Psicologia dell’ abbigliamento: ciò che indossi conta più di quanto pensi - Psicologo Milano
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Psicologia dell’ abbigliamento: ciò che indossi conta più di quanto pensi

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Pensate che i vestiti che indossate abbiano la sola funzione di proteggervi dal freddo e rendervi “carini” o attraenti?

La ricerca in psicologia sembra sostenere qualcosa di molto diverso: il modo in cui ci vestiamo influenza in maniera non indifferente molti aspetti della nostra vita.

A conferma di ciò, in letteratura esiste un filone di ricerca specificatamente dedicato allo speciale rapporto e tra abbigliamento e psiche. Le declinazioni di questa relazione sono moltissime..

  • il modo in cui ci vestiamo può influenzare in modo importante la nostra mente, modificando il nostro umore, il mondo in cui ci sentiamo, ci comportiamo e addirittura le nostre performance…
  • gli abiti che scegliamo di indossare vengono percepiti dalla altre persone in maniera specifica, tanto che il nostro modo di vestirci può influenzare le nostre prospettive di lavoro, la nostra vita amorosa e, più in generale, il modo in cui gli altri ci percepiranno e ci tratteranno…
  •  le illusioni visive create dal taglio e dalla fantasia degli abiti che indossiamo modificano profondamente il modo in cui appare il nostro corpo
  • ..e tanto altro ancora..

Nelle prossime righe esploriamo il rapporto tra abbigliamento e psicologia passando in rassegna alcune delle più interessanti ricerche in questo ambito.

1) Vestirsi come un supereroe 

Diversi studi si sono focalizzati sul rapporto tra abbigliamento e performance. Ad esempio, una ricerca molto originale sull’argomento (1) ha scoperto che indossare una t-shirt di Superman poteva dare alle persone una marcia in più…

Nello studio, svolto dalla professoressa Karen Pine dell’Università di Hertfordshire, i soggetti del campione (tutti studenti universitari) indossavano una maglietta del supereroe oppure altre t-shirt. I risultati mostrano che coloro che indossavano la maglietta di Superman, rispetto agli altri, si sentivano più attraenti e in generale migliori dei compagni. Inoltre, quando era stato chiesto loro di stimare quanto peso avrebbero potuto sollevare, coloro che indossavano la maglia di Superman pensavano di essere più forti rispetto a coloro che indossavano altre t-shirt.

Psicologia-abbigliamento-1Ma i risultati di questo studio non si limitano a “percezioni soggettive”; infatti, gli studenti che indossavano la maglietta da supereroe hanno anche sperimentato un aumento effettivo delle prestazioni. Sottoposti a test che misuravano specifiche  performance mentali, questi soggetti ottenevano un punteggio medio del 72%, a differenza di coloro che indossavano altre t-shirt, i cui punteggi medi si fermavano al 64%.

La Professoressa ritiene che tali risultati siano attribuibili ad un effetto “priming”, secondo cui i nostri processi mentali e le nostre percezioni sono influenzati dal significato simbolico che attribuiamo inconsapevolmente ad uno stimolo che abbiamo appena visto, in questo caso alla nostra t-shirt.

Curiosamente, non solo Superman ma anche Batman sembra rientrare indirettamente in questa questione: uno studio del 1969 (2) ha mostrato che persone che indossavano cappucci, cappe e mantelli erano più propensi di coloro che non le avevano a dare scosse elettriche ad altri…

Psicologia-abbigliamento-2Anche un altro studio (3), condotto nel 2012 dai ricercatori della Northwestern University, è andato ad indagare gli effetti degli abiti sulle prestazioni. I partecipanti alla ricerca hanno ricevuto lo stesso abito bianco; tuttavia ad alcuni è stato detto che si trattava di un camice da medico, ad altri che si trattava di un camice da imbianchino. Il risultati?

Indossare un camice bianco aumentava le prestazioni mentali dei partecipanti in compiti cognitivi, ma solo quando tale indumento era stato precedentemente associato alla professione di medico. Al contrario, nei casi in cui era stato associato alla professione di imbianchino, non è stato rilevato alcun effetto sulla performance.

Insomma, affinché i vestiti possano avere un effetto sulle nostre performance mentali sembra necessario attribuire loro dei significati simbolici. Tale fenomeno è noto in letteratura come “cognizione incarnata” (embodied cognition). Dunque, quando avete bisogno di una “spinta” di qualche tipo, indossate abiti che simboleggiano l’effetto che desiderare ottenere: creativo, professionale, seducente, casto, serio, divertente. Cercate “eroi di stile” che potrebbero ispirarvi.

2) Professionale o casual?

Le divise da lavoro e, più in generale, gli abiti formali hanno un potente effetto sui comportamenti delle persone. Questo è uno dei motivi per cui molte aziende insistono sul fatto che i loro dipendenti utilizzino un abbigliamento di tipo formale anche se non sono a contatto con il pubblico.

Ad esempio, alcuni studi (4) pubblicati sulla rivista Evolution and Human Behaviour mostrano come le persone che si vestono in modo professionale possono contare su una serie di benefici: ottengono più facilmente la collaborazione degli altri, riescono a ottenere donazioni maggiori per opere benefiche, un maggior numero di raccomandazioni e stipendi più alti.

L’effetto dell’abbigliamento in ambito lavorativo sembra avere un peso particolare per il genere femminile. In uno studio (5), i ricercatori hanno mostrato ad un campione di 129 soggetti di sesso femminile alcune immagini di donne con i visi pixelati. Tutte le donne ritratte nelle immagini avevano un abbigliamento piuttosto sobrio ma differivano leggermente in alcuni particolari degli abiti indossati (ad esempio piccole modifiche nella lunghezza della gonna o un bottone slacciato in più o in meno sulla camicetta). Ad ognuna delle fotografie era associato un ruolo lavorativo, da senior manager a receptionist. Le donne del campione potevano visionare le immagini per un massimo di 5 secondi e dovevano poi valutarle su alcune caratteristiche, tra cui intelligenza, affidabilità, reponsabilità e autorità.

Psicologia-abbigliamento-3I risultati dello studio hanno rivelato che le partecipanti valutavano meno positivamente (su tutti i parametri) le donne che ricoprivano ruoli più importanti quando il loro stile era più “provocante” (sebbene comunque nei limiti della sobrietà, cioè con la gonna leggermente sopra il ginocchio e uno dei primi bottoni della camicia slacciato); al contrario, le valutavano più positivamente quando si vestivano in modo più “morigerato”. Le stesse modifiche nell’abbigliamento non influenzavano in nessuno modo la valutazione sulle immagini che ritraevano le receptionist, suggerendo un significativo effetto del ruolo ricoperto sul giudizio.

L’effetto dell’abito, comunque, non dispensa nemmeno gli uomini. In questa direzione, un’altra ricerca (6) ha dimostrato che uomini che indossano abiti fatti su misura sono percepiti significativamente più sicuri di sé e affidabili rispetto uomini che indossano abiti non sartoriali. I ricercatori hanno mostrato ad un gruppo di oltre 300 partecipanti di entrambi i sessi immagini di uomini in abiti sartoriali oppure in ambiti similmente eleganti ma acquistati in negozio. Colori e stili sono stati mantenuti gli stessi nei due tipi di abiti. Anche in questo caso, i volti degli uomini fotografati sono stati pixelati, in modo da evitare che qualche altra variabile influenzasse il giudizio. Ebbene: i soggetti del campione, dopo aver visionato le foto per 3 secondi, hanno valutato gli uomini con abiti sartoriali come più affidabili, flessibili, sicuri di sé e con un reddito più elevato rispetto a coloro che indossavano il corrispettivo acquistato in negozio.

Psicologia-abbigliamento-8Altre ricerche hanno dimostrato che le nostre percezioni sull’abbigliamento delle persone sono influenzate da quanto queste sono simili a noi. In questa direzione, un esperimento degli anni ’70 (7) ha mandato donne ben vestite e donne vestite in modo più trasandato in un aeroporto e in una stazione degli autobus; le donne dovevano chiedere alle persone una moneta per fare una telefonata. Le donne eleganti hanno ottenuto più soldi all’aeroporto, frequentato da persone meglio vestite, mentre le donne mal vestite hanno ottenuto più soldi alla stazione degli autobus!

Che significa tutto ciò? Considerando il forte impatto che il nostro modo di vestire ha sugli altri, è possibile utilizzare l’abbigliamento come uno strumento in più per entrare in contatto e in empatia con un determinato target di persone. Che il vostro target sia costituito da giovani o da investitori, il modo in cui deciderete di vestirvi nei due casi può giocare un certo ruolo nel favorire o sfavorire il vostro successo. Insomma, date un occhio al vostro target, e chiedetevi cosa state cercando di trasmettere.

3) Articoli contraffatti (“tarocchi”)

Se non potete permettervi di indossare marchi di lusso, potreste essere tentati di comprare alcuni articoli contraffatti.

Tuttavia, la ricerca mostra come indossare questi oggetti apparentemente lussuosi può avere ricadute inaspettate sul nostro stato mentale.

Un gruppo di ricercatori delle Università di Chapel Hill, della Harvard Business e della Duke University (8) hanno fornito ad un campione di soggetti dei costosi occhiali da sole firmati Chloé, dicendo a metà di loro che erano “falsi”. Successivamente i partecipanti sono stati invitati a svolgere alcuni compiti dove avevano l’opportunità di imbrogliare.

Nel primo compito dovevano risolvere alcuni rompicapo matematici impossibili. I partecipanti dovevano auto-valutarsi e incassare dei soldi in caso di risposta corretta, ed erano all’oscuro del fatto che anche i ricercatori stavano monitorando i punteggi. I risultati mostrano che il 70% dei partecipanti che credeva di indossare gli occhiali contraffatti aveva barato, al contrario di solo il 30% di coloro che pensava di indossare occhiali autentici.

Psicologia-abbigliamento-5In un secondo compito, gli stessi partecipanti dovevano indicare se vi erano più punti sul lato sinistro o destro di uno schermo e prendere mezzo centesimo quando sceglievano “sinistra” e 5 centesimi quando sceglievano “destra”, indipendentemente dal fatto che la risposta fosse o meno corretta. Anche questa volta, i partecipanti che credevano di indossare occhiali falsi hanno preferito la scelta più redditizia di a quella più corretta rispetto all’altro gruppo.  
Infine, i soggetti sono stati interrogati in merito a cosa pensassero sull’etica di alcune persone di loro conoscenza. L’obiettivo era capire se il fatto di credere di indossare occhiali contraffatti, oltre ad avere un effetto negativo sulla propria etica, portava anche a valutare come meno etiche altre persone. Ebbene sì: coloro che credevano di indossare “tarocchi” hanno descritto le altre persone oggetto dell’intervista come significativamente più disoneste e più portate ad agire in modo immorale sul lavoro.

4) … e tante altre

Ovviamente i modi in cui psiche e moda si intrecciano e si influenzano a vicenda non sono finiti qui. Ecco un elenco di altri spunti in questa direzione (ovviamente tutti supportati da ricerche scientifiche)

  • Le persone che si vestono come i loro capi hanno più probabilità di essere assunte e di ottenere una promozione.
  • Gli uomini hanno più probabilità di approcciare una donna per chiederle un appuntamento se è vestita di rosso.
  • Le donne si vestono in modo più provocante in periodo di ovulazione (quando sono più fertili).
  • I runners hanno maggiori probabilità di salutare altri runners che indossano un completo da corsa simile al loro.
  • Gli uomini si guardano allo specchio circa il doppio delle volte rispetto alle donne.
  • I delinquenti ricevono una sentenza più dura in tribunale se sono vestiti di nero.
  • Vestirsi a tinta unita rende sfuocate le linee di divisione del corpo e lo rende più snello.
  • L’occhio umano impiega più tempo per “viaggiare” sui tessuti fantasia, facendo sì che il corpo appaia più “grande”. Tuttavia, linee diagonali collocate sul corpo sotto forma di dettagli o fantasia del tessuto fanno apparire più snelli.
  • Indossare divise legate a professioni con aspetti di violenza libera comportamenti aggressivi.
  • La maggior parte delle donne indossa meno della metà dei vestiti che possiede; ciò vale solo per un uomo su cinque.
  • Le persone camminano più velocemente quando si avvicinano a qualcuno che veste di rosso o di blu.
  • Dopo averlo provato, gli uomini hanno più del doppio delle probabilità di acquistare un capo di abbigliamento rispetto alle donne.
  • Le linee verticali sugli abiti creano un’illusione di maggior altezza, mentre linee cuve, orizzonati o interruzioni di linee creano l’effetto opposto.
  • Indossare determinati vestiti può aiutare a rendere le persone meno ansiose e meno depresse.
  • Le persone si tengono piuttosto lontane da coloro che indossano vestiti molto datati o decisamente fuori moda.
  • Le donne hanno il doppio della possibilità di indossare i jeans quando hanno un umore deflesso rispetto a quando sono felici.
  • I pazienti hanno più fiducia in un medico che indossa un camice bianco.
  • La prima cosa che gli uomini notano delle donne è l’abbigliamento (prima del viso o del corpo). Invece le donne osservano per primi il viso, il sorriso e gli occhi di un uomo.
  • Le donne vanno molto peggio in un test di matematica quando indossano un costume da bagno piuttosto che un maglione.
  • Una donna candidata per un posto di lavoro che veste in modo piuttosto mascolino ha più probabilità di essere assunta di una che veste in modo ultra-femminile.

Bibliografia:

(1) Pine, K. (2014). Mind What You Wear: The Psychology of Fashion.

(2) Zimbardo, P. G. (1969). The human choice: Individuation, reason, and order vs. deindividuation, impulse and chaos. In W. J. Arnold & D. Levine (Eds.), Nebraska Symposium on Motivation (Vol. 17, pp. 237-307). Lincoln, NE: University of Nebraska Press.

(3) Adam, H., Galinsky, A. D. (2012). Enclothed cognition. Journal of Experimental Social Psychology, 48(4).

(4) Rob M.A. Nelissen, R. M. A. & Meijers, M. H. C. (2010). Social benefits of luxury brands as costly signals of wealth and status. Evolution and Human Behaviour.

(5) Howlett, N., Pine, K. L., Cahill, J., Orakçıoğlu, I., & Fletcher, B. (2015). Small changes in clothing equal big changes in perception: The interaction between provocativeness and occupational status. (In press) Sex Roles: Journal of Research.

(6) Howlett, N., Pine, K. L. , Orakçıoğlu, I., & Fletcher, B. (2013). The influence of clothing on first impressions: Rapid and positive responses to minor changes in male attire. Journal of Fashion Marketing & Management, 17 (1), pp. 38-48.

(7) Hensley, W. E. (1981). The effects of attire, location, and sex on aiding behavior: A similarity explanation. Journal of Nonverbal Behavior, 6(1), pp 3-11.

(8) Gino, F., Norton, M. I. & Ariely, D. (2010). The Counterfeit Self: The Deceptive Costs of Faking It. Psychological Science, 21(5), pp. 712–720.

Vai alla fonte in lingua originale

Il rapporto tra abbigliamento/moda e psicologia mi ha sempre molto incuriosito…

Da una parte credo che il modo in cui ci vestiamo dica qualcosa di noi, della nostra personalità e dei nostri bisogni, dunque sono un sostenitore della scelta di abiti che ci rispecchiano in modo autentico a prescindere da quelle che sono le convenzioni.

Dall’altra parte però, penso che i vestiti, quando necessario, possono essere dei potenti strumenti di comunicazione e alleati nella vita quotidiana: trasmettono messaggi al nostro posto, ci sostengono in una performance, ispirano certi comportamenti, condizionano fortemente la percezione che gli altri hanno di noi (sul lavoro o in altri ambiti importanti della vita).. Ecco un articolo che avvicina a questo argomento.

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.