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Suicidio assistito: depressione per i familiari

Il mio parere: come diceva Seneca, la morte è per chi rimane in vita.

Nei casi in cui si tratta di dover assecondare la scelta di una persona cara, per alleviargli in modo definitivo le sofferenze, sono differenti gli scenari cui chi resta in vita può poi andare incontro.

L’articolo che segue porta avanti la linea più pessimista, sostenendo che i famigliari superstiti debbano affrontare oltre al dolore della perdita, anche un periodo di depressione o di disturbo post-traumatico da stress.

Io credo che questo scenario sia possibile, ma non scontato. Anzi, in base alla mia esperienza ho riscontrato più casi in cui si verificava il contrario, dove sia stato di gran conforto decidere il finale da dare alla storia di sofferenza, agevolando talvolta i processi di elaborazione del lutto.

In questi casi la sensazione che dava forza ai famigliari del deceduto era l’aver potuto assecondare la sua volontà, aiutandolo ad una morte dignitosa e senza sofferenza fisica.

Voto all’articolo 7/10

Tratto dall’articolo:
“Accompagnare verso la morte una persona che ha deciso di far ricorso al suicidio assistito può causare problemi psichici e depressione.

Questo è quanto risulta da uno studio dell’Università di Zurigo che ha mostrato che il disturbo colpisce un famigliare su quattro tra chi ha fatto una simile esperienza.

Come ormai è noto, in Svizzera ci sono tre organizzazioni che si adoperano per dare il loro aiuto a chi ha deciso di morire perché afflitto da gravi malattie.

Chi affronta una decisione del genere, preso dalla disperazione per la sua situazione, spesso non è solo ma viene “accompagnato” nel suo ultimo viaggio da un amico intimo o un parente che è informato.

Così molti pazienti che hanno deciso per una morte dignitosa, in un certo senso, coinvolge i familiari all’evento, ma mentre le sue sofferenze si alleviano nel momento in cui muoiono, iniziano per tutti coloro che restano.”

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Luca Mazzucchelli

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.