Violenza sessuale tra le pareti domestiche - Psicologo Milano
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Violenza sessuale tra le pareti domestiche

Violenza sessualeC'è violenza sessuale contro le donne per strada e ci sono famiglie in cui i bambini vengono fatti oggetto di prestazioni sessuali.
Nella Dichiarazione di Consenso in tema di abuso sessuale all'infanzia si definisce l'abuso sessuale come il “coinvolgimento di un minore da parte di un partner preminente in attività sessuali anche non caratterizzate da violenza esplicita”.
L'abuso è un attacco confusivo che fa vedere al bambino il mondo in maniera impropria, convincendolo spesso del fatto che quello che succede nella sua famiglia sia normale in tutte le famiglie.

Violenza sessualeC’è violenza sessuale contro le donne per strada e ci sono famiglie in cui i bambini vengono fatti oggetto di prestazioni sessuali.
Nella Dichiarazione di Consenso in tema di abuso sessuale all’infanzia si definisce l’abuso sessuale come il “coinvolgimento di un minore da parte di un partner preminente in attività sessuali anche non caratterizzate da violenza esplicita”.
L’abuso è un attacco confusivo che fa vedere al bambino il mondo in maniera impropria, convincendolo spesso del fatto che quello che succede nella sua famiglia sia normale in tutte le famiglie.

La gravità del danno recato al bambino si può ottenere bilanciando le caratteristiche dell’evento (precocità, frequenza, durata, gravità dell’abuso, tipologia di relazione con l’abusante) e i fattori di protezione a disposizione (risorse familiari, interventi psicosociali e giudiziari). La portata del danno cambia soprattutto in relazione a quanto il fenomeno rimanga nascosto: più è mantenuto segreto maggiore sarà il danno, meno viene verbalizzato più si manterrà la relazione con l’abusante, minore è la protezione esterna e maggiori saranno le difese interne che andranno a costruirsi.

L’ abuso, quindi, è improntato al segreto, il che si traduce nel non dire, non vedere e non capire. Segreto non solo per la vittima e per l’abusatore ma anche per chi è presente sulla scena ma non si accorge di quanto accade sotto i suoi occhi. Quando realizziamo di essere stati umiliati e mortificati nel profondo, cerchiamo di nascondere agli altri i nostri sentimenti preferendo non parlarne, non rivangare sentimenti dolorosi, si cerca di nasconderli sottoterra. Allo stesso modo farà il bambino, che si sentirà sporco quando prenderà contatto con la realtà, quando si accorgerà di essere vittima e di non gradire le attenzioni a lui rivolte, così come si sentirà colpevole qualora dovesse raccontare ad altri quanto gli è capitato.

Il minore che sperimenta un trauma sessuale esperirà quattro vissuti specifici (Friedrich, 1990) che porteranno allo svilupparsi di particolari tratti caratteriali: si sentirà impotente perché in contraddizione tra il volere andarsene da una parte ma dall’altra restare importante per quella persona. L’impotenza genera sensi di colpa, i quali non aiutano certo a parlare della problematica. Il sentimento di tradimento verrà da sé per mano delle uniche persone importanti per il bambino, coloro che rappresentano il suo universo.

Si instaurerà inoltre un processo di stigmatizzazione, dovuto al fatto che durante l’abuso vengono inviati input che marchiano negativamente la propria auto immagine: in questo passaggio nasce la futura sfiducia in se stessi e nelle persone intorno a sé. L’ultimo vissuto sarà di una sessualizzazione traumatica imposta e segreta. Infatti, allo stesso modo in cui il bambino impara a guardare a destra e a sinistra prima di attraversare la strada perché “così dice la mamma”, tenderà a pensare che per farsi accettare e volere bene occorrerà passare per questi comportamenti, perché l’abusatore in maniera più o meno velata sottintenderà il messaggio: “E’ così che si diventa amici”.

Sebbene gli abusati non abbiano problemi comportamentali ben definiti e comuni, è possibile elencare un certo numero di indicatori da considerare come campanelli d’allarme. Un comportamento sessuale aggressivo (esibirsi eccessivamente, farsi toccare da tutti, toccare ripetutamente i compagni di scuola ecc.) un atteggiamento che riflette l’alterazione dei confini personali (alcuni bambini non mantengono la distanza giusta, stanno troppo lontani o troppo vicini in confronto alla distanza richiesta per il compito), si può notare una certa confusione di genere (manca differenziazione di genere, c’è promiscuità, il che non vuol dire omosessualità ma non si capisce chi il bambino pensa di essere), la masturbazione sembra eccessiva (per eccessiva si intende sopra le righe, nei momenti e situazioni meno opportune) e il comportamento è inibito (andare ala visita medica completamente vestito e non volersi spogliare).

Il trauma (non solo quello dell’abuso sessuale) nel complesso destruttura l’individuo, ne corrompe l’integrità. Attacca il proprio modo di sentirsi, porta a modifica e sostituzione dei vecchi modelli operativi interni della vittima con altri nuovi e più patologici. Resta lì come una cisti, come un vulcano che quando ci si passa vicino può improvvisamente eruttare comportamenti incomprensibili. E’ per questo fondamentale curare le persone traumatizzate: il conflitto, se non elaborato, può frequentemente riportare il soggetto nel dolore e nello sconvolgimento di un tempo.

Luca Mazzucchelli

Bibliografia:

– Malacrea,M., Lorenzini,S. (2002), Bambini abusati , Raffaello Cortina, pp.62, euro 27,00.
– Carini,A., Pedrocco Biancardi ., M.T., Soavi, G. (2001) L´abuso sessuale intrafamiliare , Raffaello Cortina, pp 411, euro 26,80
– Ghezzi,D., Di Guglielmo,C. (2001) Focus sull´abuso sessuale in ” Maltrattamento e abuso all´infanzia ” n 2
– Ghezzi,D. (1998)Le risposte di aiuto nell´abuso sessuale intrafamiliare sui minori, in ” Minori Giustizia “,2

 

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.