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Sanità: le nuove tendenze USA 2016

Nuovi trend 2016 in fatto di sanità

Nuovi trend 2016 in fatto di sanità

Sanità: le nuove tendenze USA 2016

Il 2016 sta rappresentando un anno di grandi novità per quanto riguarda il settore della sanità.

La relazione annuale “Top health industry issues 2016” dell’Health Research Institute (HRI), datata dicembre 2015, ha pronosticato alcune nuove tendenze in ambito sanitario che hanno preso avvio negli ultimi anni e che, a partire da quest’anno, avranno un impatto sempre maggiore sul settore della salute in America.

Diamo uno sguardo alle maggiori novità in quest’ambito.

 

1) La cura nel palmo della mano dei pazienti

Innanzitutto, grazie allo sviluppo sempre crescente della tecnologia, dal 2016 l’assistenza in ambito sanitario ha cominciato a spostarsi nel “palmo della mano dei consumatori”, attraverso l’uso di applicazioni mediche per smartphone e tablet, videoconsulti online on-demand e dispositivi sanitari connessi al web. Questa nuova modalità di intendere la sanità risponde ai bisogni di ridurre i costi, di aumentare l’accesso alle cure e di rendere reale il sogno di una cura sempre e ovunque disponibile, cambiando le aspettative dei consumatori e alimentando l’innovazione.

La svolta della sanità verso la “medicina palmare” si sta verificando grazie ai progressi tecnologici che hanno permesso di avere strumenti e connessioni wireless onnipresenti, affidabili e convenienti. Circa il 70% degli adulti americani possiede infatti uno smarthphone e l’americano medio è sotto copertura 4G per l’80% del tempo, il che rende facile la conduzione di una video-visita da parte di un medico, semplice quasi come la chiamata di un taxi dallo smartphone.

Crescita dell'utilizzo di app sanitarie

L’uso di app sanitarie è in netta crescita

L’adozione di app sulla salute ha avuto un graduale aumento negli ultimi anni. Mentre nel 2013 solo il 16% dei consumatori dichiaravano di possedere sul proprio telefonino almeno un’app per la salute, due anni più tardi riferiva di possederla il 32% degli utenti. Secondo i dati raccolti dall’HRI, inoltre, la generazione dei Millennials è quella che sta abbracciando con maggiore entusiasmo le app sanitarie, preferendo una comunicazione di tipo virtuale nelle interazioni che riguardano salute.

Diversi sono gli attori coinvolti in questo nuovo scenario, ognuno con le sue specificità e i suoi obiettivi. I clinici stanno utilizzando la medicina virtuale per favorire gli sforzi salutistici della popolazione e per espandere i propri servizi in settori come la salute comportamentale. Le aziende stanno adottando strumenti connessi per coinvolgere i dipendenti in programmi di benessere e di gestione delle malattie croniche, e i piani sanitari stanno utilizzando lo stesso metodo per ridurre la spesa. Infine, le case farmaceutiche stanno creando app (più di 700 finora) per rafforzare il legame con i propri clienti.

All’interno di questo nuovo scenario che sta andando a profilarsi, le cure primarie e la gestione delle malattie croniche sono in prima linea.

Ad esempio, i pazienti con condizioni croniche possono essere dimessi dalle strutture e inviati a casa corredati di un pacemaker connesso, un monitor ECG collegato online, registratori di glucosio e altri dispositivi di monitoraggio remoto.

Il programma Prevent di Omada Health

Il programma Prevent di Omada Health

Un altro esempio di questa rivoluzione è il programma di prevenzione delle patologie croniche online di Omada Health, chiamato appunto Prevent. Il programma prende il via con la consegna a domicilio di una bilancia connessa al web e di un registratore di attività senza fili. Questi strumenti inviano i dati all’app Prevent e ad un allenatore della salute personale che potrà produrre raccomandazioni basate sui dati oggettivi del progresso degli utenti, anziché su impressioni. Omada Health ha attualmente 30 clienti, per lo più aziende e piani di salute, e ha servito più di 25.000 partecipanti. “Ci siamo” ha detto Sean Duffy, CEO dell’azienda. Tuttavia, non è stato tutto così facile: Omada Health ha dovuto navigare nella complessità normativa e continua a pubblicare i risultati clinici peer-reviewed al fine di ottenere un supporto per il rimborso dei suoi servizi.

AliveCor: l'ECG portatile

AliveCor: l’elettrocardiogramma portatile collegato a smartphone o tablet

Un ulteriore esempio è rappresentato da strumenti quali “Alive-Cor”, un ECG mobile. Una testimonianza dell’utilità di questo strumento è quella di Jeremy Horwitz, alla cui moglie è stata diagnosticata la sindrome di Brugada, una condizione a volte fatale che si distingue per risultati irregolari nell’elettrocardiogramma. Il dispositivo, approvato dalla FDA, è venduto on-line ai consumatori per 74,99 dollari e funziona con smartphone e tablet. “Non posso immaginare quanti momenti di sconforto avremmo dovuto passare se non avessimo avuto qualcosa per controllare l’andamento delle condizioni” ha riferito Horwitz “Sapere di poter inviare un ECG direttamente da casa all’ufficio di un cardiologo in due minuti è sicuramente un elemento rivoluzionario”.

Altre idee in questo senso provengono da stati remoti dove, per necessità connesse alla condizione territoriale, si sono sviluppati mercati emergenti per l’innovazione. In India, ad esempio, la società DoctorKePaas dota i propri pazienti a domicilio di un kit di monitoraggio intelligente che li collega in modalità wireless alla piattaforma online della società. Da lì, i pazienti sono in grado di connettersi con una serie di medici, tra cui dermatologi, cardiologi e medici per la fertilità, per effettuare esami virtuali e ottenere prescrizioni da remoto.

Il nuovo panorama porta con sé anche potenziali problemi: se da una parte i dispositivi medici (dalle app per cellulari, ai pacemaker alle pompe di infusione) sono sempre più connessi, essi diventano anche più vulnerabili alle violazioni e agli attacchi informatici da parte di hacker. Dunque, una delle nuove e necessarie sfide sarà quella di assicurare la sicurezza di queste nuove apparecchiature.

 

2) L’assistenza sanitaria psicologica non è più in sordina

Ogni anno un americano adulto su cinque sperimenta una malattia mentale e ciò che deriva da questo scenario costa alle aziende americane più di 440 miliardi di dollari l’anno.

La “sanità comportamentale”, cioè quella relativa alla salute psicologica, ha languito a lungo in sordina ma, a partire dal 2016, le aziende hanno cominciato a comprendere l’importanza della salute mentale per il benessere e la produttività dei propri dipendenti, nonché come chiave per il contenimento dei costi, e si sono mosse nella costruzione di una cultura del benessere psichico.

Nell’ottobre 2015, al New York Stock Exchange (la più grande borsa valori del mondo) è stato convocato un vertice dei CEO per discutere le strategie idonee a promuovere l’importanza della salute mentale, oltre che l’accettazione, la prevenzione e la cura del disagio psichico sui luoghi di lavoro. Alcune aziende, come Prudential Financial (che fornisce servizi in ambito finanziario) stanno affrontando le questioni della stigmatizzazione e della consapevolezza. I leader aziendali di Prudential stanno conducendo un dialogo con i propri dipendenti su argomenti tradizionalmente considerati tabù. “Stiamo lavorando per costruire una cultura in cui sia accettabile dichiarare di trovarsi in lotta con la depressione proprio come con il diabete”, ha riferito Ken Dolan-Del Vecchio, vice presidente della sezione salute e benessere di Prudential.

Per altro, l’aumento della domanda per quanto riguarda servizi di salute mentale è una conseguenza dell’applicazione delle “leggi di parità” federali e statali in USA, che richiedono alle assicurazioni di coprire i servizi sanitari in ambito mentale allo stesso modo degli altri trattamenti medici.

Visti l’interesse e la domanda crescente di assistenza sanitaria psicologica, è nato il bisogno di adottare strategie economicamente vantaggiose nell’erogazione di tali trattamenti, e tale esigenza sembra aver trovato una risposta efficace, ancora una volta, nel virtuale.

L’Organizzazione Pediatrica dell’Ospedale dei Bambini di Boston e il Sistema Sanitario della Carolina con sede a Charlotte stanno integrando la salute mentale e comportamentale all’interno delle proprie cure primarie. Utilizzando strategie come le video-conferenze e la comunicazione online è possibile mettere in contatto i medici dell’assistenza primaria con gli specialisti della salute mentale. La collaborazione permette ai team di assistenza primaria di gestire al meglio i problemi psicologici di routine e di fare riferimento agli psichiatri quando necessario.

App su PTSD per veterani

App sul PTSD ad uso dei veterani americani

Gli psicologi stanno anche impiegando la tecnologia per condurre visite virtuali direttamente con i pazienti. Tramite videoconferenze, nel 2014 l’US Department of Veterans Affairs ha erogato 325.000 visite psicologiche ad oltre 100.000 veterani nelle cliniche locali. Questi servizi hanno ridotto i ricoveri psichiatrici del 24%. Oggi il dipartimento sta portando la stessa tecnologia nelle case dei veterani grazie a computer, tablet e app mobili che aiutano nello screening e forniscono un primo sostegno ai pazienti.

Infine, alcune start-up, come Lyra Health e Doctor on Demand, stanno guidando il cambiamento nel settore privato, collegando i consumatori con i clinici della salute mentale grazie a un paio di click su uno smartphone. Nel frattempo stanno diventando realtà anche quelle tecnologie che consentono di migliorare la diagnosi della malattia mentale attraverso indicatori biometrici, come “Ellie”, l’intervistatore virtuale sviluppato dai ricercatori della University of Southern California.

 

3) Il decentramento delle cure e lo spostamento verso le comunità locali

A partire dal 2016, una strategia di riduzione dei costi sanitari riguarderà il decentramento delle cure mediche e l’estensione delle opportunità di cura alle comunità locali.

Il Lahey Hospital and Medical Center in Massachusetts è stato il primo a trasferire i pazienti con malattie meno gravi dal proprio pronto soccorso agli ospedali affiliati della comunità locale. Questo significa che l’ospedale “madre” aumenta i posti letto per i pazienti e i pazienti ricevono le cure vicino a casa. Altri sistemi sanitari stanno seguendo questo esempio: negli ultimi anni, cinque dei primi 15 centri medici accademici americani hanno distribuito le proprie prestazioni sanitarie agli ospedali delle comunità locali.

Altri sistemi sanitari stanno abbassando i costi affidandosi a strutture chiamate ospedali “senza letti”. Questi ospedali non solo evitano gli elevati costi fissi dell’assistenza ospedaliera, ma riducono anche i tempi di attesa e migliorano l’esperienza complessiva. Gli “ospedali senza letti” rimangono ancora un fenomeno nuovo: il Montefiore Medical Center ha aperto il primo ospedale di questo tipo nel 2014 e altri tre sistemi sanitari si aspettano di aprirne nel 2016 e oltre.

Anche il Detroit Medical Center dell’Ospedale dei Bambini del Michigan sarà un sistema sanitario del genere: l’ospedale non avrà alcun letto ospedaliero anche se sarà dotato di un pronto soccorso, di un’unità di osservazione, di sale operatorie e di strutture ambulatoriali per specializzazioni come la cardiologia, la neurologia e l’oncologia, dislocate anche su tutta la comunità “La nuova struttura ambulatoriale centrata sulla comunità locale offre ai nostri pazienti l’accesso a specializzazioni direttamente nei propri luoghi”, ha riferito il capo medico Dr. Rudolph P. Valentini. “Non tutti avranno bisogno di venire in centro città al nostro campus principale”.

Il Mercy eroga cure virtuali

Il Mercy Virtual Care Center a Chesterfield

Infine, alcuni sistemi sanitari stanno facendo un ulteriore passo in avanti, puntando alla costruzione di “ospedali senza pazienti”. Il Mercy Virtual Care Center a Chesterfield è una delle prime strutture al mondo dedicate a fornire cure virtuali. Questo centro digitale della salute utilizza la tecnologia audio e video per il monitoraggio e il trattamento dei pazienti in qualsiasi momento e luogo. L’utilizzo del virtuale consente ai sistemi sanitari di ridurre i costi e di espandere il proprio business a livello globale.

 

4) Nuove banche dati migliorano l’assistenza sanitaria e la salute dei consumatori

A partire dal 2016, grazie all’utilizzo di database ad alta tecnologia, l’industria della sanità inizierà a utilizzare in modi innovativi l’ingente quantità di dati raccolti finora.

I database tradizionali, come le cartelle cliniche elettroniche, organizzano i dati in colonne, righe e tabelle, costringendo le informazioni in categorie predeterminate. Questi database sono ideali per le informazioni facilmente strutturabili ma non possono gestire altrettanto facilmente altre informazioni come le note del clinico, le trascrizioni e i dati non strutturati. Le banche dati più recenti, utilizzate da sistemi sanitari come il Montefiore Medical Center e il Children’s National Health System e dalle aziende farmaceutiche, rendono più agevole un’analisi congiunta di molte forme diverse di dati, bypassando le strutture rigide.

Prendiamo ad esempio due pazienti di sesso femminile, entrambe di 40 anni e con la stessa condizione di asma cronica: in un database tradizionale queste due donne potrebbero sembrare praticamente identiche (“donna, 40, asma”); eppure, scavando più in profondità si scopre che una delle due è un’atleta che usa il suo inalatore di salvataggio esclusivamente prima dell’allenamento, mentre l’altra lo usa durante la stagione dell’allergia da fieno. Si tratta di conoscenze sepolte nei testi scritti a mano, come le note del medico.

I nuovi database risolveranno questo problema: non solo aiuteranno i medici ad operare una distinzione tra le due donne e a fornire trattamenti più mirati, ma saranno anche utili ai produttori di farmaci fornendo indicazioni sui modi d’uso degli inalatori, nonché alla farmacie in merito ai modelli da acquistare.

Questi database vengono già utilizzati dal Patient-Centered Outcomes Research Institute (PCORI) che combina e analizza i dati sanitari dei consumatori con l’obiettivo di personalizzarne il trattamento e produrre un avanzamento nelle conoscenze mediche. Tuttavia, per alimentare queste nuove funzionalità, i consumatori devono essere disposti a condividere le proprie informazioni in materia di sanità. Un sondaggio del 2015 condotto dall’HRI ha rilevato che la maggior parte dei consumatori è disposta a condividere i propri dati sanitari con un medico (88%) o con il sistema sanitario locale (78%), mentre sembra meno disposta a condividere queste informazioni con una società farmaceutica (53%).

 

5) L’ingresso dei farmaci biosimilari

Infine, a partire dal 2016, la sanità sta assistendo alla diffusione dei “farmaci biosimilari”, sostituti a basso costo dei “farmaci biologici” di marca.

Farmaci biosimilari prodotti dai biotecnologi

I farmaci biologici e biosimilari sono il risultato delle conoscenze raggiunte nel campo delle biotecnologie

Con il termine “farmaci biologici” si indicano tutti quei farmaci di nuova generazione che sono il risultato delle conoscenze raggiunte nel campo delle biotecnologie. A differenza dei farmaci tradizionali, ottenuti per sintesi chimica, essi sono prodotti all’interno di sistemi viventi (come le cellule) e hanno cambiato il corso di importanti patologie, come tumori e malattie reumatiche, migliorando sopravvivenza e qualità di vita per moltissimi pazienti.

Successivamente allo scadere dei brevetti delle aziende farmaceutiche a cui si deve la paternità dei farmaci biologici, questi ultimi hanno potuto essere prodotti e commercializzati anche da altre aziende, prendendo il nome di “farmaci biosimilari”. I farmaci biosimilari hanno fatto il loro ingresso nella sanità degli Stati Uniti e hanno il potenziale per diventare dei grandi perturbatori del mercato, allo stesso modo dei farmaci generici in seguito alla legge Hatch-Waxman del 1984.

Il primo farmaco biosimilare venduto negli Stati Uniti (Zarxio dell’azienda Sandoz, che previene le infezioni nei pazienti affetti da cancro) ha ricevuto l’approvazione FDA nel 2015 ed è entrato nel mercato della sanità con uno sconto del 15%. Almeno altre quattro applicazioni biosimilari sono in attesa di valutazione da parte dell’FDA nel 2016, mentre altri 50 farmaci hanno avviato il processo di valutazione dell’FDA.

Occorre precisare che, sebbene i farmaci biosimilari siano meno costosi e potrebbero aumentare l’accessibilità da parte dei consumatori, si teme possano offrire minori garanzie in termini di sicurezza ed efficacia rispetto ai farmaci biologici.

 

Bibliografia

 

Tra le tendenze che caratterizzeranno la sanità dal 2016 in avanti, come pronosticato dalla relazione dell’HRI sintetizzata in questo articolo, emergono a mio avviso due concetti di particolare interesse: assistenza psicologica e cura virtuale.
Non solo il futuro in ambito sanitario in USA (e successivamente in Europa) vedrà la tecnologia sempre più in primo piano, con app di salute, dispositivi medici connessi virtualmente e addirittura centri di cura virtuale, ma verrà dato sempre più spazio anche all’assistenza psicologica, diventata di interesse anche delle aziende e delle assicurazioni, anch’essa con applicazioni soprattutto nell’ambito dell’online, che permetteranno di raggiungere sempre più clienti e di abbattere i costi.
Proprio in questa direzione, nel 2011 ho fondato assieme ad alcuni colleghi il Servizio Italiano di Psicologia Online (SIPO), finalizzato ad offrire consulenze psicologiche via chat e in videoconferenza. Potete trovare tutte le informazioni sul servizio, rivolte a potenziali utenti e a professionisti che vogliano diventare consulenti, al sito www.psicologi-online.it.
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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.