Problemi cognitivi in età avanzata: le attività quotidiane che riducono il rischio di svilupparli - Psicologo Milano
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Problemi cognitivi in età avanzata: le attività quotidiane che riducono il rischio di svilupparli

problemi cognitivi anziani

 

Un nuovo studio (Roberts et al., 2015) suggerisce che usare il computer, socializzare e ingaggiarsi in attività artistiche o manuali durante l’età avanzata contribuirebbero a ridurre il rischio di sviluppare, negli anni successivi, problemi nelle funzioni cognitive, in particolare nella memoria.

Nella ricerca, pubblicata sulla rivista Neurology, è stato chiesto a 256 anziani di riferire quanto spesso praticassero alcune semplici attività quotidiane. Nessuno dei soggetti del campione, la cui età media era di 87 anni, riportava problemi cognitivi o di memoria all’inizio dello studio.

 

Le attività considerate erano le seguenti:

 

Attività artistiche:

  • disegno
  • scultura
  • pittura

 

Attività manuali:

  • lavorazione della ceramica
  • lavorazione del legno
  • quilling (un’attività che consiste nell’arrotolare strisce di carta per creare motivi decorativi)
  • cucito

 

Attività di socializzazione:

  • socializzare con gli amici
  • cinema, teatro o concerti
  • frequentare circoli (ad esempio club di libri)
  • attività religiose
  • viaggiare

 

Attività informatiche:

  • fare ricerche sul web
  • fare acquisti online
  • navigare in internet
  • giocare a computer

Circa quattro anni dopo le rilevazioni, poco meno della metà dei soggetti del campione aveva sviluppato un deterioramento cognitivo lieve (dall’inglese mild cognitive impairment – MCI), una condizione clinica che include problemi nei domini della memoria, pianificazione, linguaggio e attenzione che ancora non si configurano in una demenza.

I predittori del disturbo sono risultati essere: fattori di tipo genetico (in particolare l’essere portatori dell’allele APOE ε4), sintomatologia depressiva, ipertensione, significativi problemi vascolari e patologie croniche.

Il rischio risultava invece ridotto in quei soggetti che avevano partecipato regolarmente ad attività artistiche, manuali, di socializzazione e informatiche.

In particolare, le attività che sembrano aver avuto un maggior effetto protettivo erano quelle artistiche. Le persone che si erano impegnate in attività artistiche avevano il 73% di probabilità in meno di sviluppare MCI. Il praticare attività manuali abbassava il rischio del 45%, e le attività di socializzazione e informatiche lo riducevano rispettivamente del 55 e del 53%.

Il professor Rosebud Roberts, uno degli autori dello studio ed esperto nell’eziologia delle demenze, ha commentato: “Mentre un sempre maggior numero di persone sta raggiungendo l’età in cui si possono sperimentare problemi a livello cognitivo, è importante che ci muoviamo per identificare i cambiamenti nello stile di vita che possono allontanare questa condizione. Il nostro studio sostiene l’idea che impegnare la mente può proteggere i neuroni, o gli elementi costitutivi del cervello, dalla morte, stimolare la crescita di nuovi neuroni e aiutare a reclutarne di nuovi per mantenere le attività cognitive in età avanzata”.

Vai alla fonte in lingua originale

 

Un articolo pubblicato a maggio 2015 sulla rivista Neurology è andato ad indagare i fattori che contribuiscono al deterioramento cognitivo negli anziani e i fattori di protezioni in grado di ritardare questo impairment. Tra questi ultimi, sembrano essere di significativa importanza alcune attività quotidiane…

Sul tema delle demenze, potrebbe interessarvi anche QUESTO articolo, in cui fornisco 5 semplici indicazioni tratte dalla recente ricerca medica e psicologica utili a contrastare l’invecchiamento cerebrale.

Inoltre, vi segnalo l’intervista che ho fatto ad una collega psicologa, la dott.ssa Leonetti, che si occupa nello specifico di demenze e che, nel video, fornisce alcuni suggerimenti utili ai familiari di persone affette da questa patologia. QUI.

 

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.