La santa Anoressia - Psicologo Milano
Matteo Baruffi
29 luglio 2013
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29 luglio 2013
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La santa Anoressia

 

Negli ultimi anni “anoressia” è diventato un termine largamente utilizzato e il suo significato è conosciuto da tutti; questoa cosa, però, non deve far credere che si tratti di una patologia recente.

Infatti, i primi studi scientifici dell’anoressia e della bulimia risalgono alla fine del Seicento: si tratta di disturbi con una lunga storia che inizialmente venivano descritti come isteria o confusi con psicosi gravi. Ancora agli inizi del 1800 i sintomi dell’anoressia nervosa erano descritti in trattati generali sull’isteria (Bell, 1987): in effetti, tra questo genere di disturbo e l’anoressia nervosa vi sono molti elementi in comune, ma anche aspetti di diversità.

Il termine “santa anoressia” è stato coniato da R.M. Bell: egli nota che alcune sante del Tardo Medioevo manifestavano dei sintomi molto simili a quelli dell’anoressia moderna.

 

Negli ultimi anni “anoressia” è diventato un termine largamente utilizzato e il suo significato è conosciuto da tutti; questoa cosa, però, non deve far credere che si tratti di una patologia recente.

Infatti, i primi studi scientifici dell’anoressia e della bulimia risalgono alla fine del Seicento: si tratta di disturbi con una lunga storia che inizialmente venivano descritti come isteria o confusi con psicosi gravi. Ancora agli inizi del 1800 i sintomi dell’anoressia nervosa erano descritti in trattati generali sull’isteria (Bell, 1987): in effetti, tra questo genere di disturbo e l’anoressia nervosa vi sono molti elementi in comune, ma anche aspetti di diversità.

Il termine “santa anoressia” è stato coniato da R.M. Bell: egli nota che alcune sante del Tardo Medioevo manifestavano dei sintomi molto simili a quelli dell’anoressia moderna.

 

Egli inizia così a studiare la vita  di queste donne e, in particolare, il loro comportamento anoressico: si concentra solo sulle donne italiane in quanto considera l’anoressia anche come dato sociale.

Bell nota una corrispondenza tra i modelli di santità a cui si aspirava nel Medioevo e la magrezza come ideale di bellezza femminile a cui si tende ai giorni nostri; egli intuisce che la società e i relativi valori potrebbero essere dei fattori che incidono sull’originarsi dell’anoressia.  “Il fatto che l’anoressia sia santa o nervosa dipende dal tipo di cultura nella quale si trova la giovane che lotta per acquisire il dominio della propria vita. In entrambi i casi l’anoressia insorge quando la giovane tende a un fine socialmente apprezzato (salute corporea, magrezza, autocontrollo nel ventesimo secolo/ salute spirituale, digiuno e autoprivazione nel cristianesimo medievale)” (Bell, 1987); nell’anoressia contemporanea è molto rilevante la distorsione visiva tale per cui la malata si vede realmente grassa, ma si sente bene ed è estremamente attiva.
La santa anoressica, invece, “vede l’anello di Gesù al suo dito e un posto per lei in Paradiso; sente l’amore di Dio e si ciba della sola ostia” (Bell, 1987): entrambe si impegnano per raggiungere degli obiettivi/ideali approvati dalla società che, ovviamente, sono diversi ma hanno lo stessa valore psicologico.

E’ per questo motivo che la santità medievale e la magrezza contemporanea possono essere paragonate e accomunate: “entrambe rappresentano due stati ideali negli ambienti culturali considerati” (Davies, 1987). Bell individua nell’anoressia un modo in cui la donna del Medioevo riusciva a spostare la lotta con il mondo esterno in un conflitto con quello interno, nel quale riusciva ad ottenere una vittoria e una sua autonomia: “in questo senso la risposta anoressica è senza tempo. E almeno temporaneamente, è un vittoria potente e reale sull’unica cosa che la civiltà occidentale (o occidentalizzata) permette a una ragazza di conquistare se stessa” (Bell, 1987).

Nonostante gli elementi comuni tra l’anoressia nervosa e la santa anoressia, occorre notare un aspetto specifico, e non l’unico, che differenzia la prima dalla seconda. Come fa notare Recalcati, ciò che l’anoressica contemporanea persegue è una passione per il corpo magro: si tratta quindi di una passione che non è tesa ad elevarsi a Dio ma che è legata all’attaccamento narcisistico alla propria immagine ideale, rappresentando così un’ “ascesi del corpo, senza passione mistica” (Recalcati, 2002).

Il contributo di Bell è importante perché egli nota la presenza di sintomi uguali in due epoche totalmente diverse. Si può perciò dedurre che il recente aumento dei casi di disturbi alimentari potrebbe essere determinato, o comunque influenzato, dai cambiamenti socio-culturali e, di conseguenza, dai mutamenti familiari.

Alessia Besana

 

 

BIBLIOGRAFIA 

Bell R.M., La santa anoressia: digiuno e misticismo dal Medioevo a oggi, Laterza, Roma Bari,1987 

Davis, W.N., Epilogo in Bell R.M., La santa anoressia: digiuno e misticismo dal Medioevo a oggi, Laterza, Roma Bari,1987 

Recalcati M., Clinica del vuoto: anoressie, dipendenze, psicosi, Franco Angeli, Milano, 2002 

 

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.