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7 modi in cui le relazioni possono cambiarci (in meglio e, in alcuni casi, in peggio)

relazioni positive

Abbiamo tutti un amico che non è mai stato interessato al calcio, comincia ad uscire con una nuova compagnia ed improvvisamente non si perde una partita…

E che dire dell’ex collega con cui eravate soliti fare la “pausa sigaretta” che smette di fumare e sostiene che questo non ha nulla a che fare con la sua nuova fidanzata non fumatrice?

Si tratta di semplici coincidenze, oppure c’è dell’altro?

Certo, i rapporti sono dinamici, cambiano con il tempo e a seconda delle situazioni che si vengono a creare. Ma anche le persone all’interno delle relazioni sono dinamiche? In altre parole: le nostre relazioni ci cambiano?

La ricerca suggerisce che le persone sono molto influenzate da coloro hanno intorno, e non solo da un punto di vista comportamentale. Una crescente quantità di evidenze suggerisce che il “concetto di Sé” delle persone cambia notevolmente a seconda delle relazioni in cui si ingaggiano.

Per avere un’idea di come ci modifichiamo all’interno delle relazioni, e di come lo fanno gli altri, ecco quello che dovete sapere:

1. L’innamoramento facilita l’auto-cambiamento. L’esperienza dell’innamoramento è qualcosa di esaltante, forse perché promuove un livello sorprendente di auto-cambiamento (Aron, Parigi, e Aron, 1995). Quello che accade è che si passa da un “vecchio” Sè ad un “nuovo” Sé che integra alcuni aspetti del partner. I successi o dolori del vostro partner vengono vissuti come qualcosa di proprio, e le vostre preferenze si modificano abbracciando quelle di lui o di lei.

2. Alcune persone sono più inclini al cambiamento di sé rispetto ad altre. Tutti noi siamo influenzati dalle persone che amiamo, ma alcuni lo sono molto di più. L’evidenza suggerisce che le persone che hanno un attaccamento ansioso (cioè temono l’abbandono e possono facilmente mettere in discussione la loro autostima) tendono ad avere un concetto di sé molto malleabile all’interno dei rapporti (Slotter & Gardener, 2012).

3. I rapporti sani conducono ad una crescita psicologica. Se avete mai pensato che passare del tempo con qualcuno vi ha resi una persona migliore, significa che avete sperimentato un’ “auto-espansione”, ossia una crescita positiva (Aron, Aron, Tudor, e Nelson, 1991). Ciò che siete oggi è una persona molto più ricca rispetto a quella che eravate prima di questo incontro.

4. I rapporti malsani potrebbero condurci a diventare persone peggiori. L’auto-cambiamento non sempre porta ad un guadagno in senso positivo. A volte può condurre ad assumere abitudini o comportamenti malsani, ad esempio portarci ad essere più ansiosi, lamentosi, aggressivi (Mattingly, Lewandowski, e McIntyre, 2014). I cambiamenti potenzialmente negativi in cui possiamo incorrere rivelano l’importanza del saper scegliere in maniera intelligente il partner. Ogni volta che entriamo in una relazione, di fatto corriamo il rischio di diventare qualcuno che non vorremmo essere.

5. I rapporti sani possono contribuire a ridurre le cattive abitudini. Oltre alla crescita, il Sé può sperimentare una diminuzione della qualità sfavorevoli, una sorta di “potatura” (Mattingly et al., 2014). Forse una volta eravate delle persone aggressive, eccessivamente timide e chiuse, oppure dei forti bevitori: la ricerca suggerisce che il rapporto con il partner può contribuire a modificare abitudini malsane o tratti disfunzionali. Questa sorta di “potatura” è considerata un modo di potenziare il proprio Sè.

6. I rapporti possono portare all’auto-costrizione. Per quanto un nuovo amore possa stemperare le cattive abitudini, potrebbe anche privarci di alcune buone qualità. Una nuova ricerca suggerisce che, a volte, l’essere in una relazione sentimentale conduce a perdere alcuni aspetti positivi del Sé (Mattingly et al., 2014). Le persone possono diventare meno amichevoli, meno gioiose, più “costrette” per l’appunto. Il loro Sè globale può perdere delle qualità positive che divengono esclusiva del partner.

7. Le rotture sentimentali richiedono un massiccio auto-cambiamento. E’ doloroso, ma è vero: la perdita di un amore può significare una perdita di sé. A conclusione di un rapporto d’amore, molte persone possono sperimentare una seria auto-confusione (“non so più chi sono”) dove il loro concetto di Sè sembra restringersi (Lewandowski, Aron, Bassis, e Kunak, 2006). Dopo una separazione, le persone hanno l’arduo compito di districare le parti del Sè “proprie” che desiderano conservare da quelle che invece sono il risultato del rapporto con l’ex compagno, ingaggiandosi in un vero e proprio processo di “ricostruzione” del Sè.

Alla luce di quanto esposto, è chiaro che i nostri “concetti di Sè” non sono così stabili come potremmo pensare, e che le persone significative della nostra vita hanno un grande potere nel plasmare i nostri “Sè futuri”. Siamo profondamente colpiti dalle persone che amiamo e ci modifichiamo (anche inconsapevolmente) a seguito delle loro influenze, diventando persone diverse nel corso del tempo. (…)

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Se è vero che ognuno di noi possiede dei tratti di personalità che tendono a orientarne il modo di pensare ed agire nel quotidiano, è anche vero che il nostro Sè è continuamente plasmato dalle relazioni.

Nella visione sistemico relazionale, che utilizzo nella mia pratica clinica integrandola con altre metodologie di intervento psicologico, è centrale il concetto di “soggetto contestuale” (Bateson), secondo il quale la soggettività si costruisce proprio nell’interazione con l’ambiente e gli altri individui.

In questo articolo, diamo un rapido sguardo scientifico alle modalità in cui i rapporti significativi della nostra vita possono portarci a cambiare.

Per un approfondimento sulla visione sistemica di guardare il mondo e il disagio psichico, potete leggere questa sezione del mio sito dove approfondisco i metodi che uso nel mio lavoro dal punto di vista teorico e clinico.

 

Bibliografia:

– Aron, A., Aron, E. N., Tudor, M., & Nelson, G. (1991). Close relationships as including other in the self. Journal of Personality and Social Psychology, 60, 241–253.

– Aron, A., Paris, M., & Aron, E. N. (1995). Falling in love: Prospective studies of self-concept change. Journal of Personality and Social Psychology, 69, 1102-1112.

– Lewandowski, G. W., Aron, A., Bassis, S., & Kunak, J. (2006). Losing a self‐expanding relationship: Implications for the self‐concept. Personal Relationships, 13, 317-331.

– Mattingly, B. A., Lewandowski, G. W., & McIntyre, K. P. (2014). “You make me a better/worse person”: A two‐dimensional model of relationship self‐change. Personal Relationships, 21, 176-190.

– Slotter, E. B., & Gardner, W. L. (2012). How needing you changes me: The influence of attachment anxiety on self-concept malleability in romantic relationships. Self and Identity, 11, 386-408.

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.