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6 trappole psicologiche in cui rischiamo di cadere quotidianamente

trappola psicologica

Nella vita quotidiana, le persone spesso utilizzano “strategie mentali” atte a risolvere più agevolmente una certa classe di problemi.

Tali “scorciatoie mentali”, conosciute anche come “euristiche”, hanno l’obiettivo di dare senso al mondo che ci circonda e risolvere compiti complessi in modo semplice e poco dispendioso.

Nella maggior parte dei casi, esse risultano idonee a fornirci risposte approssimativamente corrette sulla realtà, altre volte possono esitare in errori di giudizio grossolani.

Ecco una rassegna di alcuni pregiudizi che ci conducono a giudicare in modo errato le persone e gli eventi.

1) L’euristica delle disponibilità

Per “euristica delle disponibilità” (Tversky e Kanheman, 1974) si intende la tendenza delle persone ad assegnare maggiori probabilità ad eventi che richiamano l’attenzione, anche nel caso in cui questi siano improbabili.

Ad esempio, se siamo in grado di immaginarci numerosi esempi di un determinato evento (dunque sulla “disponibilità mentale” che abbiamo di esso) tenderemo a sovrastimare la probabilità che accada.

La facilità con cui immaginiamo determinati esempi può essere condizionata da vari fattori, come per esempio i mass media. Questa è la ragione per cui possiamo trovarci a sopravvalutare la probabilità che accadano eventi simili ai fatti di cronica, come crash aerei o, in questo periodo, la possibilità di contrarre l’ebola.

2) Il bias di giudizio retrospettivo (Hindsight Bias)

Il bias di giudizio retrospettivo (anche definito pregiudizio del senno di poi o effetto “lo sapevo!”) si verifica quando le persone credono di aver avuto il presentimento che qualcosa stesse per accadere prima che la cosa in questione si verificasse. In altre parole, consiste nella tendenza a credere di essere in grado di prevedere un evento, una volta che l’evento è ormai noto.

Tuttavia, concentrandoci su quello specifico esempio, dimentichiamo invece le decine di volte in cui abbiamo avuto premonizioni che non si sono assolutamente avverate.

Questo pregiudizio comune porta la gente a credere di avere un particolare intuito o una sorta di percezione extrasensoriale.

3) L’effetto attore-osservatore

L’effetto attore-osservatore è un pregiudizio comune nella percezione sociale che consiste nella tendenza da parte delle persone ad attribuire le cause del proprio comportamento a fattori situazionali (esterni) e le cause del comportamento altrui a fattori disposizionali (interni).

Ad esempio, quando siamo l’attore di un incidente d’auto, tenderemo a sovrastimare l’effetto degli elementi della situazione, come “il sole negli occhi” o “un malfunzi Gli osservatori, dall’altra parte, tenderanno invece a concentrarsi su fattori interni al protagonista, ad esempio “è un pessimo guidatore”, “non era sufficientemente attento”. Insomma, l’effetto conduce attori e osservatori a vedere cose diverse: dovute all’attore nel caso degli osservatori, e dovute alla situazione nel caso del protagonista.

4) La correlazione illusoria

La correlazione illusoria (Hamilton e Guifford, 1976) è quell’errore di pensiero per cui una persona, a fronte di due eventi che accadono insieme nel tempo, è portata a credere che essi siano correlati o che uno causi l’altro. Ad esempio, qualcuno potrebbe svegliarsi con le articolazioni doloranti e osservare che poi inizia a piovere, concludendo che il suo dolore sia predittore di maltempo.

La correlazione illusoria può contribuire a spiegare in parte i comportamenti superstizioni. Ad esempio, una persona che soffia sui dati e ottiene un 7, può pensare che sia stato il soffio a causare l’esito favorevole.

5) L’effetto Barnum (o Effetto Forer)

Prende il nome da Phineas Taylor Barnum, un circense statunitense: il suo circo prevedeva numeri e attrazioni talmente varie che ognuno poteva certamente trovare qualcosa di divertente.

L’effetto Barnum (definito anche effetto Forer, dal nome dello psicologo che lo definì nel 1948) si verifica quando un soggetto, posto di davanti ad una descrizione di personalità che pensa sia a lui riferita, tende ad immedesimarsi in essa ritenendo che si ritagliata su di lui. In realtà, quel profilo è abbastanza generico da poter riguardare chiunque (ad esempio, “A volte hai una bassa autostima e tendi a buttarti giù, ma sai anche essere gentile ed amorevole”).

Tale effetto spiega il motivo per cui cartomanti e sensitivi sembrano molto precisi nel descrivere le nostre personalità e conoscere i nostri segreti, nonché il successo degli oroscopi.

6) La fallacia del giocatore d’azzardo

Si tratta di un errore di pensiero secondo cui la persona ritiene che se qualcosa è accaduto più o meno frequentemente del normale durate un certo periodo, allora accadrà più o meno frequentemente in futuro.

Ad esempio, se il rosso continua ad uscire alla Roulette, un giocatore potrebbe puntare sul nero a causa della convinzione che la probabilità che esca nero sia maggiore di un altro risultato rosso. (…) A causa di questo errore di pensiero, molti scommettitori si ritrovano a perdere una grande quantità di soldi ai giochi d’azzardo: aspettano di vedere uscire diversi neri o rossi di fila, per poi scommettere pesantemente sul risultato opposto.

In realtà, ogni risultato è completamente indipendente: gli eventi del passato non influiscono su eventi futuri nell’ambito di attività governate del fato.

Naturalmente il modo migliore per evitare di diventare vittima di questi pregiudizi molto comuni nella percezione sociale è esserne consapevole, in modo tale da fermarsi ed analizzare situazioni di questo tipo prima di agire.

Vai alla fonte in lingua originale

Vi capita mai di pensare “lo sapevo!” dopo che un evento si è verificato?

Di pensare che un oroscopo si adatti molto bene alla vostra persona?

Di avere particolare timore di essere colpiti da un evento negativo specifico dopo aver sentito il telegiornale?

Allora vi interesserà certamente sapere dell’esistenza del bias di giudizio retrospettivo, dell’effetto Barnum, dell’euristica della disponibilità e di altri comuni pregiudizi nella percezione della realtà….

In questo articolo vi propongo appunto di dare uno sguardo ad alcuni meccanismi psicologici che ci conducono a sviluppare convinzioni sulla realtà non sempre adeguate, da cui derivano modi distorti, o comunque parziali, di giudicare le persone e gli eventi.

Un’altra “trappola psicologia” in cui, a mio avviso, le persone rischiano di cadere quotidianamente è pensare che sia unicamente il passato a condizionare il loro presente. Invece, anche il futuro può a vari livelli condizionare il presente, secondo un meccanismo che chiarisco in questo video

 

 

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.