Come essere felici: le 6 regole d'oro - Psicologo Milano
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Come essere felici: le 6 regole d’oro

come essere felici

Credo che i consigli su come rendere meravigliosa la tua vita – quindi creare qualcosa che durerà nei prossimi decenni e che ti farà sperimentare notevoli cambiamenti – dovrebbero essere considerati con estremo scetticismo: troppe le variabili in gioco e troppo diversi poi gli esseri umani tra loro.

Tuttavia, il dott. George Vaillant ha combinato tra loro tre imponenti studi longitudinali per capire cosa rende la vita buona – ovvero dei progetti di ricerca che hanno seguito delle persone dalla giovinezza fino alla vecchiaia – e ha tratto 6 ingredienti super interessanti.

Pronti? Via con il primo.

 

1. Smetti di fumare e di bere alcol

Amici, fumare fa male. Non essere un assiduo fumatore prima dei 50 anni è il più importante fattore che predice l’invecchiamento sano da un punto di vista fisico. Non c’è bisogno di molti dati a supporto di questa idea.

Anche il bere troppo fa male non solo alla tua salute, ma nel lungo periodo ti rende più infelice e rovina le tue relazioni. Cioè, l’alcool non è semplicemente una conseguenza dei problemi, ma spesso è la causa di altre problematiche, come per esempio la depressione.

Ok, primo punto un po’ scontato: non bere, non fumare ma mantieni in salute. Andiamo con il secondo.

 

2. Anni di buona educazione

La buona salute delle persone che sono riuscite a vivere più a lungo e più felici, secondo gli studi di Vaillant, non è tanto correlata al reddito famigliare o al QI, ma all’avere ricevuto un’istruzione importante. Cioè una migliore istruzione ha portato a migliori abitudini e vite più sane.

Investi allora sulla tua formazione e sulla tua istruzione, perché – a quanto pare da queste ricerche – diventiamo ciò che sappiamo.

 

3. Un’infanzia felice

Terzo punto è la variabile “essere amati o meno da bambini”. Questa cosa, infatti, ha predetto il reddito da adulti, meglio di quanto è stata in grado di farlo la classe sociale di provenienza.

Più nel dettaglio, Vaillant ha scoperto che le persone che invecchiavano meglio si erano adattate a qualcosa di talmente terribile che non avresti augurato neanche al tuo peggior nemico: l’adolescenza! Andare quindi a vedere come da ragazzi quegli uomini si erano adattati alla scuola media o il tipo di rapporti che riuscivano ad avere con i loro genitori era un elemento importante per capire cosa sarebbe andato storto più avanti.

Attenzione però, non è che se la tua infanzia ha fatto schifo e la tua adolescenza peggio, allora sei condannato. I ricercatori hanno visto che un’infanzia serena tendeva a vaccinare gli uomini contro il dolore futuro, ma un’infanzia tetra, non condannava per certo alla miseria. L’amore e il supporto, anche se arrivano in ritardo, possono guarire vecchie ferite.

E con questa passiamo al quarto punto individuato dallo studio…

 

4. Le relazioni sono tutto

Molti uomini e donne nati in famiglie intelligenti e ricche non invecchiavano bene. Viceversa, persone con meno vantaggi in partenza, invecchiavano bene. Come mai? La differenza stava nella capacità di entrare in relazione con gli altri: la loro attitudine sociale, che possiamo anche chiamare intelligenza emotiva.

E in effetti, se ci fai caso, qual è uno dei più grandi errori che facciamo quando si tratta di relazioni? Non lavoriamo mai abbastanza duramente per la creazione di nuovi legami una volta che per qualche motivo quelli vecchi si dissolvono.

Il successo dell’invecchiamento, invece, richiede proprio questo: continuare ad ampliare il raggio della tua sfera sociale. Perché la felicità è amore e l’amore si manifesta tra le persone.

 

5. Abilità di coping

Quinto ingrediente per una vita meravigliosa è il possedere delle “difese mature”. Fondamentalmente significa che come rispondi ai pensieri e ai sentimenti dolorosi che ti troverai ad affrontare fa la differenza. Ad esempio, quando le cose non vanno come vogliono, gli adolescenti urlano e tengono il broncio e incolpano tutti tranne che loro stessi. Tuttavia, quando le persone diventano adulte… beh, a volte continuano ad urlare, imbrogliare e incolpare tutti tranne che loro stessi. E questo non porta a cose buone.

Se vuoi vivere una vita felice devi dire no a incolpare gli altri, essere passivo-aggressivo, vivere nella negazione, agire e ritirarsi nella fantasia… Sono tutti dei comportamenti che attenuano la sofferenza a breve termine, ma provocano il caos a lungo termine rovinando le relazioni e producendo pessime decisioni di vita. Molto meglio imparare l’altruismo, la sublimazione e l’umorismo.

Ma le persone studiate da Vaillant che veramente prosperavano sono andate ad un livello più alto… pronti con l’ultimo ingrediente?

 

6. Generatività

Generatività, nell’ottica di Vaillant, significa servire la comunità. Vedi, quando siamo giovani, siamo tutti un po’ egoisti. E va bene. Dobbiamo capire il mondo, dobbiamo capire noi stessi e abbiamo bisogno di costruirci una vita.

Ma quando ciò è fatto, il modo migliore per migliorare egoisticamente la tua vita è essere altruista e concentrarti sull’aiutare chi ti circonda.

Passa i tuoi primi decenni a costruire una buona vita e poi trascorri i restanti decenni condividendo con gli altri ciò che hai acquisito e imparato.

 

Cari amici questi 6 fattori, se ben analizzati, sono in grado di predire la vostra salute e felicità nei prossimi 30 anni. Nessuno di questi 6 fattori implica ereditare un milione di dollari o altre azioni al di fuori della portata dei più.

E questo ci dà speranza, perché potere vivere una vecchiaia in chiusura di una vita memorabile sembra non dipendere più tanto dalle stelle o dai nostri geni, quanto da noi stessi.

 

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Luca Mazzucchelli
Luca Mazzucchelli
Direttore della rivista "Psicologia Contemporanea", Vicepresidente dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia, psicologo e psicoterapeuta. Ha fondato il canale youtube “Parliamo di Psicologia”, con cui ispira migliaia di persone su come vivere meglio grazie alla psicologia, ha dato vita alla "Casa della Psicologia" assieme ai colleghi dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia ed è consulente editoriale delle collane di Psicologia Giunti Editore.