Problemi alimentari e traumi infantili - Psicologo Milano
Francesco Panzeri
29 luglio 2013
Abuso infantile, Disturbo di personalità borderline e problemi alimentari
29 luglio 2013
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Problemi alimentari e traumi infantili

traumi infanzia alimentazionePTSD e alimentazione

Pubblico con piacere un articolo di Francesco Panzeri, in cui si evidenza un'interessante correlazione tra il disturbo post-traumatico da stress e le problematiche legate all'alimentazione. In particolare trovo utile mettere l'accento sul processo per cui la condotta alimentare viene vista come aiuto dell'individuo per gestire parte delle emozioni negative derivanti dal trauma stesso.
Buona lettura
Luca Mazzucchelli

Negli ultimi anni numerosi clinici e ricercatori hanno posto l’attenzione sugli effetti che i traumi precoci possono avere sullo sviluppo di varie forme di psicopatologia in età adulta e adolescenziale, tra le quali i disturbi del comportamento alimentare. L’esperienza clinica ha portato molti studiosi ad interrogarsi sulla frequenza con cui si rilevano eventi traumatici di natura sessuale, fisica o psicologica nei pazienti che hanno sviluppato una patologia anoressico-bulimica.

traumi infanzia alimentazionePTSD e alimentazione

Pubblico con piacere un articolo di Francesco Panzeri, in cui si evidenza un’interessante correlazione tra il disturbo post-traumatico da stress e le problematiche legate all’alimentazione. In particolare trovo utile mettere l’accento sul processo per cui la condotta alimentare viene vista come aiuto dell’individuo per gestire parte delle emozioni negative derivanti dal trauma stesso.
Buona lettura
Luca Mazzucchelli

Negli ultimi anni numerosi clinici e ricercatori hanno posto l’attenzione sugli effetti che i traumi precoci possono avere sullo sviluppo di varie forme di psicopatologia in età adulta e adolescenziale, tra le quali i disturbi del comportamento alimentare. L’esperienza clinica ha portato molti studiosi ad interrogarsi sulla frequenza con cui si rilevano eventi traumatici di natura sessuale, fisica o psicologica nei pazienti che hanno sviluppato una patologia anoressico-bulimica.
Il Disturbo post-traumatico da stress (PTSD) è una forma di psicopatologia che può svilupparsi in seguito all’aver vissuto un’esperienza traumatica, catastrofica o violenta. Per poter diagnosticare il Disturbo post-traumatico da stress è necessario che la persona sia stata esposta ad un evento traumatico, che tale evento venga di frequente rivissuto attraverso sogni o ricordi spiacevoli, che il soggetto voglia evitare gli stimoli associati all’evento traumatico, e che manifesti una maggiore reattività rispetto al periodo precedente al trauma, come ad esempio, difficoltà ad addormentarsi, irritabilità e scoppi di collera, difficoltà a concentrarsi.
Un team di ricercatori (Dansky et al, 2000) ha osservato come il Disturbo post-traumatico da stress  svolga un ruolo importante nella relazione tra esperienze di abuso sessuale infantile e la bulimia nervosa. Il dato forse più interessante emerso da tali ricerche è quello secondo cui i soggetti che erano state vittime di abuso sessuale ed avevano sviluppato un PTSD, avevano maggiori probabilità di presentare i criteri diagnostici per la bulimia nervosa rispetto ai soggetti che invece non avevano sviluppato il medesimo disturbo (Dansky et al.,1997).
In un altro studio gli stessi autori hanno osservato come nella relazione tra la bulimia nervosa e i disturbi da dipendenza e abuso di sostanze giocasse un ruolo importante la presenza di PTSD e di depressione; nello stesso contributo i ricercatori riportano come i disturbi legati ad abuso di alcol non erano associati direttamente alla bulimia nervosa, ma lo erano rispetto al PTSD e al disturbo depressivo maggiore, i quali a loro volta presentavano un’associazione con la bulimia nervosa (Dansky et al., 2000).

Negli ultimi anni si è assistito ad un crescente interesse per l’idea secondo cui i disturbi del comportamento alimentare possano costituire un meccanismo difensivo messo in atto dal soggetto per ridurre il proprio stato emozionale negativo; sembrerebbe essere quindi lo stato emotivo negativo seguente al trauma ad aumentare il rischio di sviluppare un disturbo del comportamento alimentare nelle vittime (Killgore & Yurgelun-Todd, 2006).
Holzer et al. (2008) hanno realizzato uno studio condotto su un campione di 97 donne, suddiviso in quattro sottogruppi, di cui un gruppo costituito da donne che avevano subito esperienze di abuso durante l’infanzia, un gruppo costituito da donne vittime di stupri e violenze sessuali durante l’età adulta, un terzo gruppo costituito da donne colpite da entrambe queste drammatiche esperienze, ed infine un quarto gruppo di controllo costituito da donne che non avevano subito né abusi in infanzia, né stupri in età adulta. I risultati della ricerca hanno confermato che le esperienze traumatiche sono associate ad un aumento dei sintomi da alimentazione disturbata e ad un aumento dei sintomi da Disturbo post-traumatico da stress, e che questo disturbo gioca un ruolo importante nella relazione tra trauma sessuale e disturbo alimentare.
In particolare i  ricercatori hanno osservato come la presenza di forti emozioni negative rappresenti un fattore particolarmente importante, insieme all’evitamento sociale. Gli autori propongono inoltre un’ interessante ipotesi per spiegare tale associazione, secondo cui gli individui che sviluppano disturbi del comportamento alimentare dopo esperienze di traumi sessuali hanno probabilità particolarmente elevate di manifestare anche gravi sintomi del PTSD. In particolare, in accordo con quanto già sostenuto da altri autori  (Dansky et al.,1997;  Dansky, Byrne, and Brady, 1999), il PTSD è la conseguenza naturale di un trauma, e il disturbo alimentare aiuta la vittima a contenere e tenere sottocontrollo lo stato emozionale negativo e l’aumentata attivazione emotiva associata allo stesso PTSD.
Studi precedenti hanno infatti osservato come le abbuffate alimentari possano svolgere la funzione di aiutare il soggetto ad evitare lo stato emotivo negativo (Heatherton & Baumeister, 1991). Dunque Holzer e collaboratori sostengono come quei soggetti vittime di esperienze traumatiche che sviluppano un PTSD, ed in particolare elevati livelli di attivazione emotiva, hanno notevole probabilità di sviluppare un disturbo alimentare allo scopo di regolare il sottostante stato emozionale. Allo stesso modo, l’isolamento ed il ritiro sociale seguenti all’esperienza di trauma sessuale possono aumentare la probabilità di sviluppare un disordine alimentare, come strumento per far fronte alla povertà delle relazioni, e per contrastare lo stato emotivo negativo associato a tale condizione di isolamento.

Francesco Panzeri

Bibliografia
•    Dansky, B. S., Brewerton, T. D., & Kilpatrick, D. G., Comorbidity of bulimia nervosa and alcohol use disorders: Results from the National Women’s Study. International Journal of Eating Disorders, 27(2), 180–190, 2000
•    Dansky, B. S., Brewerton, T. D., Kilpatrick, D. G., & O’Neill, P. M., The NationalWomen’s Study: Relationship of crime victimization and PTSD to bulimia nervosa, International Journal of Eating Disorders, 21, 213–228, 1997  
•    Dansky, B. S., Byrne, C. A., & Brady, K. T., Intimate violence and post-traumatic stress disorder among individuals with cocaine dependence, American Journal of Drug and Alcohol Abuse, 25(2), 257–268, 1999  
•    Heatherton, T. F., & Baumeister, R. F., Binge eating as escape from self-awareness, Psychological Bulletin, 110, 86–108, 1991  
•     Holzer, S.R.; Uppala, S.; Wonderlich, S. A.; Crosby, R. D.; Simonich, H. Mediational significance of PTSD in the relationship of sexual trauma and eating disorders, Child Abuse & Neglect 32 561–566, 2008 
•     Killgore, W. D. S., & Yurgelun-Todd, D. A., Affect modulates appetite-related brain activity to images of food, International Journal of Eating Disorders, 39, 357–363, 2006  

 

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.