Dare un significato al lutto - Psicologo Milano
Quale lavoro per elaborare il lutto?
29 luglio 2013
Il lutto elaborato
29 luglio 2013
Mostra tutto

Dare un significato al lutto

 

significato luttoIl significato del lutto

Nell'articolo precedente abbiamo visto come uno dei difficili compiti che dobbiamo fronteggiare dopo la perdita, magari improvvisa, di una persona amata, è evitare che una perdita senza senso diventi una perdita di senso (Dott. Gelati).
L’importanza del non perdere il senso è fortemente connessa al bisogno totalmente intrinseco a noi umani di dare un significato alla realtà che viviamo e che ci circonda. Immaginate uno schermo su cui compaiono dei quadrati neri in movimento seguiti da cerchi bianchi: se domandassimo a delle persone di descrivere quello che vedono otterremmo risposte diverse.

 

significato luttoIl significato del lutto

Nell’articolo precedente abbiamo visto come uno dei difficili compiti che dobbiamo fronteggiare dopo la perdita, magari improvvisa, di una persona amata, è evitare che una perdita senza senso diventi una perdita di senso (Dott. Gelati).
L’importanza del non perdere il senso è fortemente connessa al bisogno totalmente intrinseco a noi umani di dare un significato alla realtà che viviamo e che ci circonda. Immaginate uno schermo su cui compaiono dei quadrati neri in movimento seguiti da cerchi bianchi: se domandassimo a delle persone di descrivere quello che vedono otterremmo risposte diverse.
Qualcuno potrebbe dire che i cerchi seguono le scie dei quadrati che li precedono, altri potrebbero dire gli uni trainano gli altri, qualcuno potrebbe dire che sono come bambini che giocano a “ce l’hai”: usiamo sempre schemi per dare significato agli eventi che viviamo e a cui assistiamo, per poterli inserire in una trama che connetta tutti gli eventi principali della nostra quotidianità e dar loro un senso. Pensiamo ad esempio al momento del pasto: non si tratta semplicemente di assolvere un bisogno necessario alla sopravvivenza. Vi è tutta una serie di significati attorno ai pasti che vanno oltre il fattore biologico: preparare la tavola, mangiare insieme, ritrovarsi a cena al termine della giornata, radunarsi coi parenti durante i pranzi domenicali… eppure non c’è nulla di fisiologicamente determinato in tutto questo, sono costruzioni sociali entro cui costruiamo e riconosciamo la nostra realtà.
La morte, specialmente quella traumatica, è un evento che può fortemente minare le credenze e le basi sulle quali viviamo. Anche chi non ha mai vissuto sulla propria pelle un’esperienza del genere, avrà comunque provato qualcosa di concettualmente simile quando davanti a fatti incredibili (si pensi alla strage di Novi Ligure, al caso di Cogne o Avetrana, allo Tsunami, al terremoto) ci si ritrova a fare i conti sempre con la stessa domanda: “perché?”
La perdita di senso è sconvolgente, crollano le certezze, si dissolvono i progetti e svaniscono nel nulla pensieri ed azioni che fino a pochissimo tempo prima sembravano ciò che più di normale ci potesse essere. La perdita di senso non è un concetto filosofico o astratto: è nella quotidianità che si manifesta, quando ci si rende conto che la tavola non andrà più apparecchiata per tre, ma solo per due, o quando l’altra metà del letto rimarrà costantemente vuota.
Il processo del lutto deve portare quindi a ricostruire un significato personale messo in crisi dalla  perdita. È normale che l’iniziale perdita delle proprie credenze porti, per difesa, a chiudersi in se stessi dentro una sorta di bozzolo protettivo, ma è anche vero che nel bozzolo può svilupparsi una metamorfosi dalla quale si esca diversi, in una sorta di “crescita post-traumatica” nella quale si siano ristabilite le precedenti credenze in una nuova trama, sperimentando nuovi significati e nuove narrative di vita.

Dott. Emanuele Zanaboni

Riferimenti bibliografici[1]

BONANNO G.A., WORTMAN C.B.,  NESSE R.M, Prospective Patterns of Resilience and Maladjustment During Widowhood, Psychology and Aging, 19 (2), pp. 260-271, 2004.

BOWLBY, J.,  Attaccamento e perdita. Vol. 3, Bollati Boringhieri, Torino, 1983.

HILLESUM E., Diario (1941-1943),  Adelphi, Milano, 1996.

NEIMEYER R., Lessons of loss: A guide to coping, Brunner Routledge, New York, 2000.



[1] Un grazie sincero al dott. Primo Gelati, terapeuta familiare e psicologo presso l’hospice dell’ospedale di Legnano, a cui vanno i miei più sentiti e sinceri ringraziamenti per aver messo con passione la propria esperienza a disposizione.

 

 

 

 

 

Ti è piaciuto l’articolo? iscriviti alla mailing list!

* indicates required
Su che argomenti vuoi restare aggiornato?

 

Commenti
Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.