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7 semplici strategie per incrementare la creatività

aumentare la creatività

Tutti noi siamo creativi, chi più chi meno. In ciascun ambito della nostra vita, ogni giorno, diamo libero spazio alla creatività: sul posto di lavoro, quando vogliamo arredare casa, quando invitiamo amici a cena. La creatività è la nostra spinta a rompere la monotonia quotidiana.

Tuttavia, ci sono delle giornate in cui anche le persone molto creative sono annoiate, girano a vuoto e non trovano idee nuove.

Ecco, dunque, 7 facili tecniche che possono incrementare la creatività.

 

1. CAMBIARE PROSPETTIVA TEMPORALE

In uno studio del 2004, Forster e collaboratori hanno chiesto ad alcuni soggetti di pensare a come sarebbe stata la loro vita dopo un anno. Con questa prospettiva temporale, i partecipanti producevano soluzioni molto più creative e brillanti ai problemi posti rispetto a quando era stato chiesto loro di immaginare cosa sarebbe successo il giorno dopo. Ciò significa che pensare alle distanze temporali, ma anche a quelle spaziali, sembra migliorare il pensiero astratto e di conseguenza la creatività.

Consiglio: proiettatevi nel futuro, osservate il vostro progetto tra uno, dieci, vent’anni… Questo favorisce l’immaginazione e la produzione di idee originali.

 

2. STIMOLAZIONI ASSURDE

La nostra mente lavora incessantemente per dare significato alle esperienze vissute. Più l’esperienza è assurda, più questa operazione è difficile: ecco allora che ci si arrovella alla ricerca di senso, inventando collegamenti singolari. Ai partecipanti di uno studio condotto da Proulx (2009) è stato chiesto di leggere un breve racconto scritto da Franz Kafka, un testo molto stravagante, e successivamente di completare un compito di riconoscimento. Rispetto al gruppo di controllo, coloro che avevano letto la storia mostravano un’abilità spiccata nell’individuare collegamenti bizzarri nascosti.

Consiglio: leggete “Alice nel Paese delle Meraviglie” oppure “La Metamorfosi” di Kafka. L’assurdità è strettamente collegata alla creatività.

 

3. UMORI BUONI O CATTIVI

Gli stati emotivi positivi incrementano sia la capacità di risolvere problemi, sia la flessibilità del pensiero e sono connessi alla creatività. Tuttavia, anche le emozioni negative hanno il potere di incrementare la creatività. George & Zhou (2007) hanno condotto uno studio su 161 impiegati di una azienda e hanno osservato che i livelli di creatività si innalzavano sia in caso di emozioni particolarmente positive sia in caso di emozioni particolarmente negative.

Consiglio: invece di rimanere schiacciati dalle emozioni negative, trovate il modo per sfruttarle al massimo.

4. BASTA SOGNARE AD OCCHI APERTI!

Per incrementare la creatività abbiamo sempre sentito parlare dei benefici di sognare ad occhi aperti. E’ sicuramente un aiuto iniziale, poiché ci permette di produrre idee fantasiose e impossibili e non richiede eccessivo sforzo, ma si corre il rischio di rimanere fermi. In uno studio del 2009, Zhong e collaboratori hanno rilevato che i sogni danno solo piccoli benefici. Il problema della creatività “ad occhi aperti” è che tende a rimanere nella testa, non producendo alcun risultato. Solitamente i sognatori rimandando continuamente, accontentandosi delle loro fantasie.

Consiglio: smettete di sognare e cominciate a fare!

5. COMBINARE GLI OPPOSTI

Intervistando 22 premi Nobel in fisiologia, chimica, medicina, fisica, scrittori che hanno vinto il premio Pulitzer e numerosi artisti, Rothenberg (1996) ha osservato molte somiglianze nel processo creativo. E’ quello che viene chiamato pensiero “Janusiano”: la capacità di concepire simultaneamente due o più concetti tra di loro contraddittori. Integrando queste idee opposte, si giunge alla formulazione di nuove teorie o nuovi capolavori d’arte. Il fisico Bohr, per esempio, usando questo insolito modo di pensare ha dato vita al principio della complementarietà nella teoria dei quanti (nella descrizione della natura entrano in gioco aspetti complementari ma mutuamente esclusivi, come l’aspetto ondulatorio e corpuscolare della luce).

Consiglio: mischiate improbabili opposti, provate combinazioni ridicole.

 

6. RIFORMULARE

Spesso le persone saltano alle conclusioni troppo velocemente, prima ancora di aver pensato bene alla domanda. Spendere del tempo nel riformulare il problema è benefico. Mumford e collaboratori (1994) hanno osservato che i partecipanti producevano soluzioni più creative quando erano obbligati a ripensare al problema da molteplici punti di vista prima di risolverlo. Anche gli artisti, prima della creazione delle loro opere d’arte, pensano al tema che vogliono rappresentare sotto differenti luci (Csikszentmihalyi & Getzels, 1971).

Consiglio: non pensate subito a raggiungere la soluzione, ma concentratevi prima sul problema. Vi state ponendo il giusto quesito?

 

7. ANDARE ALL’ESTERO E IMPARARE UNA NUOVA LINGUA

Maddux e Galinsky (2009) hanno trovato che coloro che si sono trasferiti all’estero hanno una creatività maggiore. Essi sono risultati molto più flessibili e più capaci di fare collegamenti creativi rispetto alle persone che non hanno mai lasciato il loro paese.

Consiglio: prendete la vostra valigia, andate in un’altra nazione e imparate la lingua locale.

(…)

Vai alla fonte in lingua originale 

Per avere idee creative suggerisco la lettura del libro “Idee Forti”, lo puoi acquistare qui.

Spesso pensiamo alla creatività come ad un’idea geniale che arriva dal nulla e che ci fa esclamare Eureka! mentre siamo impegnati a fare tutt’altro. Purtroppo, il più delle volte, limitarsi ad attendere di essere folgorati da un’intuizione può non essere sufficiente.

Ecco allora sette strategie semplici, tratte dalla ricerca psicologica a riguardo, per velocizzare il processo creativo.

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.