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Videogiochi: 7 studi scientifici ne esplorano le potenzialità

vantaggi dei videogiochi

Videogiochi: 7 studi scientifici ne esplorano le potenzialità | Parliamo di psicologia | Scoop.it

Erano gli anni ’70 quando Pong, uno videogioco dalla grafica estremamente semplificata in bianco e nero raffigurante un simulatore di ping-pong, era il primo videogame ad essere commercializzato.

Da quel momento, i videogiochi hanno attraversato uno sviluppo sempre più veloce e, al giorno d’oggi, ci sono decine di sistemi di gioco con milioni di titoli da giocare. Come se ciò non bastasse, i videogames sono poi approdati sui telefoni cellulari e hanno conquistato internet.

In questo panorama, c’è chi ritiene che i videogames siano un passatempo poco sano, con molti più effetti svantaggiosi che benefici.

In questo articolo approfondiamo invece, con l’aiuto di 7 recenti ricerche, come i videogiochi possono essere utili in diversi aspetti delle nostre vite, dall’incrementare le abilità sociali, ad aiutare la ricerca scientifica, a potenziare le performance sportive.

1) Videogames e presa di decisioni

Alcuni studi sostengono che i videogames possono potenziare le capacità dei giocatori di prendere decisioni. A questo proposito, gli scienziati cognitivi dell’Università di Rochester hanno scoperto che i videogames d’azione sarebbero in grado di allenare le persone a prendere decisioni accurate e precise in tempi brevi (Green et al., 2010). Un campione di soggetti di età compresa era i 18 e i 25 anni sono stati divisi in due gruppi. Alcuni hanno giocato a un gioco d’azione come Call of Duty, altri ad un gioco più lento come The Sims (simulazione di vita reale). In seguito, è stato chiesto loro di rispondere a delle domande e di prendere decisioni su alcuni problemi. I risultati hanno mostrato che coloro che avevano giocato con giochi d’azione erano stati più veloci del 25% rispetto agli altri nel giungere alla soluzione dei quesiti.

Inoltre, i videogiochi possono migliorare anche altre funzioni cognitive, come spiegato estesamente in questo mio altro articolo.

2) Videogames e performance sportive

Pensate che i giocatori di videogames siano soggetti sedentari, sovrappeso e che non hanno mai praticato uno sport? Leggete questo articolo pubblicato su Wired e non potrete che cambiare idea. Ad esempio, scoprirete che il campione di football americano Brandon Stokely dei Denver Broncos (celebre squadra del Colorado) performava in partita alcune azioni che aveva fatto prima centinaia di volte all’interno di un videogioco. Giochi come Madden NFL permettono ai giocatori di conoscere gli schemi di gioco, le azioni e gli aspetti tecnici di uno specifico sport (in questo caso il football americano appunto) che altrimenti potrebbero essere appresi solamente in campo. Questi giochi, insomma, generano un ambiente di simulazione che consente ad atleti e allenatori di praticare ed eventualmente modificare le modalità con cui poi giocheranno in partita.

3) Videogames e bambini

Recenti ricerche dimostrano che i videogames possono essere un passatempo benefico per bambini e ragazzi (qui il video della CBS). I dati, relativi alla popolazione americana, riferiscono che circa il 97% dei bambini gioca almeno qualche volta a giochi elettronici e che il 65% di loro lo fa in compagnia di altri, rendendolo una preziosa esperienza di socializzazione. Inoltre, anche se non vi è carenza di giochi violenti e sanguinosi sul mercato, la stessa ricerca ha rilevato che i giochi più popolari tra i minori riguardano riguardano puzzle, sport o gare.

4) Videogames e depressione negli anziani

I videogiochi non sono solo destinati al pubblico dei più piccoli, ma possono anche essere utili agli anziani. Secondo una ricerca condotta presso la University of California (San Diego), i videogames che coniugano divertimento ed esercizio fisico possono migliorare i sintomi della depressione subclinica in soggetti anziani (Rosenberg et al., 2010). Nello studio, 19 anziani con questo tipo di depressione hanno giocato ad un gioco per la Wii per 35 minuti tre giorni alla settimana. Oltre un terzo dei pazienti ha registrato una riduzione dei sintomi di più del 50%. Molti di loro hanno anche riportato un significativo incremento della qualità di vita correlata alla salute e maggiori performace cognitivi.

5) Video games e abilità sociali

Alcuni studi hanno evidenziato la potenzialità dei videogames di incrementare le abilità sociali dei giocatori (qui una rassegna delle ricerche). In una di queste ricerche, una parte dei soggetti del campione hanno giocato con videogames con componenti sociali, un’altra parte hanno invece giocato con giochi non sociali. Coloro erano stati assegnati al gioco sociale avevano poi mostrato una maggior propensione a intervenire positivamente quando un altro partecipante era stato infastidito, in sede dell’esperimento, da un soggetto complice dei ricercatori.

6) Giocare in favore della medicina

I videogiochi potrebbero anche aiutare a combattere alcune patologie mediche, come il cancro. E’ l’obiettivo di un gioco chiamato “Foldit, risolvi il rompicapo in favore della scienza”, sviluppato all’Università di Washington (qui). Esso riguarda il fenomeno del ripiegamento proteico, nonché la progettazione di nuove proteine. Prevedere come una proteina si ripieghi (dunque la sua struttura) è uno dei problemi aperti in biologia; dato che le proteine sono coinvolte in molte patologie, conoscere la loro struttura potrebbe contribuire significativamente alla cura. Nel gioco è visualizzata una rappresentazione grafica della struttura della proteina, che l’utente può manipolare al fine di trovare la struttura più probabile. Avvantaggiandosi dell’innata capacità dell’uomo di risolvere un rompicapo, sommata alla capacità di calcolo di un computer, Foldit è un gioco in cui tutti possono competere al fine di contribuire alla ricerca scientifica.

7) Il legame dei videogames con la violenza

Se siete ancora incerti circa la possibilità che i videogames possano avere un effetto positivo sulla vostra vita, non siete soli. Una rassegna di 130 studi suggerisce l’ipotesi che i videogiochi violenti possano aumentare l’aggressività e diminuire l’empatia. Craig Anderson, del Centro per lo studio della violenza alla Iowa State University di Ames, riferisce che vi sono prove che questi giochi conducano allo sviluppo di aggressività e violenza (Anderson et al., 2010). Di tutt’altra opinione è, ad esempio, Christopher Ferguson della Texas A & M che invece riporta che gli effetti negativi dei videogiochi violenti sono generalmente molto contenuti (Ferguson & Kilburn, 2009). Insomma, la ricerca in questo ambito non ha ancora raggiunto risultati conclusivi.

Detto tutto ciò, è importante ricordare che i videogiochi, come potenzialmente qualsiasi altra cosa, possono condurre anche ad un uso problematico. Per ottenere il massimo dei benefici riportati sopra, è necessario utilizzarli in modo consapevole e con la doverosa moderazione.

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Continuiamo il nostro viaggio nel mondo dei giochi, soffermandoci nello specifico sui videogiochi.

L’articolo di oggi si concentra in particolare sui possibili benefici che i videogames possono avere nella nostra vita quotidiana.

Scopriremo come i videogiochi possono implementare le abilità cognitive e sociali, aumentare le performance sportive, contribuire alla ricerca e alla cure di gravi malattie, aiutare in condizioni di disagio psicologico e molto altro…

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.