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Luca Mazzucchelli - "Lo psicologo che non usa il lettino..."

  
  
  
  
  

Video-giochiamo?

bambini-videogiochiNel precedente articolo ci siamo soffermati a riflettere sull'uso ragionevole della televisione, ma i videogiochi che influenza hanno sui nostri figli?

Il gioco è per il bambino una spinta innata verso la conoscenza del mondo intorno a sé.

Nel corso della vita assume diverse caratteristiche, il fanciullo inizia il suo percorso con giochi senso-motori che lo aiutano ad apprendere l'uso del proprio corpo e degli strumenti che possono modificare le relazioni con gli oggetti.

Successivamente è attraverso il gioco simbolico (far finta di) che il bimbo arriva a sviluppare le prime caratteristiche della propria personalità e di come ci si relaziona con le altre persone. I giochi di ruolo sono quindi una palestra naturale per sviluppare le prime interazioni sociali e le capacità di inserimento sociale. Crescendo, gli impegni scolastici e altre attività occupano sempre di più il tempo del bambino ed ilgioco viene visto come momento per scaricare la tensione e recuperare le energie. L'utilizzo dei videogiochi è spesso determinato dall'attrazione delle nuove possibilità tecnologiche che la società ci offre e che appassiona non solo i bambini, ma anche molti adulti. Giochi ambientati nelle più disparate epoche storiche e situati in differenti luoghi della terra, ricchi di particolari, talmente ben curati da sembrare reali. Giochi che richiedono la pianificazione di azioni e la permanenza davanti allo schermo di parecchie ore.

Ci si chiede quindi: i videogiochi fanno bene o fanno male? Non è facile dare una risposta precisa a questa domanda. Numerose ricerche hanno dimostrato sia gli effetti positivi che quelli negativi. Le ricerche hanno evidenziato che i videogiochi aumentano la velocità di riflessi e la capacità di reazione; possono stimolare la comprensione della trama e dei compiti da svolgere, sostengono il pensiero induttivo e rappresentazionale. Aiutano a sviluppare obiettivi a lungo termine, prendere decisioni ed affrontare difficoltà.

Negli ultimi anni sono stati sviluppati molti giochi a scopo educativo, che aiutano anche nella riabilitazione dei disturbi specifici dell'apprendimento (es.dislessia). Questi favoriscono apprendimenti specifici su alcune tematiche, aiutano ad ampliare il vocabolario del bambino, favoriscono gli apprendimenti scolastici. Alcuni software addirittura aiutano il bambino a gestire paure, incoraggiano l'interazione sociale e l'autoregolazione del proprio comportamento. Questi giochi sono sicuramente preferibili a quelli spesso in commercio nella grande distribuzione che in genere stimolano poco la concentrazione. Il cervello è continuamente attivato da stimoli veloci che richiedono un comportamento immediato e non riflessivo. Spesso inoltre raccontano storie violente, richiedono comportamenti aggressivi oppure si affronta un mondo molto lontano dalla realtà. Il pericolo di questi videogiochi è che diventino un surrogato della realtà, che possono generare bassa autostima, sviluppare paure e innescare comportamenti antisociali.

 

Per prevenire i rischi legati all'uso dei videogiochi è consigliabile:

  • scegliere accuratamente il gioco da proporre al proprio figlio: favorire giochi didattici che stimolano la concentrazione ed il ragionamento logico. Individuare quelli che sviluppano dei comportamenti sociali adeguati. Preferir quelli che coinvolgono anche altri bambini per favorire le relazioni sociali.

  • Limitare il tempo impiegato nell'uso dei videogiochi, dare regole sul tempo e che questo sia sempre supervisionato dai genitori. Come abitudine effettuare delle brevi e frequenti pause.

  • E' importante rielaborare insieme al bambino il contenuto del videogioco, per aiutarlo a distinguere ciò che è reale da ciò che è fantasia. Discutere sul comportamento messo in atto nel videogioco e far capire che i modelli proposti, a volte, non sono in linea con il comportamento atteso nella realtà.

Elisa Oliva

 

 

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