il cerchio dei sensi: la vista è davvero così importante? - Psicologo Milano
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il cerchio dei sensi: la vista è davvero così importante?

psicologia cecità

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Nel primo articolo di questa sezione vi ho raccontato un po’ di me, della mia esperienza e di come svolgo il mio lavoro senza vedere. Ora partiamo dal fatto che, nella nostra vita, tutti i sensi sono ugualmente fondamentali. Il problema è che siete talmente abituati ad usare la vista che spesso non vi rendete neanche conto di quanto collaborino, come in una grande squadra, tutti gli altri sensi durante lo svolgimento di una qualsiasi attività. 

E allora partiamo con l’agganciare la cecità alla luce e il vedere al buio e da qui andiamo avanti, diciamo così, nel tracciare il cerchio dei nostri sensi.
 

Chi vede spesso si domanda se i ciechi vedano nero, buio, ma nessuno riesce mai a dare la risposta corretta, forse perché quello che sto per dirvi probabilmente potrà disorientarvi un po’ o far paura a qualcuno. In realtà, i ciechi non vedono nulla, il buio non sanno cosa sia, proprio perché non hanno mai visto la luce. Questo discorso si riferisce ai ciechi dalla nascita, diverso è per chi cieco lo diventa, ma andiamo con ordine.

Per capire realmente come vede un cieco, vi propongo un gioco. Immaginate che qualcuno vi abbia messo un collare rigido che vi impedisce di girare la testa, da ora in poi potrete guardare solo ciò che vi sfila davanti. Cosa accade alle vostre spalle? Come vi fa sentire il non poter vedere con gli occhi cosa succede dietro di voi? Vi impaurisce, vi incuriosisce, vi è indifferente? Qualcuno potrebbe rispondere che ciò che ha dietro è anche ciò che ha visto pochi secondi prima se sta camminando. E se qualcosa invece fosse cambiato, come potreste saperlo?
Per aiutarvi a trovare la risposta corretta cito una frase molto comune: le mamme hanno gli occhi anche dietro quando si tratta dei loro figli.

Cosa c’è oltre alla vista che può venirmi in aiuto in questo difficile rebus? Gli altri sensi!
Le orecchie sentono a 360 gradi, quindi se qualcuno a voi famigliare cammina, in prima istanza riconoscerete il passo, poi magari sentirete nell’aria quel profumo a voi così caro, e infine riconoscerete la voce della persona in questione. Riprendendo l’analogia con gli occhi dietro della mamma, se mentre cucinate vostro figlio facesse qualcosa di strano, non ditemi che non ve ne accorgereste subito: dal rumore del cassetto della vostra stanza che non dovrebbe sentirsi perché dovrebbe essere chiuso, dalle molle del divano che fanno quel rumore ritmico provocato da chi sul divano ci sta saltando. D’istinto, come un riflesso, mentre si gira il risotto, scatta il rimprovero a distanza: “Non devi saltare sul divano, ti sento sai?”.

Ecco che per i ciechi totali la “luce” è data dai sensi extravisivi e il “buio” dall’assenza di qualsiasi stimolo extravisivo. Per un cieco totale è più buia una stanza illuminata da una lampada, ma completamente silenziosa.

Quest’ultima affermazione, in realtà, è corretta a metà. In una stanza, anche la più silenziosa e magari insonorizzata, ci sarà sempre il rumore del silenzio, differente per ogni luogo. Una stanza piccola suona in modo diverso da una grande, una arredata suona diversamente da una completamente vuota. E il cieco può interagire col silenzio di queste diverse stanze, silenziose perché non emettono alcun rumore, facendole suonare e ascoltando l’eco del suono da lui stesso prodotto. Provateci anche voi: girate per la vostra casa e, stanza per stanza, fate un qualsiasi rumore, battete le mani, schioccate la lingua, dite una parola ad alta voce. Ed ecco che anche l’apparente buio silenzioso di nuovo si illumina.

E allora dov’è il buio per chi non vede? Voi conoscete il buio perché lo contrapponete alla luce, ma per i ciechi totali il buio e la luce sono astrazioni, concetti, ma non esperienze reali e vissute.

E allora chi diventa cieco cosa vede? Questo è soggettivo. Dipende dai casi: alcuni vedono sempre uno sfondo monocromatico, altri sfondi di vari colori, altri non vedono nulla e basta.

Questo non vuol dire che nella mente dei ciechi ci sia il buio più assoluto perché, come chi vede, anche i non vedenti immaginano. E allora non esiste neanche il buio mentale perché ognuno di noi colora la sua mente con mille e più immagini diverse, connotandole in base alla sua naturale percezione. Le vostre immagini saranno colorate e, quindi, prevalentemente visive, quelle di un cieco dalla nascita avranno molte componenti diverse, ma di certo non avranno caratteristiche date dal senso della vista.

E ancora di più. Non tutti i vedenti hanno una modalità immaginativa prettamente visiva, perché anche nella mente di chi vede spesso nelle immagini mentali prevalgono sensi diversi. Non è raro trovare persone che, raccontando ad esempio di una gita in campagna, non descrivono la bellezza e i colori del paesaggio, ma il profumo dei fiori e della natura, così diverso dall’odore acre delle città.

E ancora, come fareste a vedere il peso di una bottiglia di plastica? Come fareste a vedere la temperatura del latte per il vostro piccolino? Queste sono solo due cose che tutti voi fate senza usare gli occhi, e ce ne sarebbero mille altre. La vista prevale perché gli altri 4 sensi sono i suoi manovali? O vi siete convinti che facciano tutti parte di un’unica grande squadra?

E ora chiudiamo il cerchio. Cosa succederebbe se un giorno i “manovali” decidessero di scioperare? Aspettiamo le vostre riflessioni! 

Chiara Schiroli

 

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.