Diagnosi: sentenza o processo? parte 2 - Psicologo Milano
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Diagnosi: sentenza o processo? parte 2

Può essere utile ai famigliari sapere il nome della malattia che colpisce un proprio caro?

Una delle questioni che più affliggono le famiglie e spesso i pazienti stessi è non tanto o non solo l'apprendere la diagnosi quanto l'incertezza della prognosi, nella consapevolezza che purtroppo, per alcune patologie, vi è un decorso in molti casi cronico. E' a mio parere per questo motivo che una diagnosi di disturbo maggiore viene spesso percepita dai familiari come una sentenza perché non solo vedono stravolta la propria vita personale e famigliare ma anche perché devono rivedere e modificare le proprie aspettative riguardo al congiunto malato.

Può essere utile ai famigliari sapere il nome della malattia che colpisce un proprio caro?

Una delle questioni che più affliggono le famiglie e spesso i pazienti stessi è non tanto o non solo l’apprendere la diagnosi quanto l’incertezza della prognosi, nella consapevolezza che purtroppo, per alcune patologie, vi è un decorso in molti casi cronico. E’ a mio parere per questo motivo che una diagnosi di disturbo maggiore viene spesso percepita dai familiari come una sentenza perché non solo vedono stravolta la propria vita personale e famigliare ma anche perché devono rivedere e modificare le proprie aspettative riguardo al congiunto malato.

E’ anche per questo motivo che è indispensabile che le famiglie siano messe a conoscenza della diagnosi del proprio parente, delle modalità in cui si manifesta il disturbo e del decorso previsto almeno come ipotesi. Un’ adeguata informazione ai familiari non solo consente loro di avere una visione realistica della malattia, ma anche di avere delle aspettative realistiche. Ciò può permettere di instaurare delle relazioni più serene con il paziente e più collaborative con i curanti e di gestire meglio i propri vissuti ed i propri sentimenti sulla malattia del proprio parente.

Entrando più nello specifico nella questione della prognosi, bisogna innanzitutto distinguere tra le varie patologie in quanto ogni tipo di disturbo psichico ha un decorso diverso: in questo senso la diagnosi pur non essendo una sentenza, può essere considerata almeno in parte predittiva.

Un’atra distinzione da fare è tra cura e guarigione, intesa quest’ultima come ritorno completo al funzionamento precedente l’esordio della psicopatologia senza più bisogno di cure: tutti i disturbi psichici sono curabili ma non tutti sono guaribili.
A titolo di esempio alcuni disturbi d’ansia, certe forme di disturbi dell’umore, i disturbi alimentari, alcuni disturbi di personalità possono regredire completamente anche se rimane una certa vulnerabilità a riammalarsi soprattutto in caso di particolari eventi stressanti. Per quanto riguarda la schizofrenia, sono minori i casi di guarigione in quanto si tratta di patologie più impegnative che prevedono tempi di guarigione più lunghi e il paziente si troverà con un buco nella propria vita, magari di venti anni, difficilmente colmabile.

Bisogna considerare inoltre che la diagnosi è predittiva solo in parte, in quanto a parità di diagnosi ogni singolo caso può evolvere molto diversamente. Questa differenza nel decorso è legata a vari fattori tra cui: la personalità premorbosa, la cura di se stesso, i tratti di carattere, l’atteggiamento dei famigliari, la rete sociale, il tipo di intervento terapeutico. Influenzano positivamente il decorso la precocità delle cure ed il reinserimento sociale, che è ormai sempre più dimostrato avere margini di recupero molto ampi.

E’ in ultimo fondamentale arrivare a comprendere, seppur dolorosamente, che la guarigione non è certo l’unico obiettivo verso cui tendere: la regressione dei sintomi più eclatanti, l’assenza o la diminuzione dei ricoveri ospedalieri, la riduzione del dosaggio dei farmaci, una migliore qualità della vita di pazienti e famigliari sono obiettivi non certo da sottovalutare.

In conclusione, la diagnosi può sembrare un’“etichetta” esclusivamente per parlarsi tra esperti ma può servire qualora ci sia una comprensione della persona che vada al di là dello schematismo dei manuali. La diagnosi non è solo la ricerca di un nome appropriato con il quale indicare una malattia in un paziente. E’ diagnosi nel senso di comprendere chi è questa persona, come è malata e quanto è malata, come vive la sua malattia e come può vivere meglio la sua vita.

Luca Mazzucchelli

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.