Altri 20 tranelli mentali in cui rischiamo di cadere ogni giorno - Psicologo Milano
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Altri 20 tranelli mentali in cui rischiamo di cadere ogni giorno

tranelli mentali

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Ecco altri 20 errori cognitivi in cui rischiamo di cadere quotidianamente..

 

1. Concentrarsi sull’importo risparmiato piuttosto che l’importo speso: Ad esempio, concentrarsi sulla quantità di denaro risparmiata piuttosto che chiedersi se si avrebbe comprato l’articolo anche se non fosse stato in saldo.

 

2. Sopravvalutare qualcosa solo perchè è vostro: Ad esempio, percepire i vostri figli più belli o più intelligenti di quelli che sono solo perchè sono vostri. Oppure, sopravvalutare il valore della vostra casa quando la proponete sul mercato in considerazione dei lavori di ristrutturazione che avete effettuato.

 

3. Trascurare spiegazioni alternative: Rimanere ancorati sulla vostra versione dei fatti non riuscendo a prendere in considerazione spiegazioni alternativi più plausibili.

 

4. Il Self-Serving Bias – bias di autoprotezione: E’ la tendenza ad attribuire i propri successi a fattori interni ed i propri fallimenti a fattori esterni. Ad esempio ritenere di aver preso un bel voto grazie alle proprie capacità, e un brutto voto a causa di un esaminatore severo.

 

5. Distorsione cognitiva: E’ la tendenza, opposta alla precedente, ad attribuire i comportamenti degli altri a fattori interni piuttosto che a fattori situazionali. Ad esempio, attribuire le cause di un incidente alla distrazione del guidatore piuttosto che ad un problema di viabilità.

6. Non considerare il ragionamento costi/benefici: Ad esempio, destinare un’ora ad un lavoro estremamente semplice che richiederebbe un tempo più contenuto pensando “è solo un’ora” e non considerare che quel tempo sarebbe potuto essere impiegato più proficuamente in un altro lavoro più lungo e impegnativo che dovete effettuare.

 

7. Ritenere che gli altri ragionino o agiscano nel vostro stesso modo: Si tratta della tendenza ad assumere la propria esperienza come riferimento dell’esperienza di tutti, ossia ritenere che, se voi la pensate in un determinato modo o avreste agito in un modo specifico in una determinata situazione, anche gli altri avrebbero dovuto farlo.

 

8. “In-group” bias: La tendenza a ritenere maggiormente capaci e affidabili persone che sono come voi o che appartengono alla vostra cerchia o al vostro gruppo, rispetto a persone che provengono da altri background.

 

9. “Se non so io una cosa di me, nessuno può saperla”: Ottenere un feedback esterno può invece aiutarvi a diventare consapevoli di cose che non immaginavate minimamente di poter arrivare a conoscere.

 

10. Fallacia del giocatore d’azzardo: Tendenza a credere che gli eventi passati influenzeranno in qualche modo i risultati futuri. L’esempio classico è il lancio della moneta. Dopo aver ottenuto testa per diverse volte consecutive, la nostra tendenza è quella di prevedere un aumento della probabilità che il prossimo lancio sarà croce. In realtà le probabilità sono ancora 50/50: i risultati in diversi lanci sono statisticamente indipendenti.

 

11. La convinzione che continuare a preoccuparsi o a ripensare ad un problema condurrà alla sua risoluzione: In realtà, la rimuginazione tende a ridurre le capacità di risolvere i problemi e diminuisce le probabilità di fronteggiare un evento.

 

12. Associazione implicite distorte: Il test di associazione implicita (implicit-association test – IAT) è utilizzato nel campo della psicologia sociale per rilevare in che modo le persone compiono automaticamente e in maniera inconsapevole associazioni preferenziali tra rappresentazioni mentali. I risultati mostrano che le persone tendono, ad esempio, a ritenere che le individui sovrappeso siano anche pigri. Essere consapevoli di questa tendenza umana è la chiave per rompere queste associazioni inconsce spesso distorte.

 

13. Effetto picco-fine: E’ la tendenza a ricordare maggiormente (1) come ci si sentiva alla fine di una esperienza e (2) come ci si sentiva al momento del picco di intensità emotiva durante l’esperienza, piuttosto che basarsi sulla somma o sulla media di ogni istante di quell’esperienza. Alla luce di questo effetto, possiamo ricordare in maniera alterata alcuni eventi e, di conseguenza, prendere decisioni in merito basandoci su informazioni parziali.

 

14. La tendenza a preferire cose familiari: E’ la tendenza a preferire automaticamente cose che già si conoscono. Questa tendenza conduce ad esempio le persone a rimanere erroneamente fedeli a determinati marchi e continuare ad acquistarli sebbene vi siano prodotti e prezzi più convenienti, piuttosto che intraprendere un cambiamento. Lo stesso meccanismo è alla base del fatto che, qualche volta, possiamo fare fatica a cambiare le cose che, benchè ci creino malessere, sono ormai familiari.

 

15. La convinzione che sia possibile fare diverse cose contemporaneamente (il mito del mutitasking): A differenza di ciò che si pensa, la nostra mente è incapace di compiere più compiti simultaneamente. Il multitasking, in realtà, indebolisce la capacità di concentrarsi, conduce a fare più errori e porta a perdere tempo. Cercare di concentrarsi su più di un obiettivo alla volta è, in definitiva, un auto-sabotaggio.

 

16. Rifiutarsi di riconoscere i benefici cognitivi di attività che permettono di rigenerare le energie o che incrementano emozioni positive: Ad esempio, vedere momenti di divertimento o pause dalle attività lavorative come perdite di tempo.

 

17. Previsioni positive distorte: Ad esempio, ritenere che se farete un abbonamento annuale in palestra, ciò vi spingerà a frequentare con regolarità, anche se nel passato non è andata così.

 

18. Barare sui vostri obiettivi sulla base di comportamenti positivi che prevedete di fare in seguito: Ne è un esempio, l’esagerare con il cibo oggi se avete avete in programma di iniziare una dieta la settimana successiva. Spesso, i comportamenti positivi previsti non si verificano.

 

19. Ripetere sempre lo stesso comportamento e aspettarsi risultati diversi: Ad esempio, ritenere che se continuate a ripetere la stessa cosa, il vostro partner cambierà atteggiamento.

 

20. Pensare “non posso cambiare il mio comportamento” o “non posso cambiare il mio stile di pensiero”: Invece di ripetere a voi stessi “Non posso..” provate a chiedervi come potreste modificare del 5% il vostro comportamento o il vostro stile di pensiero, e guardate cosa succede.

 

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Ecco altri 20 errori cognitivi che frequentemente commettiamo in maniera inconsapevole e che rischiano di influenzare negativamente le nostre decisioni ed emozioni…

Se sei curioso di conoscerne altri 30, puoi leggere questo articolo

Come diventare consapevoli delle vostre distorsioni cognitive? Provate a stampare questa lista e sottolineate le distorsioni che mettete in atto più frequentemente. Sceglietene dunque una alla volta e appuntatevi come quella distorsione si manifesta nella vostra vita.

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.