza di una reale o percepita problematica del peso, tale processo di riparazione o miglioramento può manifestarsi facilmente, soprattutto in individui emotivamente fragili, attraverso tentativi patologici di regolazione del peso corporeo, ad esempio attraverso un disturbo alimentare. Tale strategia appare particolarmente frequente tra le adolescenti appartenenti a famiglie in cui si presta particolare attenzione al peso corporeo, e/o a società in cui i media propongono costantemente immagini che esaltano il valore della magrezza.
Oltre a disturbi nella percezione dell’immagine corporea, un altro aspetto associato al BPD sono i comportamenti autolesionistici; cronici e ripetuti comportamenti autolesionistici sono infatti una delle caratteristiche definitorie del BPD (Sansone, Wiederman & Sansone, 1998). I comportamenti messi normalmente in atto da soggetti borderline comprendono procurarsi tagli, graffi e bruciature, picchiarsi e percuotersi; gesti suicidari e tentati suicidi multipli; relazioni e rapporti sessuali sadomasochistici; comportamenti altamente rischiosi (ad es. avere rapporti sessuali non protetti con individui affetti da HIV, fare jogging di notte in parchi cittadini altamente pericolosi); hobby ad alto rischio (ad es. bungee – jumping).
Negli individui con disturbi del comportamento alimentare e BPD è importante riconoscere che i comportamenti di controllo del peso possono assumere una funzione psicologica specifica, in particolare quella di ferire e provocare danno a se stessi
Sulla base di questa ricca mole di dati empirici, e delle conseguenti ipotesi esplicative, Sansone e Sansone (2007) arrivano ad elaborare un modello definito “di sviluppo a cascata”, dove ciascuna tappa nella cascata costituisce un elemento di rischio per lo sviluppo di ciò che ad essa segue. All’inizio il trauma infantile, ed in particolare l’abuso fisico, emozionale e sessuale, sembra incrementare il rischio di sviluppare un disturbo borderline di personalità, in associazione a fattori predisponenti di carattere genetico, e a disfunzioni genitoriali e parentali. In seguito lo sviluppo del BPD determina il consolidamento ed il perdurare di due elementi psicopatologici chiave, e cioè disturbi nell’immagine corporea e comportamenti autolesionistici. La presenza di disturbi nella percezione dell’immagine corporea sembra contribuire all’emergere nel soggetto del bisogno di migliorare il proprio corpo. In presenza di una reale o percepita problematica nel peso, gli sforzi per “riparare” il proprio corpo possono facilmente manifestarsi nella forma di un disturbo alimentare; conseguentemente, l’emergere di un comportamento alimentare nocivo rafforza la messa in atto di comportamenti autolesionistici, dinamica tipica del disturbo borderline di personalità. Dunque, specialmente nei soggetti di sesso femminile, lo sviluppo del BPD sembra aumentare il rischio di sviluppare un disturbo del comportamento alimentare, soprattutto in quei contesti familiare e/o sociali in cui viene attribuito un valore elevato alla forma e al peso corporei.

Francesco Panzeri

Bibliografia

•    Duran, B., Malcoe, L. H., Sanders, M., Waitzkin, H., Skipper, B., & Yager, J., Child maltreatment prevalence and mental disorders outcomes among American Indian women in primary care, Child Abuse & Neglect, 28, 131–145., 2004
•    Heim, C., & Nemeroff, C. B. The role of childhood trauma in the neurobiology of mood and anxiety disorders: Preclinical and clinical studies. Biological Psychiatry, 49, 1023–1039, 2001
•    Kendler, K. S., Kuhn, J. W., & Prescott, C. A., Childhood sexual abuse, stressful life events and risk for major depression in women. Psychological Medicine, 34, 1475–1482, 2004
•    Roy, A., Childhood trauma and neuroticism as an adult: Possible implication for the development of the common psychiatric disorders and suicidal behavior, Psychological Medicine, 32, 1471–1474, 2002
•    Schechter, D. S., Marshall, R., Salman, E., Goetz, D., Davies, S., & Liebowitz, M.R.,  Ataque de nervios and history of childhood trauma. Journal of Traumatic Stress, 13, 529–534, 2000
•    Sansone, R. A., Sansone, L.A., Childhood Trauma, Borderline Personality, and Eating Disorders: A Developmental Cascade, Eating Disorders: The journal of Treatment and Prevention, Vol. 15(4), pp 333-346, Jul. 2007
•    Sansone, R. A., & Sansone, L. A., Childhood trauma, personality disorders, and eating disorders, in R. A. Sansone & J. L. Levitt (Eds.), Personality disorders  and  eating  disorders: Exploring  the  frontier (pp. 59–76). New York: Routledge, 2006
•    Sansone, R. A., Wiederman, M. W., & Sansone, L. A., The Self-Harm Inventory (SHI): Development of a scale for identifying self-destructive behaviors and borderline personality disorder, Journal of Clinical Psychology, 54, 973–983, 1998
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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.