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Sarah, Meredith, Chiara e non solo: suicidio?

Amanda KnoxRiaccendo una polemica innescata poche settimane fa, quando Amanda e Raffaele hanno ottenuto la piena assoluzione nel famoso delitto di Perugia.
Più che una polemica, credo e spero che le mie parole suscitino, in voi lettori, una riflessione.
Oramai non esiste delitto che non diventi mediatico. A cominciare dal piccolo Samuele, ucciso (come pare) dalla madre Annamaria Franzoni. Addirittura il Delitto di Cogne è divenuto una voce di Wikipedia. Quello è stato il primo, eclatante omicidio che ha spalancato le porte della "notorietà". Da allora, nessun delitto è passato inosservato. Siamo arrivati al delitto di Garlasco, poi quello di Perugia, per finire ad Avetrana. E non solo. Questi sono solo alcuni dei tanti omicidi che hanno riempito i giornali e le televisioni. Viene commesso un delitto, si accendono i riflettori, e viene puntato il dito.

Amanda KnoxRiaccendo una polemica innescata poche settimane fa, quando Amanda e Raffaele hanno ottenuto la piena assoluzione nel famoso delitto di Perugia.
Più che una polemica, credo e spero che le mie parole suscitino, in voi lettori, una riflessione.
Oramai non esiste delitto che non diventi mediatico. A cominciare dal piccolo Samuele, ucciso (come pare) dalla madre Annamaria Franzoni. Addirittura il Delitto di Cogne è divenuto una voce di Wikipedia. Quello è stato il primo, eclatante omicidio che ha spalancato le porte della “notorietà”. Da allora, nessun delitto è passato inosservato. Siamo arrivati al delitto di Garlasco, poi quello di Perugia, per finire ad Avetrana. E non solo. Questi sono solo alcuni dei tanti omicidi che hanno riempito i giornali e le televisioni. Viene commesso un delitto, si accendono i riflettori, e viene puntato il dito.

Non voglio soffermarmi sugli effetti deleteri che i media provocano sia sulle persone che seguono le vicende, che sull’operato delle forze dell’ordine. Voglio concentrare l’attenzione sulla giustizia italiana, ancora una volta. La pressione mediatica esercitata è talmente potente da far compromettere il corretto svolgimento delle indagini? Le forze dell’ordine sono maggiormente interessate a soddisfare le attese del “pubblico” piuttosto che trovare i veri colpevoli?

Sono domande lecite, se osserviamo la realtà dei fatti.

Guardiamo al delitto di Garlasco, per esempio. Chiara Poggi trovata morta, si ipotizza ad un probabile coinvolgimento del fidanzato, Alberto Stasi, e subito diventa lui il colpevole. Ogni azione delle forze dell’ordine è volta a confermare la sua colpevolezza. Stasi scarica film porno? E’ un pervertito! Sono state trovate impronte di Stasi? Per forza, l’ha uccisa lui!
Peccato che, recentemente, la Corte di Appello ha confermato la sua innocenza. Quindi? Sono passati anni, e Chiara, ad oggi, rimane senza giustizia. Il suo carnefice è ancora sconosciuto. E così rimarrà.

Ma non c’è da stupirsi, perchè è una “moda” del nostro sistema giudiziario. Prendiamo il delitto di Via Poma. Dopo 15 anni spunta per puro caso una goccia di sangue, sicuramente il dna del killer. E il fascicolo si riapre. Come può acquistare credibilità il nostro sistema giudiziario dopo cose di questo tipo? Come si può credere che dopo 15 anni spunti una nuova prova, in una scena del crimine che, teoricamente, è stata già analizzata a suo tempo? Significa, forse, che le forze dell’ordine lavorano male? E’ altamente probabile, visti i risultati.
Basti pensare al caso di Avetrana. Prima è stato lo zio, adesso sono in carcere Sabrina e la madre, mentre Michele Misseri continua a gridare follemente la sua colpevolezza.

Come fidarsi della giustizia italiana? C’è solo da sperare che accadano “miracoli” , come nel triplice omicidio avvenuto recentemente in Sardegna. Se l’assassino non si fosse costituito, i tre cadaveri sarebbero entrati nella lunga lista di vittime senza colpevole.
Quando, invece, il killer rimane impunito, rimane un unico, ironico interrogativo: forse Sarah, Meredith, Chiara, e via dicendo, si sono suicidate?

Cecilia Pecchioli Catelani

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.