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Più parolacce conosci, migliore è il tuo linguaggio?

psicologia delle parolacce

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Solitamente si ritiene che le parolacce siano caratteristica di persone con un vocabolario povero.

Un nuovo studio (Jay & Jay, 2015) da poco pubblicato sulla rivista Language Sciences mostra invece che le persone che conoscono più parolacce possiedono anche migliori abilità verbali. Sapere come imprecare, quindi, non sarebbe sinonimo di un vocabolario povero, ma di un lessico migliore!

I partecipanti allo studio sono stati sottoposti a tre test di abilità linguistica. In particolare ai soggetti venivano dati 60 secondi di tempo per rievocare a) quante più parolacce possibili; b) quante più parole che iniziassero con determinate lettere e c) quanti più nomi di animali.

I risultati mostrano che le abilità linguistiche erano proporzionali in tutte e tre le categorie. Insomma, se una persona aveva elevate abilità verbali nelle categorie “non tabù”, le aveva anche nella categoria “parolacce”. Questo risultato contribuisce a sfatare il mito per il quale la quantità di parolacce indica una scarsa abilità verbale (in questo caso, chi rievocava un numero elevato di parolacce avrebbe dovuto avere bassi punteggi nelle altre due categorie, cosa che non si è verificata).

Insomma, la competenza linguistica è unica, che si tratti di parole neutre o di insulti e imprecazioni.

Lo studio ha inoltre rilevato che il numero medio di parolacce che le persone riuscivano ad elencare in 60 secondi era 9 (vi sembra basso?), contro una media di 14 parole con un’iniziale specifica e 22 nomi di animali.

Gli autori dello studio hanno spiegato: “Non possiamo fare a meno di giudicare gli altri sulla base del loro modo di parlare. Purtroppo, quando si tratta di linguaggio tabù, è un pregiudizio comune pensare che le persone che imprecano siano spesso pigre, abbiano un lessico ristretto e poco adeguato, manchino di istruzione o non posseggano autocontrollo. La conclusione cui siamo arrivati grazie alle nostre ricerche, ossia che la scioltezza nell’utilizzare parole tabù sia positivamente correlata ad altre misure di fluenza verbale, mina la credenza che le parolacce segnalino una povertà linguistica. Ciò significa che un “lessico tabù” più sviluppato può essere considerato un indicatore di capacità verbali sane, piuttosto che una copertura per carenze e debolezze linguistiche”.

N.B. Questo studio non dimostra o vuole suggerire che l’uso di molte parolacce sia un segno di un vocabolario più ampio! È la loro conoscenza ad esserlo, e la competenza linguistica è qualcosa di diverso dalla frequenza d’uso.

Quindi, non c’è nessun motivo per cominciare a imprecare, a meno che non vogliate convincere qualcuno. Sorprendentemente, sembra che imprecare all’inizio o alla fine di un discorso persuasivo possa effettivamente aiutare ad influenzare un pubblico, come dimostrato in questa ricerca (Scherer and Sagarin, 2006) sul “potere persuasivo dell’imprecare”.

Vai alla fonte in lingua originale

 

Se pensate che le parolacce siano caratteristica di persone con un lessico povero e inadeguato, vi sbagliate.

Un nuovo studio, pubblicato a fine 2015 sulla rivista Language Sciences e riassunto nei suoi passi principali nell’articolo di oggi, mostra invece che le persone che conoscono più parolacce possiedono anche migliori abilità verbali!

Sempre sull’argomento, può interessarvi questo articolo un po’ “provocatorio” che descrive 7 buone ragioni psicologiche per dire parolacce.

O se preferite sfogare la rabbia in modo più costruttivo, guardate questo mio tutorial:

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.