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Viaggio nella mente di un super memorizzatore

psicologia memoria
Viaggio nella mente di un super memorizzatore | Parliamo di psicologia | Scoop.it

La maggior parte delle persone conoscono solo poche cose a memoria: testi di alcune canzoni e qualche formula matematica, come l’area del cerchio.

Tuttavia, esistono persone che spingono il loro cervello al massimo per trattenere un numero incredibile di informazioni, come lunghe serie di numeri o interi poemi epici. Sono i “super memorizzatori”.

Sembra che queste persone non nascano con una memoria illimitata, ma si allenino continuamente per averla tale.

Johannes Mallow, per esempio, cinque volte vincitore del campionato tedesco di memoria, ha affermato di aver cominciato ad allenare il suo cervello 11 anni fa, all’età di 23 anni. “Ho una memoria normale, come quella di tutti gli altri.. anch’io spesso dimentico dove ho lasciato le chiavi della macchina..” ha raccontato. “Tuttavia se voglio memorizzare qualcosa utilizzo delle tecniche specifiche. Mi sono allenato per molti anni per diventare un super memorizzatore.”

Per raggiungere queste straordinarie abilità di memoria, i super memorizzatori insegnano al loro cervello ad usare differenti strategie, una di queste impiega i punti di riferimento spaziali e visivi.

In un recente studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Systems Neuroscience, un team di ricercatori, tra cui lo stesso Mallow, hanno registrato l’attività cerebrale dei super memorizzatori quando apprendono e richiamano alle memoria le informazioni, per scoprire cosa succede all’interno della loro testa.Il palazzo della memoria

La tecnica usata da Mallow e dalla maggior parte dei super memorizzatori è chiamata “metodo dei loci”, anche conosciuta come “Palazzo della memoria”, un metodo conosciuto già al tempo dei greci e diventato recentemente popolare grazie al testo di Joshua Foer “Moonwalking with Einstein: The Art and Science of Remembering Everything“

Ecco come costruire e utilizzare un palazzo della memoria per ricordare una lunga lista di informazioni:

1. Progetta il tuo palazzo: nonostante il palazzo della memoria sia un luogo immaginario, è più semplice usare all’inizio un luogo esistente, ad esempio una stanza della tua casa, il tuo appartamento o un percorso che fai abitualmente.

2. Decidi il percorso e identifica gli spazi specifici per conservare le informazioni: se hai bisogno di ricordare delle cose in un certo ordine, è essenziale stabilire un percorso specifico, nella realtà o nella tua mente. Metti dunque le informazioni che necessiti ricordare (numeri, parole, parti di discorso) in luoghi specifici. Se il tuo palazzo è un luogo reale, come il percorso fino al lavoro, i luoghi possono essere la casa del vicino, un incrocio, un negozio, una rotonda etc. Se invece è il tuo appartamento, puoi mettere informazioni sullo zerbino, nella toppa, su un armadio etc.

3. Memorizza il tuo palazzo della memoria: Affinchè il tuo palazzo sia efficace, devi conoscerlo bene. Immagina il palazzo quando non lo vedi fisicamente e ripercorri il percorso mentalmente rispettando l’ordine dei luoghi.

4. Metti nel palazzo le informazioni da ricordare: Metti una piccola quantità di informazioni in ogni luogo, posizionandoli nell’ordine in cui li devi ricordare.

5. Sfrutta i simboli: non devi necessariamente mettere una riga di testo, ma semplicemnte qualcosa che accenna a ciò che devi ricordare. Ad esempio, se stai cercando di ricordare una nave, metti un ancora sul tuo divano. Se la nave è quella di Colombo, immagina un uovo infilato nell’ancora.

6. Esplora il tuo palazzo: Quando hai riempito il palazzo di immagini evocative, passaci del tempo e osservalo, in modo che sia più facile ricordarne i contenuti.

7. Usa il tuo palazzo. Quando hai memorizzato i contenuti del tuo palazzo, puoi richiamare il tuo discorso o le informazioni che desideri semplicemente camminandoci all’interno o osservandolo.

Lo stesso palazzo della memoria può essere usato molte. Sostituisci i contenuti con quelli nuovi, e ricorderai i più recenti. Se hai bisogno di ricordare i contenuti del palazzo per lungo tempo, lascia intatto quel palazzo e creane uno nuovo dove immagazzinare altre informazioni.

Grazie a questa tecnica, diviene molto semplice ricordare informazioni che altrimenti sarebbe impossibile tenere a mente. Con il tempo, è possibile passare da un palazzo “fisico” (ad esempio il tuo appartamento) ad uno interamente immaginato. “Può sembrare ridicolo e divertente, ma è proprio questo che che permette al cervello di ricordare con più facilità”. Ha commentato Mallow.

Dentro il cervello

Nello studio (Mallow et al., 2015), i ricercatori hanno voluto confrontare le regioni del cervello deputate alla memoria dei super memorizzatori con quelle delle persone con memoria normale.

Mallow, che lavora alla Otto-von-Guericke University come dottorando in biometria e informatica medica, ha reclutato gli 11 super memorizzatori che hanno gareggiato contro di lui al campionato di memoria, e altrettanti controlli.

I partecipanti sono stati valutati con risonanza magnetica funzionale (fMRI). Il compito richiesto consisteva nel memorizzare una serie di 40 numeri in 60 secondi. “Per i super memorizzatori questo compito può essere fatto facilmente in un minuto, ma per la maggior parte delle persone è impossibile”. Dopo 20 secondi di distrazione, i soggetti dovevano rievocare quanti più numeri possibili. Non sorprendentemente i super memorizzatori ottenevano performance migliori, ricordando in media 35 numeri, facilmente e anche velocemente. I controlli invece ricordavano solo 11 numeri in media.

I ricercatori, però, erano soprattutto interessati ad osservare che cosa succedeva all’interno del cervello dei partecipanti. Quando imparavano i numeri, i super memorizzatori attivavano molte parti differenti del cervello, incluse le aree responsabili della vista e del linguaggio, così come regioni che sono importanti per la navigazione mentale e la memoria, come il giro angolare, la corteccia retrospleniale e la corteccia parietale superiore. Tali aree sono quelle che controllano le funzioni utilizzate nel “Palazzo della memoria”. Inoltre, i ricercatori si aspettavano di vedere una maggior attivazione dell’area deputata alla memoria a breve termine, ma sono stati sorpresi di scoprire che i super memorizzatori accedevano anche alle memorie a lungo termine in quanto, utilizzando la tecnica “Palazzo della memoria”, connettevano nuove informazioni con immagini già immagazzinate precedentemente. Infine, quando ai super memorizzatori era chiesto di ricordare i numeri, il loro cervello era molto meno attivato rispetto al gruppo di controllo, suggerendo una loro abilità di ricordare le informazioni con molto meno sforzo. Durante la rievocazione in fMRI solo il lobo anteriore temporale (essenziale per il richiamare) e la corteccia motoria (dato che i partecipanti ripetevano i numeri a voce alta) si accendevano. In studi futuri i ricercatori chiederanno ai super memorizzatori di ricordarsi in numeri silenziosamente per vedere se la corteccia motoria si attiva ancora.

Anche Martin Dresler, un professore di neuroscienze cognitive alla università Radbound in Olanda, sta studiando i super memorizzatori e ritiene che il lavoro condotto da Mallow e colleghi sia un buon contributo. “La memoria probabilmente è il fenomeno più ampio e studiato nelle scienze cognitive. Ci sono mille e più studi a riguardo, e molti di questi riguardano le memorie eccezionali” ha spiegato “ma è ancora troppo presto per generalizzare le nuove scoperte; la numerosità campionaria è abbastanza contenuta essendo i super memorizzatori un campione raro e altamente selezionato”.

In studi futuri Mallow e i suoi colleghi sperano di riuscire a separare tutti gli step di memoria dei super memorizzatori, dalla codifica al processo di richiamo, per meglio conoscere come queste tecniche funzionano rispetto ai metodi classici di memorizzazione. “La memorizzazione è un processo complesso che usa molte aree del cervello per compiti diversi, così spesso è difficile separare i diversi step” ha aggiunto Mallow.

Dresler ha un numero di altre domande sul cervello dei super memorizzatori che intende esplorare, per esempio se il loro cervello sia naturalmente strutturato in maniera differente, quale sia l’effetto del sonno sulla abilità di consolidare le memorie e se l’allenamento possa rallentare il declino che arriva con l’età.

Anche se questo studio non è stato il primo a farlo, Mallow sostiene che la ricerca fornisce prove concrete che le tecniche di memoria funzionano veramente. “La parte di memorizzazione necessita un po’ di sforzo, ma dopo un pò di allenamento, il processo di richiamo diviene molto più facile”, ha detto Mallow. “Esso potrebbe rappresentare un utile strumento per gli studenti che cercano di memorizzare le informazioni, ad esempio mentre si preparano per gli esami, a condizione che abbiano fatto un training per diventare memorizzatori eccellenti”.

Dresler è d’accordo e aggiunge che anche le persone che non sono addestrate ad essere super memorizzatori ma hanno una migliore memoria rispetto alla media, probabilmente adottano tecniche mnemonici implicitamente. “Le tecniche di memorizzazione rappresentano un espediente che la maggior parte delle persone possono imparare a padroneggiare” ha aggiunto Dresler. “Non tutti coloro che iniziano ad utilizzare queste tecniche diventano dei campioni, ma la stra grande maggioranza possono facilmente aumentare le loro capacità mnemoniche.”

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Johannes Mallow è un 34enne tedesco pluri vincitore di campionati nazionali e mondiale di memoria. Tra i suoi record: memorizzazione di una serie di 501 numeri casuali in 5 minuti, e di una serie di 937 in 15!! Mallow ha raccontato di non essere nato con una memoria illimitata, ma di avere appreso tecniche specifiche, tra cui la tecnica dei loci (o “palazzo della memoria”), e di allenarsi quotidianamente.

Nell’articolo di oggi, scopriamo di più su questa tecnica di memorizzazione nota dall’antichità, e cerchiamo di comprendere grazie all’aiuto delle neuroscienze che cosa succede nella mente di Mallow e di altri super memorizzatori.

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.