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5 passi per ridimensionare il perfezionismo

perfezionismo

perfezionismo-patologico(…) La procrastinazione, cioè la tendenza a rimandare, e lo scarso rendimento sono spesso legati ad aspirazioni irrealistiche. Imporsiobiettivi praticamente impossibili da raggiungere non dà affatto la felicità, al contrario, può contribuire a rendere infelici. Quando le nostre ambizioni sono irrealizzabili, infatti, l’ansia aumenta a tal punto da diventare travolgente e controproducente. Invece, quando le persone inseguono mete realizzabili, l’ansia non è più un ostacolo, ma un aiuto, in quanto fa aumentare la motivazione e la concentrazione.

Il bisogno di essere sempre le migliori in qualsiasi cosa (nient’altro che una pretesa impossibile) rende molte persone con tendenze perfezioniste sempre preoccupate, molto tese e sfiduciate.

I PERFEZIONISTI: ANSIOSI E INSICURI

La tendenza al perfezionismo sta prendendo sempre più piede nelle nostre vite. La nostra cultura attuale e’ dominata dall’ossessione per l’apparenza, dallo slancio verso il raggiungimento di uno status sociale elevato o della fama. (…)

Questa continua corsa verso la perfezione espone a sentimenti di nullità, paura e vergogna. La preoccupazione di essere sempre all’altezza tende ad andare di pari passo con una bassa autostima. I perfezionisti molto spesso hanno una voce interna punitiva che critica continuamente la persona di essere pigra quando si sta riposando, oppure perdente quando non riesce a realizzare le aspettative irrealistiche. Questa voce interna castigante è sempre alla ricerca dei difetti dell’individuo. I perfezionisti hanno come grande timore il non raggiungimento delle proprie mete, e questo li porta ad essere insicuri ed ansiosi e a vivere ogni giorno nella paura di provare vergogna (privata) e umiliazione (pubblica). I perfezionisti vedono il mondo e loro stessi in bianco o nero: “O sono il migliore o sono un perdente.” Quando si ricerca la perfezione è facile scivolare in un circolo vizioso: si è continuamente preoccupati di conquistare le proprie folli aspirazioni, ma questo genere molta ansia, allora si cercano scuse per rimandare, ci si sente inadeguati e si formulano nuove aspettative, e così via. Il perfezionista continua a ‘spostare l’asticella’. Non importa quanto lavora duramente e se raggiunge l’obiettivo, un perfezionista non si sentirà mai appagato.

La ricerca della perfezione è come la fatica di Sisifo: spingere continuamente un masso in cima alla montagna per poi vederlo rotolare a valle ogni volta.

IL PERFEZIONISMO COLPISCE UOMINI E DONNE

Il perfezionismo colpisce persone di ogni classe sociale: artisti, avvocati, scienziati, dottori. Colpisce sia uomini sia donne.

Janet, scrittrice, spende ore ed ore tutti i giorni di fronte al suo computer faticando per dare alla luce parole perfette nell’ordine perfetto, credendo che sia il solo ed unico modo per diventare artista. Scrive molto poco e si sente molto triste.

Mike, avvocato, cerca di produrre la sua migliore arringa. Frequentemente si lascia sopraffare dall’ansia per la sua performance ritrovandosi così a giocare coi videogames piuttosto che lavorare.

Janet e Mike sono così preoccupati di raggiungere la perfezione che non possono tollerare le imperfezioni del loro processo creativo. Non possono permettersi di produrre meno delle loro idee perfette e brillanti. Tuttavia, incapaci di produrre il capolavoro al primo tentativo, si demoralizzano, si sentono sconfitti e si vergognano.

 

IL PERFEZIONISMO E LE ASPETTATIVE GENITORIALI

Il perfezionismo spesso nasce nell’infanzia. E’ possibile che i perfezionisti siano figli di genitori insicuri che investono emotivamente i bambini delle loro grandi aspettative, con il desiderio che i figli realizzino quello che loro non sono stati in grado di ottenere. Essi hanno preteso sempre di più e sono sempre stati molto critici in qualsiasi ambito, dalle performance scolastiche allo sport, dall’imparare a suonare uno strumento al modo di vestire. Inoltre questi genitori faticano ad accettare i limiti e i difetti dei figli. I figli di genitori con a loro volta una bassa autostima si trovano dunque a dover barattare l’accettazione e l’affetto dei genitori con le loro prestazioni. Sentono che per avere l’attenzione dei genitori devono essere perfetti. I genitori vedono i figli come un’estensione di loro stessi e cercano in loro delle soddisfazioni esterne. I bambini, di conseguenza, rispondono a questo con uno sforzo grandissimo per raggiungere i successi che i genitori richiedono loro.

Tutte le volte la madre di Janet criticava il taglio di capelli o i vestiti della figlia, aggiungeva sempre in tono melenso “Tesoro, ma io desidero solo che tu sia perfetta”. Nella famiglia di Mike, invece, il focus principale dei genitori era sottolineare continuamente il loro sacrificio: “Abbiamo lavorato così duramente per aiutarti a diventare il migliore, qualsiasi strada tu abbia deciso di intraprendere..”

Questa continua enfasi sul successo o sul riconoscimento finisce per ingigantire le paure di fallire e di conseguenza il senso di colpa e di vergogna nel caso in cui vengano deluse  le aspettative dei genitori. Tutto questo contribuisce a rendere l’autostima ancora più fragile ed aumentare le insicurezze.

5 PASSI PER ‘ADDOMESTICARE’ IL PERFEZIONSIMO

La verità è che nessuno è perfetto.

Ecco 5 semplici passi che potete mettere in pratica per allentare le vostre tendenze ad essere sempre perfetti.

1. Imparate a conoscere a fondo voi stessi per comprendere quali sono i vostri pregi e i vostri difetti, e coltivate i vostri lati positivi. Fate una lista di tutte le cose che vi piacciono, le vostre qualità personali, le relazioni che vi soddisfano, le esperienze significative che vi hanno arricchito.

2. Fate attenzione ai vostri pensieri “tutto o niente” e ricordatevi che non occorre essere i migliori in tutto per sentirsi amati e rispettati. Quando sentite l’urgenza di superare voi stessi perché sentite delle imperfezioni, provate a pensare a tutto quello che avete fatto fino a quel punto.

3. Cercate di essere meno critici verso le altre persone e imparate un po’ di sana pazienza. Così facendo migliorerete le vostre relazioni personali e professionali, e ridurrete anche la paura di essere criticati dagli altri.

4. Circondatevi di persone che non siano così interessate al raggiungimento di status elevati, denaro e successo, ma che apprezzino l’amicizia, la famiglia e le imperfezioni.

5. Se sentire di avere bisogno di qualcosa in più, trovate un terapeuta che vi aiuti ad approfondire i vostri lati positivi e negativi. Nella psicoterapia imparerete ad articolare i vostri desideri e le vostre vulnerabilità. Scoprendo chi siete, come siete fatti e cosa volete, la pressione di essere perfetti diminuirà.

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Il mio parere: In una società come quella moderna, dominata dal culto della prestazione, chiedere sempre di più a se stessi è ormai la norma. Il culto della prestazione puo’ fare di noi dei perfezionisti votati alla competizione e destinati a spostare sempre più in là il traguardo di una felicità irraggiungibile. Eppure, a ben vedere, imperfezioni e sbavature sono parte integrante di ogni processo vitale e creativo. Ecco allora 5 semplici spunti per smussare l’esigenza di essere sempre perfetti.

 

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.