Articoli psicologici Archivi - Pagina 3 di 16 - Psicologo Milano
1 Agosto 2013

Linee guida per fermare il bullismo

bulliIl termine bullismo è la traduzione italiana dall’inglese “Bullying” ed è una forma di oppressione in cui un bambino, o un adolescente, sperimenta, ad opera di un compagno una condizione di sofferenza, svalutazione della propria identità ed emarginazione dal gruppo. Un problema questo, che spesso sfugge agli occhi degli adulti che vivono nella convinzione che quella dei bambini sia solo l’età dell’innocenza, in cui determinati eventi non possono verificarsi.

Vi è differenza, però, fra aggressività e bullismo.

La prima si manifesta con comportamenti violenti che servono principalmente a scaricare energia, emozioni e tensione. Il bullismo è, invece, un fenomeno caratterizzato da violenza fisica, verbale e psicologica che ha conseguenze devastanti a lungo termine. Il tipo di relazione che si instaura tra il bullo e le sue vittime è caratterizzata dalla presenza di uno squilibrio di potere. Il più forte mette in atto condotte ostili verso il più debole per danneggiarlo o metterlo in difficoltà; non si conclude dopo un singolo episodio ma si cronicizza.

Il profilo del bullo

1 Agosto 2013

Video-giochiamo?

bambini-videogiochiNel precedente articolo ci siamo soffermati a riflettere sull'uso ragionevole della televisione, ma i videogiochi che influenza hanno sui nostri figli?

Il gioco è per il bambino una spinta innata verso la conoscenza del mondo intorno a sé.

Nel corso della vita assume diverse caratteristiche, il fanciullo inizia il suo percorso con giochi senso-motori che lo aiutano ad apprendere l'uso del proprio corpo e degli strumenti che possono modificare le relazioni con gli oggetti.

Successivamente è attraverso il gioco simbolico (far finta di) che il bimbo arriva a sviluppare le prime caratteristiche della propria personalità e di come ci si relaziona con le altre persone. I giochi di ruolo sono quindi una palestra naturale per sviluppare le prime interazioni sociali e le capacità di inserimento sociale. Crescendo, gli impegni scolastici e altre attività occupano sempre di più il tempo del bambino ed ilgioco viene visto come momento per scaricare la tensione e recuperare le energie. L'utilizzo dei videogiochi è spesso determinato dall'attrazione delle nuove possibilità tecnologiche che la società ci offre e che appassiona non solo i bambini, ma anche molti adulti. Giochi ambientati nelle più disparate epoche storiche e situati in differenti luoghi della terra, ricchi di particolari, talmente ben curati da sembrare reali. Giochi che richiedono la pianificazione di azioni e la permanenza davanti allo schermo di parecchie ore.

1 Agosto 2013

I cuccioli e l’attaccamento

stili attaccamentoNon tutti sanno che esiste un’analogia tra il comportamento dei cuccioli di primati e quello dei bambini. 

Osserviamo i cuccioli e il loro sistema di attaccamento e scopriremo che il sistema dell’attaccamento è quel sistema comportamentale finalizzato alla ricerca e al mantenimento della vicinanza dell’adulto; è un sistema evolutivo che ha lo scopo di proteggere i piccoli dai pericoli e di nutrirli. 

Il tuo piccolo ricerca le cure e la vicinanza affettiva?

Quando un bambino si sente sicuro, in presenza della sua mamma, metterà in atto comportamenti esplorativi nei confronti dell’ambiente circostante e intratterrà forme di relazione con altri individui noti; ma nel momento in cui il bambino si sentirà minacciato, si noterà un’immediata interruzione dell’esplorazione ed un ritorno verso la madre dalla quale ricercherà conforto e protezione. 

1 Agosto 2013

psicofarmaci e bambini: il ritalin…

psico-Farmaci-bambiniRiporto di seguito il parere di Teresa Lamanna sulla questione ritalin, spinosa quanto importante, che in questo sito era già stata in parte affrontata.

buona lettura!

Luca Mazzucchelli

Sempre più spesso in Italia di fronte ai disagi psicologici e comportamentali di bambini e adolescenti, medicina e psichiatria fanno ricorso alla somministrazione di psicofarmaci.

I dati forniti dal Ministero della Salute appaiono a dir poco allarmanti: sono circa trentamila gli adolescenti che nel nostro Paese assumono farmaci antidepressivi mentre sette bambini su mille soffrono di sindrome da iperattività (difficile da diagnosticare però.... e allora vai con il crescente numero di queste diagnosi...).

In Italia si cerca di effettuare uno stretto controllo sulla situazione, onde evitare il ricorso al farmaco in assenza di una precisa diagnosi; perché il problema sta proprio qui: è difficile diagnosticare una depressione in un’adolescente o una sindrome da iperattività in un bambino di 6 anni, dato che il bambino difficilmente riesce a spiegare e descrivere i sintomi soggettivi che accusa ma che devono essere correttamente interpretati dallo specialista.

1 Agosto 2013

Le 10 regole per un buon utilizzo della TV

televisioneNell’ultimo articolo da me proposto, ci siamo lasciati con questo interrogativo: esiste un vero decalogo sull'utilizzo della TV?

Di seguito cercherò di sintetizzare alcune linee guida all’utilizzo corretto della televisione.

1. proporre ai bambini i programmi più adatti a loro.

Non è necessario suggerire soltanto trasmissioni serie e istruttive, ma consigliare anche quelle più belle, interessanti e adatte alla loro età. Per esempio esistono cartoni animati a ritmi lenti, con pochi personaggi e vicende semplici che sono più vicini alla psicologia e al linguaggio del bambino. Sicuramente è necessario evitare di far vedere film dell’orrore e trasmissioni con scene di violenza; se occorre, anche gli adulti dovrebbero rinunciare a vederli.

2.Guardare la televisione insieme ai bambini.

1 Agosto 2013

Si può leggere con le mani se non lo si può fare con gli occhi?

Piccolo principe brailleIn questo articolo vorrei soffermarmi sull’importanza che ha anche per chi non vede quella che mi piace chiamare lettura non mediata, cioè diretta, senza l’uso di computer o di qualsiasi altro mezzo che si interponga tra il lettore e il libro cartaceo. Farò anche qualche accenno alla mia esperienza personale di lettrice non vedente.

Per capire fino in fondo cosa significa leggere per un disabile visivo ho bisogno di fare un breve accenno alle diverse modalità che un ipo o non vedente ha a disposizione per leggere oggi.

I libri cartacei si possono passare a scanner, diventare digitali ed essere letti tramite computer. Un computer è utilizzabile tramite screen reader, software che leggono lo schermo e mandano all’utente un outut vocale tramite sintesi vocale, braille tramite una barra braille e ingrandito tramite un videoingranditore.

I libri cartacei possono essere letti da un donatore di voce, essere registrati e poi ascoltati con un lettore CD o ancora tramite computer.

Con l’avvento degli smart phone, chiunque, vedenti e non, può acquistare un libro e leggerlo comodamente sullo schermo dello smartphone, con gli occhi o con la sintesi vocale. Tutti questi ausili permettono a chiunque di leggere in modo immediato e più semplice. Ma non è detto che questa modalità sia la più efficace.

1 Agosto 2013

Gli occhi di un cieco

Abbiamo già parlato molto di non vedenti e della loro modalità di vedere le cose, ma l’abbiamo fatto solo in teoria. Con questo articolo, molto particolare, vorrei farvi sperimentare in pratica cosa significa passare qualche ora con un non vedente.  Cliccando il link qui sotto si aprirà un file audio, chiudete gli occhi e lasciatevi accompagnare in questa esperienza un po’ innovativa e originale. Se vogliamo essere banali, potremmo pensare che stiamo ascoltando un radiodramma, ma se vogliamo lasciar volare […]
1 Agosto 2013

Psicologia del crimine: alla ricerca delle prove…


psicologia-criminale                        Quando due oggetti entrano in contatto,

ognuno lascia sull’altro qualcosa di sé;

quindi un individuo che commette un crimine lascia

qualcosa di sé sulla scena del crimine e, parallelamente,

qualcosa del luogo del delitto rimane sul reo.

(Locard, 1910)

  

Da anni ormai si sente parlare di sopralluogo giudiziario, scena del crimine ed analisi della scena del crimine; molte serie televisive e film hollywoodiani hanno contribuito a far accrescere la curiosità verso questa disciplina dell’autorità giudiziaria competente, ma hanno inoltre contribuito a confondere la realtà con la fiction!

Ma in cosa consiste realmente questa attività? Quali sono le reali procedure?

1 Agosto 2013
olanda tulipani

Il viaggio verso la disabilità

olanda tulipaniHo ritrovato dopo diversi anni un brevissimo racconto nel quale mi ero imbattuto in occasione di un colloquio con un responsabile di un centro che si occupa di disabilità.

La prima volta che lo lessi mi sorprese molto, e anche ritrovarlo a distanza di tempo mi porta sempre a fare nuove riflessioni su come la vita possa sempre essere ricca di sorprese belle, e di quanto l'atteggiamento mentale che manteniamo davanti alle avversità (o presunte tali) sia spesso capace di farci vedere cose altrimenti nascoste.

Buona lettura,

Luca Mazzucchelli

Benvenuti in Olanda (di Emily Perl Kingsley)

“Mi hanno chiesto spesso di descrivere l’esperienza di allevare un figlio con una disabilità, per cercare di aiutare la gente che non ha vissuto questa esperienza unica a capirla, ad immaginare come ci si sente. 

E’ come… 

Quando stai per avere un bambino, è come pianificare una favolosa vacanza in Italia. 

Compri grandi quantità di guide e fai i tuoi progetti meravigliosi. Il Colosseo. Il David di Michelangelo. Le gondole a Venezia. Puoi imparare qualche frase utile in Italiano. E’ tutto molto eccitante. 

1 Agosto 2013
Conflitto4

Il conflitto: prevenzione, intervento e soluzione

Conflitto4Ho avuto il piacere di partecipare a un convegno che abbiamo organizzato come Ordine Psicologi Lombardia in memoria del nostro collega Giuseppe Tessera prematuramente scomparso.

Il tema della gioranta è stato quello del conflitto, e riporto qui di seguito gli spunti che più mi hanno colpito della giornata, integrandoli con laune mie riflessioni.

Tra tutti, personalmente, ho trovato molto interessante l'intervento di Enrico Molinari.

 

Il conflitto e l'uomo

La storia dell'umanità, nel passato e nella contemporaneità, è trapuntata da conflitti.

Ci sono alcuni elmenti insiti nella nostra cultura, e che emergono da alcuni modi di dire, che lo testimoniano: pensiamo al proverbio "se vuoi la pace prepara la guerra", o anche alle idee hegeliane del conflitto come necessario e inevitabile:

"Come il movimento dei venti preserva il mare dalla putredine, nella quale sarebbe ridotto da una quiete durevole, così il conflitto preserva le genti dalla fossilizzazione alla quale li ridurrebbe una pace durevole o perpetua".

1 Agosto 2013

Sindrome di Alienazione parentale e patologia della famiglia

sindrome-di-alienazione-genitoriale                        I BAMBINI IMPARANO CIO' CHE VIVONO

Se un bambino vive nell'ostilità impara ad aggredire.

Se un bambino vive nella vergogna impara a sentirsi colpevole.

Se un bambino vive nell'incoraggiamento impara ad avere fiducia.

Se un bambino vive nella lealtà impara la giustizia.

Se un bambino vive nell'accettazione e nell'amicizia impara a trovare

l'amore nel mondo.

( Doret's Law Nolte )

 

La PAS (dall’inglese Parental Alienation Syndrome) Sindrome da Alienazione Genitoriale è un fenomeno sempre più osservato nelle cause di separazione ed affido di minori e consiste in un’azione di screditamento più o meno consapevole da parte di un genitore sull’altro che va a determinare un vissuto di “alienazione” appunto, di distacco emotivo, del minore verso l’adulto vessato.

1 Agosto 2013

Cos’è la pedagogia dei genitori? Seconda parte

gruppo genitoriNel precedente articolo ho iniziato a spiegarvi qualcosa di forse un po’ teorico sulla pedagogia dei genitori, ora entreremo più nel pratico e cercheremo di capire ancor meglio l’utilità di questa metodologia.

I figli sono conosciuti bene dai loro genitori, ancora di più se sono in situazione di disabilità. E’ vero che queste persone vivono incontrando medici, psicologi e assistenti sociali, ma il loro percorso non può essere deciso solo da figure sanitarie o, in caso della vita a scuola, dagli insegnanti di sostegno, ma dev’essere concordato confrontandosi coi genitori. Le figure esterne hanno studiato, ma anche madri e padri hanno “studiato”, e lo hanno fatto tutti i giorni, stando a contatto coi loro ragazzi da quando sono nati. E’ importante l’alleanza tra famigliari ed educatori per non far sentire soli gli educatori stessi e per far sì che i famigliari sappiano cosa succede fuori casa. Si stipula una sorta di patto educativo in modo che si sia tutti alla pari: gli operatori studiano, ma anche le famiglie hanno qualcosa da dare, il sapere dell’esperienza. Una persona analfabeta, ad esempio, può essere bravissima ad allevare animali e a fare vino, ma se facesse un esame universitario sarebbe probabilmente considerato un ignorante. Il sapere dell’esperienza è quotidiano, concreto, non deve passare per forza attraverso la teoria. Le mamme hanno un sapere prezioso: aiutano i loro figli a trasformare il linguaggio non verbale in verbale non grazie al sapere teorico, ma all’istinto. Chi conosce il campo? Il contadino che lo cura da anni o l’agronomo che ha studiato tanti campi? Entrambi: il contadino deve rifarsi all’agronomo e viceversa. I contadini sono i famigliari perché conoscono bene il loro congiunto vivendoci insieme quotidianamente, l’agronomo è l’educatore.