gioco Archivi - Psicologo Milano
1 agosto 2013

Tra gioco e creatività

creativita"Capire che cos'è l'arte è una preoccupazione (inutile) dell'adulto.
Capire come si fa a farla è invece un interesse autentico del bambino" (cit. Bruno Munari)

Il bambino inizia da subito a sperimentare, non conosce nulla del mondo. Il neonato che guarda il viso dei genitori o degli oggetti non sa cosa ha davanti; la realtà che lo circonda è ancora un insieme di luci, colori, odori, impressioni varie che però non fanno ancora riferimento nel suo cervello a immagini interne, si formeranno gradualmente con l'esperienza.

Il bambino può essere paragonato ad un pittore, la sua spontaneità e la sua creatività svincolata da qualsiasi condizionamento lo rende l'artista per eccellenza. La creatività è un aspetto strutturante della personalità, tutti i bambini sono creativi e curiosi per natura, ognuno con attitudini proprie e abilità diverse. E' fondamentale creare spazio intorno al fanciullo perché possa sperimentare. Ci sono piccoli più timidi che sembrano esprimere meno questo bisogno, ce ne sono altri invece che lo fanno in maniera più estroversa.

2 ottobre 2012

genitori disabili? Si può! Seconda parte

genitori aiutoCome preannunciato nel precedente articolo, continuiamo ad affrontare questo tema delicato, che riguarda un po’ tutti, parlando di molti altri argomenti riguardanti il gioco, l’autonomia, l’attaccamento e altro ancora.

Quanto nascere in una famiglia di disabili visivi può favorire l’autonomia dei figli stessi?

Fino alla metà degli anni Settanta c’erano le scuole speciali, dove i disabili visivi facevano tutto il percorso scolastico, dalle elementari alle superiori. In questo modo erano costantemente a confronto con altri disabili come loro, imparavano tantissimo e più in fretta. La nostra società moderna ha cambiato molto l’assetto famigliare, quindi succede spesso che i genitori, sia di vedenti che di disabili visivi, si sostituiscano ai figli anche nelle faccende più elementari della vita quotidiana: rifanno il letto, cucinano, puliscono e via dicendo. Crescendo, chi vede osserva le azioni e impara, diciamo, per imitazione; chi non vede, invece, ha la necessità di esercitarsi costantemente nello svolgimento delle normali attività. Spesso i loro genitori non favoriscono questo tipo di apprendimento, senz’altro più faticoso, rischioso e pericoloso. Preferiscono, invece, sostituirsi a loro facendoli diventare, alla fine dei conti, degli “adulti bambini”: ho visto personalmente giovanissimi non vedenti incapaci di versarsi l’acqua o allacciarsi le scarpe. Questa cosa, in base alla mia esperienza diretta, sta aumentando col passare degli anni.