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Tre minuti di Tetris riducono il craving (desiderio irrefrenabile) per cibo, alcol e sigarette

Secondo un nuovo studio (Skorka-Brown et al., 2014) pubblicato sulla rivista Appetite, giocare tre minuti a Tetris potrebbe ridurre significativamente il desidero irrefrenabile di ricorrere a sigarette e alcol o di avventarsi sul cibo. Secondo gli psicologi che hanno condotto lo studio, il vecchio un puzzle computerizzato Tetris potrebbe fornire una distrazione visiva sufficiente ad aiutare le persone a controllare il loro craving.

Uno degli autori dello studio, il Professor Jackie Andrade, ha spiegato: “Gli episodi di craving normalmente durano solo pochi minuti, durante i quali un individuo è impegnato a visualizzare nella mente ciò che desidera e la ricompensa che ne deriverà. Spesso questi pensieri e sentimenti conducono la persona a procurarsi e consumare ciò a cui sta cercando di resistere. Ma giocando a Tetris, anche solo per un breve lasso di tempo, si impedisce al cervello di creare quelle immagini mentali e senza quelle il craving non parte”.

Nello studio 119 soggetti, preventivamente valutati per la loro naturale propensione al craving, hanno giocato al videogioco Tetris o sono stati messi in una condizione di controllo (…), che consisteva nel rimanere in attesa che il gioco si caricasse, cosa che non avveniva mai.

Ciò che i ricercatori hanno trovato e’ che, dopo tre minuti di Tetris, il craving dei soggetti risultava ridotto del 24% se comparato alla condizione di controllo. Coloro che avevano giocato riportavano esperienze di craving meno vivide, meno frequenti e meno intense per tentazioni tipiche come il cibo, le sigarette e l’alcol.

L’idea di utilizzare Tetris come un distrattore si basa sulla teoria che le immagini visive siano molto importanti nel sostenere il craving per cibo, alcol, sigarette. Se la memoria visiva è impegnata in un’altra operazione, il craving risulterà ridotto in quanto la capacità della mente e’ limitata. Previe ulteriori ricerche che comparino diverse tipologie di videogiochi e diversi ruppi di soggetti, lo studio potrebbe suggerire una modalità efficace per aiutare le persone a combattere il craving.

Il Professor Andrade ha commentato: “Avere la sensazione di potersi controllare e’ un aspetto importante del rimanere motivati ad un risultato, e giocare a Tetris può potenzialmente aiutare le persone a mantenere l’autocontrollo quando il craving sopraggiunge. Si tratta di un qualcosa a cui una persona può rapidamente accedere, sia a casa sia al lavoro, e che va a sostituire la sensazione di stress causata dal desiderio stesso (…)”

Vai alla fonte in lingua originale:  http://www.spring.org.uk/2014/03/3-minutes-of-tetris-reduces-cravings-for-drink-cigarettes-and-food.php

 

Luca Mazzucchelli – www.psicologo-milano.it‘s insight:

Avete deciso di smettere di fumare, bere alcol o mangiare cibi poco salutari ma ogni tanto venite presi da un desiderio difficilmente controllabile di cedere a queste tentazioni? In termini tecnici questo desiderio irrefrenabile e’ definito ‘craving’ e, se diviene una costante nelle nostre vite, non è molto diverso da quello sperimentato da soggetti dipendenti da droghe illegali.

Secondo una ricerca pubblicata nel 2014 sulla rivista Appetite, giocare per qualche minuto ad un videogioco come Tetris potrebbe aiutare a tenere a bada il craving per tentazioni tipiche, come cibo, sigarette ed alcol.

Come in ogni cosa, la giusta via di mezzo è quella da seguire: dopo avere postato tanti articoli su come si possa diventare dipendenti dai telefonini e dai giochi che vengono proposti tramite loro, ecco una ricerca che invece ne suggerisce un utilizzo in favore di un aumento del benessere.

See on www.spring.org.uk

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.