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29 luglio 2013

Disturbi specifici dell’apprendimento

 

Disturbi specifici apprendimentoCosa sono i Disturbi Specifici dell’Apprendimento?

 

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento, noti come DSA, rappresentano una delle patologie a maggior incidenza nella popolazione scolastica (stima nazionale: 2,5% - 3,5%). Hanno carattere evolutivo e cronico e interessano sia bambini della scuola primaria e media inferiore, sia ragazzi, adolescenti e giovani adulti della scuola media superiore e dell’università.

Sulla base del deficit funzionale, sono distinte differenti condizioni cliniche:

 

 

29 luglio 2013

Visnoressia: anoressia maschile

anoressia maschileAnoressia e Bulimia, viste come problematiche prettamente femminili, riguardano, in realtà, anche gli uomini.

I casi maschili sono, però, spesso sottovalutati o diagnosticati in ritardo e ciò è dovuto principalmente al fatto che determinati comportamenti a rischio non vengono in loro letti, almeno inizialmente, come indicatori di un possibile disturbo alimentare. Tutto ciò fa sì che, mediamente, l’uomo che soffre di date problematiche arrivi in terapia non prima che siano trascorsi 7 anni dall’esordio del problema, mentre per le donne il periodo di latenza è di circa 4 anni.

Inoltre, a rendere la diagnosi di Anoressia Nervosa negli uomini ancora più problematica vi è il fatto che i criteri di riferimento per tale disturbo si riferiscono esclusivamente alla donna; basti pensare che uno dei più importanti sintomi di tale malattia è l’altrerazione o scomparsa del ciclo mestruale.

29 luglio 2013

Il CTU nei casi di separazione e affido

Lo psicologo nel contesto giudiziario

A cura della Dott.ssa Cecilia Pecchioli Catelani
Nei casi di separazione, sempre più frequente diventa il ricorso, da parte del Giudice, alla figura del CTU (Consulente Tecnico d’Ufficio), uno psicologo che offre il suo servizio per stabilire, in maniera più approfondita, un parere circa i termini di affidamento dei figli coinvolti.

Abbiamo già accennato al ruolo del CTU in questi contesti (vedi mio articolo precedente “E’ plausibile pensare ad una valutazione relazionale della famiglia durante una consulenza tecnica?”); in questa sede vorrei avanzare qualche riflessione sulla qualità del rapporto che collega la figura del CTU sia alle parti che agli operatori della Giustizia, nell’ambito delle problematiche relative all’affido di minori.

29 luglio 2013

L’affido condiviso: dubbi e riflessioni

 

DUBBI E RIFLESSIONI SULL’AFFIDO CONDIVISO

Affido condivisoCom’è noto, la legge 8/2/2006 n.54, entrata in vigore il 16 marzo 2006, ha rimodellato la disciplina dell’affidamento dei figli in materia di separazione.

Le principali novità che la legge sull’affido condiviso ha introdotto sono rappresentate dal riconoscimento di pari diritti e doveri ad entrambi i genitori nei confronti dei figli. Non per altro si è iniziato a parlare di “bigenitorialità” (principio affermatosi da tempo negli ordinamenti europei e presente altresì nella Convenzione sui diritti del Fanciulli sottoscritta a New York il 20.11.1989 e resa esecutiva in Italia con la legge n.176 del 1991). Inoltre, vengono riconosciuti diritti di contatto continuativo tra nipoti e nonni e con i parenti più stretti.

A primo acchito, questa legge rappresenta un passo fondamentale per un cambiamento forte del Diritto di Famiglia, alla luce anche del mutare della mentalità e della società.

26 luglio 2013

psicologo milano

Studio Psicologico Luca Mazzucchelli e collaboratori Al contrario di quanto molti pensano, lo psicologo non è più visto come il medico dei pazzi, ma come il medico dei deboli, di coloro che da soli non ce la fanno ad affrontare la vita. La realtà è ben diversa: lo psicologo è infatti il medico dei coraggiosi, di quelli che hanno la forza di guardare in faccia i propri limiti e sensibilità, ammetterli, considerarli e mostrarli, trasformando la paura in coraggio e assumendosi la […]
26 luglio 2013

Lo psicologo ti legge nel cervello

Lo psicologo ti legge nel cervello?

Una frase che incontro spesso
Continuo a rimanere piuttosto colpita dalla frequenza con cui mi imbatto in una particolare frase. Questa:
"Ah, tu fai la psicologa? Allora bisogna stare attenti a parlare con te!".
Quel "bisogna stare attenti" sembra voler dire che quando si parla con uno psicologo non lo si può fare con naturalezza, tranquillamente. Bisogna pesare le parole. E perchè mai, mi chiedo?
Sembra che la gente pensi che uno psicologo entri nella mente degli altri appena essi aprono bocca. E' come se le persone si scoprissero improvvisamente più nude di quel che pensavano. Una sensazione senza dubbio imbarazzante.