Traumi psicologici - EMDR - Psicologo Milano
benefici dei libri per i bambini
5 effetti benefici dei libri sui bambini
11 ottobre 2014
psicologia della mail
L’impatto delle mail sul nostro benessere psicologico
17 ottobre 2014
Mostra tutto

Traumi psicologici – EMDR

Trauma-Infographic-1

Traumi psicologici ed EMDR: come rimettere in moto il naturale processo di guarigione della mente?

Trauma-Infographic-1

Nella corso della vita avrai sicuramente dovuto fronteggiare eventi traumatici (più o meno grandi, più o meno invalidanti) che talvolta sarai riuscito a “sciogliere” e lasciare nel passato in modo del tutto autonomo e spontaneo, talvolta invece avranno lasciato un segno più importante tanto da esercitare ancora oggi a distanza di tempo un’importante influenza sulla tua vita.

Del trauma e del PTSD ho già parlato in questo articolo, di cui consiglio ovviamente la lettura, ma per meglio chiarire il funzionamento dell’EMDR, una tecnica molto interessante che è in grado di fare evolvere il ricordo traumatico ricollocandolo e integrandolo in maniera spontanea nella rete dei ricordi “sani”, dobbiamo mettere a fuoco maggiormente alcuni concetti.

1. Non tutti i traumi sono uguali

Dobbiamo subito dire che sono due le tipologie principali di traumi psicologici, ossia le “ferite dell’anima” con cui veniamo in contatto: quelli con la T maiuscola e quelli con la t minuscola.

I Traumi con la “T” maisucola sono quelli dove ci si sente in pericolo di morte, sono provocati dagli eventi in cui viene minacciata l’integrità fisica propria o delle persone a noi care. Si pensi agli abusi, ai disastri naturali, ad episodi magari anche circoscritti ma che sono molto scioccanti (rapine, violenze, incidenti stradali etc.).

I traumi con la “t” minuscola, invece, sono legati maggiormente alle relazioni interpersonali disfunzionali o ad eseperienze soggettivamente disturbanti in cui c’è una percezione di pericolo non particolarmente intensa quanto nei traumi con la T maiuscola: assistere a una violenza domestica, essere esposto in maniera prolungata a un rapporto conflittuale, subire abbandoni, umiliazioni, e così via.

Entrambi questi tipi di traumi possono generare problematiche alla persona, ma anche possono risolversi in maniera spontanea.

2. Non sei mai completamente disarmato davanti ai traumi 

La risoluzione spontanea avviene perchè il nostro organismo è per natura dotato di un sistema di elaborazione elastico dello stress che ha la funzione di digerirli, metabolizzarli, dare loro un senso, trasformarli magari in maniera costruttiva per cui si cresce e si impara qualcosa dall’esperienza seppur negativa.

Talvolta però questo meccanismo si inceppa e l’evento traumatico, invece che seguire una normale curva di intensità destinata a spegnersi permettendo al ricordo disturbante di ricollocarsi al suo posto nei meccanismi della memoria, resta attivo e produce una serie di problematiche che possono variare da persona a persona.

3. Il trauma è una questione di memorizzazione

Tutte le ricerche sono ormai concordi nel sostenere che il problema del trauma è un problema di processi di memorizzazione, ossia “il come” l’evento stressante viene memorizzato e quindi poi resta in memoria continuando a essere disfunzionale e, ad esempio, generare flashback alla persona (rivivere improvvisamente le scene, suoni, emozioni e altre sensazioni dell’evento passato come se fosse ancora collocato nella memoria presente).

Tutte le scuole psicologiche e psicoterapeutiche oggi concordano sul fatto che il trauma vada elaborato e che quindi a un qualche livello rivissuto. L’EMDR propone però una modalità unica per arrivare a questa rielaborazione.

4. Le intuizioni della Shapiro

Francine Shaprio per prima, nel 1987, notò che attraverso il movimento oculare era possibile riprendere le immagini legate ad alcuni ricordi traumatici e ricollocarle nella normale attività cerebrale in maniera spontanea e non invasiva.

E’ da questa intuizione che si iniziò a lavorare ormai 30 anni fa sull’L’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing): una tecnica psicoterapeutica che, attraverso la stimolazione bilaterale degli emisferi cerebrali, facilita l’elaborazione di eventi traumatici maggiori o minori che nel corso della nostra storia di vita hanno segnato le nostre scelte, il nostro modo di stare nel mondo e il benessere percepito.

Quanto funziona l’EMDR?

100-EMDRIn 3-7 sedute il 77 o 100% delle persone che hanno vissuto un trauma singolo (calamità naturali, rapine, amputazioni, etc.) lo elaborano completamente. Mi riferisco quindi a un evento traumatico singolo, magari in età adulta su una persona che fino ad allora non ha mai avuto gravi difficoltà psicologiche: in questee situazioni l’emdr è molto rapido ed efficace e prima si interviene, meglio è.

12 sedute, invece, sono almeno necessarie per le vittime di traumi multipli come per esempio i reduci di guerra (o di guerre famigliari!). Prima di inizirae un lavoro con EMDR è necessario sostenere 2-3 colloqui di raccolta dati per capire in che modo impostare la terapia, e successivamente si può iniziare con la somministrazione delle stimolazioni bilaterali.

Le linee guida di molte associazioni internazionali tra le quali l’APA (American Psychological Association) e la WHO (World Health Organisation) consigliano e indicano l’emdr ome un metodo psicologico avanzato ed efficace per la cura del ptsd (in alcuni anche della depressione e ansia).

In cosa consiste una seduta di EMDR?

emdr

In estrema sintesi la persona recupera alcune immagini, emozioni, sensazioni e pensieri legati a un evento traumatico e le elabora mentre lo psicologo facilita la stimolazione dei due emisferi cerebrali o toccando in maniera alternata la mano destra e sinistra della persona, o aiutandola a spostare gli occhi da destra a sinistra durante il processo di rievocazione del ricordo.

Capisco che detta così sembri una cosa molto esoterica e poco scientifica, in realtà gli studi sull’efficacia di questa terapia (e ce ne sono veramente moltissimi) hanno addirittura mostrato come con questa tecnica si interagisca con la struttura neurobiologica dell’individuo, cambiando il cervello e aumentando ad esempio il volume dell’ippocampo (che nei soggetti traumatizzati è solitamente ridotto).

emdr scan

Se questo argomento ti interessa suggerisco di vedere questa intervista a isabel Fernandez, da cui io stesso ho appreso questa tecnica, che è Presidente dell’Associzione EMDR Italia e EMDR Europa (qui l’intervista sbobinata).

{loadposition EMDR}

Inoltre suggerisco la lettura di due libri divulgativi molto chiari e utili

  • Lasciare il passato nel passato – Francine Shapiro
  • Traumi psicologici, ferite dell’anima – Isabel Fernandez, Giada Maslovaric, Miten Veniero Galvagni
  • Per altre informazioni si può consultare il sito dell’Associazione EMDR Italia

Luca Mazzucchelli

 

 

Commenti
Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.