L’effetto sorprendente del cibo sulla mente: 10 incredibili scoperte - Psicologo Milano
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L’effetto sorprendente del cibo sulla mente: 10 incredibili scoperte

cibo e mente

Il cibo è un elemento fondamentale della vita di ciascun individuo ed è fortemente carico di significati: pranzare in compagnia rafforza le nostre relazioni, la scelta del cibo esprime chi siamo e ha il potere di cambiare il nostro umore. Ma il cibo ha anche un lato oscuro: quando mangiamo eccessivamente siamo presi dalla preoccupazione di poter ingrassare. Così, mangiare può trasformarsi in un attimo da piacere delizioso a cruccio indigesto.

Negli ultimi anni sono state condotte numerose ricerche circa l’effetto del cibo sulle menti delle persone: ecco qui gli studi più interessanti.

 

1. SAZIA DI PIÙ LA QUANTITÀ O LA VISTA?

Solitamente pensiamo che la quantità di cibo che mangiamo dipenda da quanto siamo affamati. E’ certamente un fattore, ma non è l’unico. Siamo anche influenzati, per esempio, dalla grandezza del piatto e dalla sua presentazione, come dimostrato in uno studio condotto da Wansink e collaboratori (2005). Ai partecipanti veniva semplicemente chiesto di mangiare della zuppa. A metà di essi il piatto veniva “magicamente” riempito un po’ per volta da un piccolo tubicino posizionato sotto il tavolo, senza che le persone se ne accorgessero. Agli altri veniva servita una porzione di zuppa in più nella classica maniera. Entrambi i gruppi, quindi, mangiavano la stessa razione di zuppa, ma un gruppo era convinto di aver mangiato solo una porzione. Questo gruppo riportava di essere più affamato e meno sazio rispetto all’altro. I ricercatori hanno spiegato che questo risultato può essere dovuto al fatto che il nostro stomaco dà informazioni grezze su quanto mangiamo, mentre è la vista a dirci se abbiamo mangiato tanto o poco e a contribuire a determinare la nostra sensazione si sazietà.

 

2. NON È MAI SOLAMENTE UN PRANZO

Mangiare insieme ha un sorprendente potere psicologico. Tendiamo a dare al pranzo una forte connotazione, soprattutto quando il nostro partner pranza con il suo ex. Kniffin e Wansink (2012) hanno scoperto che, rispetto a bere un caffè insieme o chiamare al telefono, pranzare insieme al proprio ex crea nell’altro un aumento più significativo di gelosia. Il potere di mangiare insieme ad altre persone è molto forte: “Non si tratta mai di un semplice pranzo”.

 

3. IL GUSTO SVANISCE CON L’ETÀ

Con l’età, il gusto diventa via via più debole. Uno studio ha osservato come soprattutto l’abilità di percepire il sale peggiora notevolmente con il passare degli anni (Mojet et al., 2001). A seconda del tipo di gusto (dolce, salato, acido, amaro) le persone anziane hanno bisogno di condire tra le 2 e le 9 volte in più per percepire lo stesso sapore di quando erano giovani. Gli uomini sembrano essere più affetti dalla perdita di questo senso.

4. CAMERIERE GRASSO = CLIENTE GRASSO

In una recente ricerca, McFerran e collaboratori (2010) hanno osservato come varia la scelta del piatto al ristorante a seconda che si venga serviti da un cameriere grasso o magro. Le persone a dieta scelgono piatti più calorici se sono consigliati da camerieri più grassi, in quanto si sentono inconsciamente autorizzate perché vedono persone più grasse di loro. Le persone non a dieta, invece, scelgono piatti più calorici se sono consigliati da camerieri magri, in quanto le persone magre tendenzialmente sono più persuasive.

 

5. AVERE AMICI GRASSI CI FA INGRASSARE

E’ molto probabile che avere amici grassi ci porti ad ingrassare. Christakis e collaboratori (2007) hanno trovato che la probabilità di ingrassare per persone con amici obesi aumenta del 57%. Ciò è dovuto al fatto che le persone sono fortemente influenzate dai comportamenti che osservano ripetutamente. Le persone mangiano molto di più se coloro che frequentano mangiano tanto, mentre mangiano meno se sono circondati da amici che mangiano poco. Le donne sembrano essere più suscettibili a questo comportamento. Inoltre, anche l’influenza della società gioca un ruolo importante: si è soliti pensare che gli uomini debbano mangiare molto di più delle donne.

 

6. MANGIARE CON ATTENZIONE

Mangiare può diventare una routine automatica: quando si pranza o si cena solitamente la mente vaga. Quando le persone sono distratte, come per esempio dalla TV o perché stanno parlando, mangiano molto di più (Bolhuis et al., 2013). Quando non siamo concentrati sul cibo, tendiamo a mangiare di più ma anche a provare meno piacere nel farlo. Ecco perché una strategia utile nei protocolli di controllo del peso consiste nel prestare particolare attenzione a tutto ciò che si mangia e al modo in cui si mangia. Per esempio si consigliano morsi piccoli e lenti. In questo modo, non solo le persone mangiano di meno, ma trovano anche più piacere nel mangiare.

 

7. VUOI UN GELATO AL SALMONE AFFUMICATO?

Le etichette dei cibi creano specifiche aspettative, che a loro volta influenzano l’assaggio del cibo. Per esempio, mettere nomi divertenti sulle bottiglie ha il magico potere di rendere il vino contenuto in esse più buono. In un altro studio sull’argomento, Yeomans e collaboratori (2008) hanno fatto assaggiare ad un campione di soggetti una mousse al salmone affumicato. A metà partecipanti veniva detto che era una mousse, all’altra metà che era gelato. I soggetti che credevano di mangiare gelato riportavano quanto fosse terribile il cibo assaggiato, a differenza degli altri, che invece reputavano la mousse squisita. Dunque: mettere etichette divertenti sui cibi può aumentarne l’appetibilità, tuttavia attenti alle attese che queste etichette suscitano, in quanto possono essere deluse.

 

8. IL CATTIVO UMORE FA MANGIARE “CIBO SPAZZATURA”

Con “fame emotiva” ci si riferisce all’idea che tutte le emozioni, e non solo la rabbia, possano influenzare il comportamento alimentare. Solitamente si osserva come le persone tendano a ricercare cibi più zuccherini e grassi quando sono di cattivo umore. Inoltre, le emozioni negative spingono a preferire continui spuntini piuttosto che un pasto completo, e a evitare la verdura. Sfortunatamente il buon umore non necessariamente ci fa mangiare cibi salutari.

 

9. SE L’HA ORDINATO LEI, VOGLIO UN ALTRO PIATTO

Vi è mai capitato di essere a cena in un ristorante con un gruppo di persone, di scegliere un piatto e poi di cambiare idea sentendo altre persone ordinare la stessa cosa che volevate ordinare voi? Secondo uno studio condotto da Ariely & Levav (2000), succede molto più spesso di quanto possiamo pensare. La causa di questo comportamento è che vogliamo far risaltare la nostra individualità. La cosa buffa, tuttavia, è che gli autori hanno rilevato che le persone gradiscono meno la loro seconda scelta rispetto alla prima. Talvolta, il voler distinguersi solo per sentirsi unici può ritorcercisi contro. Quindi: ordinate soltanto i piatti che vi piacciono veramente!

 

10. STO MANGIANDO UN’IDEA ED È GUSTOSA

Quali cibi strani hai mangiato? Pipistrelli fritti o tarantole, cavallette o occhi di tonno?

Sicuramente sarete già stati coinvolti in questo tipo di conversazione. Le persone iniziano ad elencare ogni sorta di cibi esotici che hanno provato facendo a gara a chi ha assaggiato il piatto più strano. Noi non mangiamo solo cibo, ma idee. Le persone sanno, per esempio, che il gelato al bacon avrà un sapore particolare, ma provandolo guadagnano un’esperienza insolita. Non è solo un motivo per vantarsi, la gente ama l’idea di provare nuove esperienze. È una questione di arricchire la propria immagine di sè. Le persone vogliono vedersi, ed esser viste, come soggetti interessanti che scelgono esperienze variegate e stravaganti.

 

Vai alla fonte in lingua originale

 

Luca Mazzucchelli – www.psicologo-milano.it‘s insight:

Mangiare è un esperienza con una forte connotazione psicologica.. Perché quando siamo tristi ci abbuffiamo di merendine? Perché se qualcun altro al ristorante ordina il nostro stesso piatto, noi non lo vogliamo più? Perché alcune persone mangiano pipistrelli fritti?

Ecco 1o sorprendenti studi che esplorano la psicologia del cibo e cercano di dare una risposta ad alcune nostre modalità stravaganti di relazionarci con quello che mangiamo.

Ovviamente, un rapporto poco equilibrato con il cibo può anche dare luogo a vari tipi di problematiche psicologiche. Tali disagi possono essere elaborati ed affrontati nello studio dello psicologo, al fine di ritrovare uno stato di benessere.Per saperne di più su cosa fa lo psicologo nella sua professione puoi guardare questo video in cui lo spiego prendendo in prestito tre aneddoti

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.